lunedì 9 gennaio 2017

I Giardini della Luna

Da storico lettore di saghe fantasy, finalmente con “Il libro Malazan dei caduti” ho trovato pane per i miei denti. Dopo anni di letture fantasy, molti autori iniziano a sembrare ripetitivi e spesso certi romanzi non riescono a lasciare il segno. Ma non è il caso de “I Giardini della Luna”.
Erikson, con questo primo di dieci volumi della saga inizia a delineare un’ambientazione molto complessa, vasta e curata. S’intravvedono continenti, stati, razze originali (niente elfi, nani e orchi) popoli, usi e costumi.

No, non è un elfo scuro!
Proprio qui sta uno degli elementi forti di Erikson, che oltre a essere uno scrittore, è anche un antropologo e un archeologo. Forse proprio grazie alla sua formazione è riuscito a costruire un mondo originale, innovativo, dettagliato, ma, soprattutto, credibile seppur profondamente fantasy. La prima parte del libro segue l’esercito invasore Malazan e i suoi soldati, poi il punto di vista cambia (altro punto fondante dell’autore) e si passa a Darujhistan, la seconda citta assediata dall’inizio del romanzo e si percepisce da subito un mondo diverso, una cultura diversa, con diversi usi e costumi.
Molte idee sono decisamente moderne e insolite e si discostano dal fantasy classico. I personaggi sono moltissimi e alcuni compaiono spesso, mentre altri sono quasi soli comparse, ma ciascuno è stato ben delineato (e alcuni sono veramente notevoli e lasciano il segno). A volte ci si perde fra la miriade di personaggi, tanto che sarebbe opportuno, durante la lettura, prendere appunti. Può sembrare assurdo farlo, si tratta pur sempre di un romanzo e non un testo universitario, eppure Erikson non scrive nulla per caso e anche il più piccolo particolare potrà tornare e essere al centro della trama. Spesso ho pensato che quest’opera sia nata per essere letta almeno due volte, magari partendo con la rilettura dopo aver completato l’intera saga, in modo da riuscire a cogliere tutto ciò che inevitabilmente era sfuggito nella prima lettura.
La vera novità, però, è lo stile dell’autore, che con uno degli incipit più in medias res che abbia mai letto e l’apoteosi della tecnica dello “show, don’t tell” può risultare a un primo approccio difficile da affrontare, ma nel corso della lettura diventa sempre più avvincente. S’inizia catapultati in un mondo nuovo, vivo, credibile, ma assolutamente senza spiegazioni. Ciò che accade non viene spiegato, è il lettore che lo deve capire da come viene descritto. Nelle prime cento pagine il lettore è completamente perso. I personaggi sono troppi, la narrazione si sposta continuamente da una scena all’altra, si fa qualche salto avanti nel tempo di alcuni anni, la prima vera scena, l’assedio di Pale, viene descritto a partire dalla conclusione e gli avvenimenti non vengono nemmeno del tutto spiegati. E poi ci sono i personaggi che parlano fra di loro senza spiegare al lettore cosa stiano dicendo, come se i dialoghi fossero veri. Superate le prima 100-150 pagine s’inizia a familiarizzare con lo stile e la letture diventa un po’ più semplice.
Cosa ci si può aspettare leggendo “I Giardini della Luna”? Guerre, complotti, lotte per il potere, divinità, guerrieri e maghi dalla potenza inimmaginabile e tanta genialità. Qualche assaggio?
Questo è il primo vero evento del romanzo

Esercito Malazan, Arsori di Ponti
Il finale può risultare un po’ confuso e molti avvenimenti sembrano misteriosi, ma molte cose si capiranno leggendo i romanzi successivi. Che non sono pochi. La saga di Erikson, “Il libro Malazan dei caduti” è composta da 10 romanzi, pubblicati nella prima edizione inglese dal 1999 (Erikson iniziò a scrivere il primo romanzo nel 1991) al 2011. Poi ci sono i romanzi di Cameron Esslemont, il cocreatore dell’universo di Malazan, al momento 6, i racconti, o romanzi brevi, di Erikson, in tutto 5 e la nuova Trilogia di Kharkanas, sempre di Erikson, di cui è uscito il primo libro.
Finale confuso, ma epico
In Italia la storia editoriale della saga è stata un po’ difficile. I diritti furono acquisiti dall’Armenia Edizioni che pubblicò, dal 2004 al 2011, i primi 7 libri. Il terzo, il sesto e il settimo divisi in due parti, così, giusto per far spendere qualche euro in più. E con delle copertine orrende. Poi nel 2013 uscì la prima parte dell’ottavo volume e poi… l’Armenia Edizioni fallì! Nel 2015 l’Armenia Edizioni è stata acquisita da Rusconi Libri e Il Castello, che hanno fondato l’Armenia srl che ha ripreso le pubblicazioni de “Il libro Malazan dei caduti” (inizialmente era anche stato erronamente tradotto il nome del ciclo con “La caduta di Malazan”). Nel 2015 sono stati pubblicati, nella seconda edizione, tutti i primi otto libri, in un nuovo formato, non più divisi in due parti e con le copertine dell’edizione originale inglese. Si attende per fine maggio il nono volume e il decimo per la fine del 2016. Per tutta la restante produzione il futuro è ancora incerto.

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