Leone è un adolescente, ha 16 anni e frequenta le scuole superiori, con tutti i problemi che può avere un'adolescente, per di più al giorno d'oggi. Con una differenza: Leone ha due babbi!
Simone e Paolo, coppia omosessuale, hanno deciso di avere un figlio. Come? I due, in California hanno trovato una persona, Tilly, disposta a fare da portatrice, ossia portare in grembo, tramite inseminazione artificiale, l'embrione fecondato da uno dei due. Quale? Non si sa, perché Simone e Paolo hanno mischiato il rispettivo seme e non sanno quale effettivamente ha fecondato Tilly, per cui entrambi posso essere i padri biologici di Leone.
Ecco, direte voi, la solita storia di omosessuali.
E invece no.
Il filo invisibile è una storia di due persone che si sono amate profondamente e hanno deciso di intraprendere una vita insieme e anche di avere un figlio, con tutte le dovute complicazioni del loro caso peculiare e poi, dopo anni, si sono allontanate e devono affrontare una separazione che mai ci si sarebbe aspettata da quella che sembrava una famiglia perfetta. Con in mezzo un figlio adolescente che, oltre a dover vivere i problemi dell'adolescenza, che in quegli anni possono sembrare insormontabili, vede anche crollare sotto i suoi piedi quel tranquillo macigno che era la sua famiglia.
E in tutto questo il fatto che Simone e Paolo siano una coppia di omosessuali diventa solo un particolare in una storia che fondamentalmente è altro. Certo, un particolare che genera alcune stranezze e anche alcune scenette comiche che finiscono per alleggerire un po' la pellicola.
La questione dell'omosessualità, centrale nella trama, ma alla fine non così rilevante, viene trattata con naturalezza e semplicità.
Viene anche smontato un cliché che vede il figlio di una coppia di omosessuali come una persona disturbata o confusa sessualmente. Cosa che invece non è assolutamente Leone. "Io sono figlio di due omosessuali e sono eterosessuale, tu sei figlio di due eterosessuali e sei omosessuale. Non è una malattia che si attacca" dice Leone a un suo amico.
Il cast è ricco di validi attori.
Il sedicenne Leone è interpretato da Francesco Gheghi (già presente in questo blog col film Mio fratello rincorre i dinosauri) che come sempre riesce a fare un ottimo lavoro. Qui aveva 20 anni, quando ha recitato, ma ancora una volta interpretava un ragazzino. Mi piacerebbe vederlo una volta interpretare un personaggio più maturo.
Simone invece è Francesco Scianna (anche lui già presente in questo blog con Cattiva coscienza, recitato l'anno dopo), sempre molto bravo, così come Paolo che ha il volto di Filippo Timi, che è stato praticamente perfetto. Attorno a loro anche Valentina Cervi, Matteo Oscar Giuggioli, Emanuele Maria Di Stefano, che interpreta un personaggio completamente diverso da quello visto ne La scuola cattolica, recitato un anno prima e che qui abbiamo visto in Siccità e Giulia Maenza.
Dai, io lo consiglio.
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