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domenica 7 giugno 2020

Logan - The Wolverine


Lo so, questo film è del 2017. Ma come sa chi frequenta questo blog, le recensioni non riguardano necessariamente i film usciti al cinema (che poi adesso al cinema non esce nulla, in attesa del fatidico 15 giugno!!!). Adesso era semplicemente il turno di Logan - The Wolverine.
In una serie di film, quando un attore invecchia è sempre un problema. La questione fu affrontata nella serie degli Avengers con Robert Downey Jr./Tony Stark e la morte del personaggio al termine della pellicola Endgame.
Lo stesso problema devono esserselo posti quelli della Fox, che produce i film degli X-Men. Uno dei personaggi più riusciti e forse più amati del fumetto, nonché uno dei personaggi più riusciti e più amati delle serie di film è sicuramente James Howlett. Chi? Logan, alias Wolverine, ottimanente interpretato da Hugh Jackman già a partire dalla prima pellicola del 2000. Non a caso, escluso Deadpool che è un po' un personaggio a sé stante, Wolverine è l'unico cui sono state dedicate delle pellicole in solitaria.
Nel 2011 la Fox decise di riprendere in mano i supereroi mutanti ringiovanendoli. Nacque così X-Men - L'inizio, che si svolgeva prima delle prime tre pellicole del 2000, 2003 e 2006. Qui tutti i personaggi già visti nelle prime tre pellicole erano interpretati da nuovi attori, tutti più giovani, tranne Wolverine, interpretato sempre da Hugh Jackman, ma con una parte marginale (comunque nel 2009 era uscito un film interamente dedicato a lui e nel 2013 ne sarebbe uscito un altro). Wolverine sarà protagonista anche della successiva pellicola, X-Men - Giorni di un futuro passato, ove gli eventi del film finiranno per generare una nuova linea temporale, nonché la scusa per continuare a produrre pellicole con i nuovi attori.

Una lunga trasformazione

Restava il problema del solo Hugh Jackman. Evidentemente, ma sono supposizioni mie, la Fox deve aver deciso che era rischioso scegliere un nuovo Wolverine, dato che ormai nell'immaginario collettivo Logan è Hugh Jackman e quindi il rigiovanimento non ha coinvolto il suo iconico personaggio.
Ma che fare del "povero" Wolverine?
Il materiale a disposizione nella sterminata produzione della Marvel non mancava e quindi ecco arrivare il film del commiato. L'ennesima pellicola interamente dedicata al mutante con il potere rigenerante e gli artigli di adamantio, la terza dell'intera saga.
Logan - The Wolverine è liberamente ispirato al fumetto Vecchio Logan, fumetto che, per la verità, racconta una storia completamente diversa da quella trasposta sul grande schermo.
Un po' di trama, che mi sto dilungando.
Siamo nel futuro, in una linea temporale che non so esattamente quale sia, ma suppongo sia quella nuova, dato che il Professor X c'è ancora, ma potrebbe anche essere una linea temporale a sé stante, al cui interno si trova solo questo film. I mutanti hanno perso. Non ci sono praticamente più. Da 25 anni non ne nascono dei nuovi e la maggior parte di quelli esistenti sono stati sterminati da un gruppo criminale anti-mutante. Gli unici che vediamo nella pellicola sono Logan (ovviamente), un vecchio e malato di Alzheimer Charles Xavier e Calibano, un mutante dall'aspetto anemico, quasi vampiresco, con l'unico potere di riuscire a fiutare gli altri X-Men, poco presente nei fumetti e già visto, ma fu solo una comparsa, in X-Men - Apocalisse. Di tutti gli altri si sa poco o nulla, anche perché non risultano rilevanti per la trama.
Logan ha un grosso problema. Lo conoscevamo come un personaggio praticamente immortale, grazie al suo potere rigenerante, ma ora, con l'età, il potere ha iniziato a perdere dei colpi. E così Logan sta invecchiando, anche se più lentamente e il suo corpo sta deperendo, a causa dell'avvelenamento dell'adamantio stesso che ricopre tutte le sue ossa. E così il vecchio Wolverine è un tassista alcolizzato, che vive ai confini col Messico e campa come può, comprando al mercato nero i medicinali necessari per Xavier, cui Calibano fa da badante, in attesa di aver racimolato abbastanza soldi per comprare uno yacht e scappare dal mondo. Insomma, una fine abbastanza deprimente per i fighissimi X-Men.
Uno scazzatissimo Logan viene contattato da Gabriela, un'infermiera che gli chiede di accompagnarla, insieme alla figlia Laura, in un luogo chiamato Eden, nel Dakota del nord. Peccato che Gabriela sia inseguita da una spregiudicata e violenta organizzazione interessata alla misteriosa Laura, la quale si rivela ben presto molto somigliante a Logan, con artigli di adamantio, potere rigenerante, forza, velocità, compreso un comportamento selvatico che ricorda quello del primo Logan.
Da qui parte un drammatico e violento road movie che coinvolge Logan, Laura e Xavier e mi fermo, che se non l'avete ancora visto vi rovino tutto.

Ne dovranno prendere tante prima della fine

Ecco, se ci sono due aggettivi che descrivono Logan - The Wolverine sono proprio questi: drammatico e violento. I film degli X-Men, a differenza di quelli degli Avengers, hanno sempre avuto un approccio meno scanzonato, ma una certa ironia ha sempre trovato spazio. Qui, salvo forse un paio di battute, l'ironia non c'è proprio. Il film è un dramma, dall'inizio alla fine. E poi c'è la violenza. I supereroi sono persone che si picchiano. A volte si picchiano fra loro, a volte si azzuffano coi criminali, ma il concetto è sempre quello. Ma è un picchiarsi quasi asettico, perché non si fanno quasi mai niente. Qualche volta qualcuno ci lascia le penne, soprattutto fra gli X-Men, ma non si esagera mai. Questa volta no. Logan - The Wolverine è un bagno di sangue. Letteralmente. Ci sono arti tagliati, sangue che zampilla, gente che muore male.
Logan - The Wolverine è una pellicola dove le cose vanno male e possono solo andare peggio e dove lo spettatore il lieto fine non se l'immagina nemmeno, perché è un film dove i personaggi soffrono e noi con loro.

Una piccola Wolverine

Logan - The Wolverine è una pellicola che stravolge le classiche trame delle storie con supereroi, volendoci lasciare l'ultimo ricordo di Logan, che sarà il ricordo più duro e più emozionante. Perché Wolverine è sempre stato un personaggio estremo, che qui tocca il suo apice.
Bravo Hugh Jackman, che ci fa capire chiaramente perché la Fox abbia scelto di non rinnovare il suo personaggio lasciandolo legato all'attore originale e bravo anche Patrick Stewart, ma non è una novità, che interpreta il professor Xavier più intenso di sempre. Complimenti anche alla piccola Dafne Keen nei panni della giovane Laura ben interpretata, forse anche grazie a un cast efficace. Parte del merito deve essere del regista James Mangold, che già aveva diretto Jackman in Wolverine - L'immortale e che questa volta è anche autore del soggetto e della sceneggiatura.

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