Pagine

lunedì 16 aprile 2018

Pandorum - L'universo parallelo

Pandorum - L'universo parallelo è un film di fantascienza dai risvolti horror del 2009, uscito in Italia nel 2010. Si tratta di una pellicola di produzione USA-Germania poco conosciuta che da parecchio tempo volevo vedere. Perché, è bene ricordarlo, malgrado ultimamente non sembri, io in questo blog scrivo quasi sempre di film non proprio nuovissimi...
Di cosa parla?
Come si fa a riassumere la trama di un film come questo senza fare spoiler? Certo, ha ormai 9 anni, ma se uno non l'ha mai visto, poi gli rovino tutto. E temo che in pochi l'abbiano visto.
Dunque, la popolazione del pianeta Terra ha continuato a crescere negli anni e nel 2153, anno in cui viene scoperto il pianeta Tanis, ha superato i 23 miliardi. La vita, per la scarsità di cibo e risorse e per quanto l'uomo ha devastato il pianeta, è diventata impossibile. E così, nel 2174 viene lanciata nello spazio l'astronave Elysium, col suo carico di 60 mila coloni ibernati che dovranno colonizzare il lontano pianeta Tanis, dopo un viaggio di 123 anni.
Questa è la premessa.
Poi si passa al risveglio del caporale Bower (Ben Foster) dentro quello che probabilmente è uno degli ambienti dell'astronave. Bower non ricorda quasi nulla della sua vita, della sua missione e del perché si trovi lì. Non si vedono segnali di altri membri dell'equipaggio, a parte la capsula di ibernazione del tenente Payton (Dennis Quaid), ancora chiuso al suo interno e, soprattutto, sembra impossibile uscire dal locale, che è separato dalla cabina di comando da una sola porta ovviamente chiusa. Inoltre pare che qualcosa non stia andando per il verso giusto all'interno dell'Elysium. E' impossibile comunicare e la corrente elettrica va e viene. E sembra anche che l'ibernazione sia durata molto più del previsto.
Dopo poco anche Payton si sveglia, con tutte le difficoltà e le amnesie di Bower. I due fanno parte della quinta squadra (cos'è? Non ci viene detto e nemmeno i due lo sanno con precisione, ma lo capiscono da un tatuaggio sul braccio sinistro). Comunque non c'è traccia della quarta squadra, che, pare, avrebbe dovuto guidare l'astronave prima della quinta. Intanto, cercando di ricordare, i due capiscono che i sistemi sono in sovraccarico ed e necessario sbloccare manualmente il generatore principale dell'intera astronave.
Bower si avventura quindi all'esterno della cabina, attraverso dei condotti tecnici, mantenendo un precario contatto radio con Payton, rimasto nella cabina, che cerca di guidarlo utilizzando i pochi sistemi ancora disponibili.
Bower, sempre senza capire esattamente cosa stia accadendo, troverà l'astronave infestata da umanoidi mostruosi e cannibali e incontrerà qualche altro sopravvissuto, prima la biologa Nadia (Antje Traue) e poi il futuro agricoltore Manh (Cung Le), che, però, è orientale e parla una lingua che Bower non comprende.
E così si prosegue, col viaggio di Bower e dei suoi due compagni all'interno dell'astronave, alla ricerca della loro memoria (Nadia si è svegliata mesi prima, ma ha capito poco di quello che sta accadendo edè riuscita a fatica a sopravvivere e di Manh non si sa nulla, dato che non riesce a comunicare), della spiegazione di ciò che è accaduto e in fuga dai mostri cannibali. Nel frattempo nella cabina arriva il caporale Gallo (Cam Gigandet), un sopravvissuto della squadra quattro inizialmente sotto shock, poi chiaramente fuori di testa.
E Pandorum cosa c'entra? La Sindrome di Pandorum, altrimenti nota come Sindrome Orbitale Disfunzionale, è un fenomeno che colpisce gli astronauti, dopo lunghi periodi di ibernazione, portandoli ad avere allucinazioni schizofreniche. Non mi è chiaro se la cosa sia vera (anche perché i viaggi interstellari in ibernazione sono al momento solo fantascienza...), ma diciamo che regge, tanto che a un certo punto non c'è più nemmeno la certezza che ciò che i personaggi stanno vivendo sia reale o frutto della loro immaginazione a causa della situazione ad alto stress. Nonché, va detto, il regista è abile a farci vedere alcuni dei primi avvenimenti in maniera tale da poter pensare che siano allucinazioni.
Impossibile scrivere di più, senza rischiare pesanti spoiler.
Pandorum - L'universo parallelo è un film che probabilmente non ha raccolto al momento dell'uscita quanto avrebbe dovuto. Anche perché nelle sale usciva nello stesso periodo il kolossal Avatar, sempre fantascienza, ma di genere completamente diverso e con un baillame mediatico molto più imponente.
Pandorum - L'universo parallelo è un film di genere, sci-fi/horror, che segue il filone del capostipite Alien, ma ricorda anche molto un'altra pellicola, Punto di non ritorno (non a caso uno dei produttori è Paul W.S. Anderson. Chi? Il regista di Punto di non ritorno!), nonché l'horror The descent.
Diciamo che qui la trama è: persone che si risvegliano senza memoria in un posto chiuso e buio. Che già di suo è un ottimo punto di partenza.
Senza pretesa di originalità, Pandorum si rivela un film estremamente claustrofobico, adrenalinico quanto basta, con momenti veramente inquietanti e con un mistero di fondo che contribuisce a rendere interessante la visione dell'intera pellicola, al netto di qualche passaggio in cui la trama forse vacilla. Anche alla luce della spiegazione finale, infatti, credo che la trama contenga qualche punto di frizione, se proprio si volesse andare a cercare il pelo nell'uovo, ma va bene così.
Certo Christian Alvart, regista e autore del soggetto e Travis Milloy, autore del soggetto e della sceneggiatura, probabilmente hanno preso i film appena citati e forse qualcun altro, li hanno messi nel frullatore e ne è uscito Pandorum. Quindi l'originalità non è il massimo (ma qualche trovata originale e a conti fatti interessante c'è pure e la si può cogliere alla fine, dopo aver visto tutto il film e aver capito esattamente cosa sia accaduto all'astronave Elysium), ma la pellicola nel suo complesso funziona alla grande.
Alvart sfrutta al meglio l'espediente principale della trama: i protagonisti non hanno memoria del loro passato e i ricordi inizieranno ad affiorare solo gradualmente e dato che lo spettatore non è onnisciente, ma vede ciò che accade con gli occhi dei protagonisti stessi, soprattutto il caporale Bower, il senso di angoscia risulta ancora più intenso.
In generale quindi risulta molto buono il lavoro di Alvart, al netto di qualche scopiazzata di troppo, con degli ambienti claustrofobici molto riusciti. Proprio gli ambienti dell'astronave risultano protagonisti della pellicola tanto quanto i personaggi stessi. Gli ambienti sono per lo più bui, ma ugualmente i particolari risultano chiari e definiti e si vede che è stato fatto un buon lavoro di costruzione degli scenari. Il lungo viaggio del personaggi all'interno degli ambienti fantascientifici dell'astronave Elysium mi ha ricordato anche il fumetto Blame! di Tsutomu Nihei del 2003. Solo alcuni scenari, non la trama, che è molto diversa.
Menzione di merito anche per i tre attori principali (ma tutti fanno bene la loro parte, forse perché ben diretti). Dennis Quaid è addirittura monumentale. E pensare che la maggior parte del tempo in cui compare è seduto su una sedia, quindi recita solo ed esclusivamente con le espressioni del visto. Buon lavoro sicuramente anche per Ben Foster (per tutto il film mi sono chiesto dove l'avevo visto, poi alla fine ci sono arrivato. E' il mago Medivh in Warcraft - L'inizio, ma anche Angelo negli X-Men. Chi? Quello con le ali bianche, dai), l'eroe non proprio canonico. Non si può non scordare, infine, Antje Traue (la rivedremo ne L'Uomo d'Acciaio), bella e brava attrice tedesca, il cui personaggio è forse esagerato, ma viene interpretato molto bene. Credo che se fosse stata un'attrice americana avrebbe avuto molto più successo. La stessa cosa si può dire anche del regista Alvart, tedesco pure lui.
Peccato che questa pellicola, costata 33 milioni di dollari (spesi comunque bene, visto il lavoro fatto), ne abbia incassati al cinema poco più di 20. Avrebbe dovuto essere il primo capitolo di una trilogia, ma dato il flop, il progetto di fermò. Forse la pubblicità non è stata il massimo o forse anche la distribuzione non è stata adeguata (spesso questa è proprio la strategia per far fallire un film), comunque un simile fallimento è stato sicuramente immeritato. Pandorum (ma che c'entra "L'universo parallelo"? Il secondo titolo è stato un'invenzione della traduzione italiana, che non si capisce da dove sia saltato fuori) ha poi recuperato qualcosa successivamente, ma era ormai troppo tardi ed è restato un flop. Forse gli autori hanno commesso l'errore di voler infilare un po' troppe cose nella loro opera. Perché Pandorum è per buona parte un thriller, che sfocia spesso nell'horror puro, con importanti componenti fantascientifiche, ma anche da puro film d'azione. E non dimentichiamoci che, sotto gli effetti speciali, pochi ma ben fatti, dietro gli ottimi scenari dell'astronave Elysium, Pandorum è anche una pellicola che ci dice che l'umanità si è autoestinta, si è trasformata in un genere bestiale e distruttivo, ma che possiede ancora le forze per rinascere (le scene finali sono anche simboliche). Non mancano infatti anche dialoghi con un un pizzico di profondità, soprattutto quelli fra il tenente Payton e il caporale Gallo e soprattutto alla fine del film. Il problema è che forse, a volerci mettere troppe cose, altre sono state tralasciate. Dovendo soddisfare le esigenze thriller, horror e d'azione, ad esempio, e non potendo rivelare per tempo cosa sia successo, per scelta (riuscita) stilistica, tutta la parte che potremmo chiamare morale, così come, anche, una completa spiegazione dell'accaduto rimangono poco spazio.
A posteriori credo che Pandorum sia classificabile come un buon film, che consiglio assolutamente di recuperare.



Nessun commento:

Posta un commento