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lunedì 9 gennaio 2017

Falling skies. Arrivati in fondo s’inizia a scavare…

Da amante della fantascienza, mi sono trovato a guardare la serie TV americana, prodotta da Steven Spielberg, Falling skies. Generalmente non amo le serie TV, le trovo opere fatte unicamente per incassare denari, ma, dai, questa è fantascienza, magari è buona.
L’antefatto che ha dato origine alla prima stagione (ne verranno prodotte 5 in tutto, da 10 episodi l’una, 12 la quarta) non è originalissimo, ma comunque valido: degli alieni tecnologicamente avanzatissimi hanno attaccato il pianeta terra e sterminato il 90% della popolazione umana, tentando di schiavizzare il resto. La serie si occupa degli umani sopravvissuti, che devono riorganizzare la propria vita braccati dagli alieni, in un mondo distrutto, senza le comodità nelle quali erano sempre vissuti e continuamente in guerra. Ogni personaggio ha perso qualcuno, la moglie, il marito, i figli, i genitori, ma ugualmente la vita va avanti e la serie ha fin da subito cercato di approfondire i personaggi calati in questo drammatico contesto, totalmente impreparati per affrontarlo e i rapporti che nascono fra di loro.
Detta così, sembra che non sia male. Ecco, anch’io c’ero cascato.
I soldi a disposizione pare che non siano nemmeno pochi (non dimentichiamo che dietro c’è Spielberg…) e a tratti si vede che il lavoro fatto non è male. Infastidiscono un po’ certe scelte estetiche (gli alieni, le loro astronavi e i loro robot da guerra sono veramente orribili), ma ci si può passare sopra. Anche certi effetti fanno aggrottare un po’ la fronte, soprattutto alla luce del fatto che oggi, con la computer grafica, si può fare praticamente di tutto, ma sono di bocca buona, ho quasi 40 anni e ho visto la fantascienza del passato, c’è di peggio.
E allora cos’è che non va?
C’è che dalle prime puntate si capisce che ci sarà un protagonista assoluto (un professore di storia che si trova a vivere nella realtà ciò che ha sempre studiato sui libri e l’idea sarebbe anche buona) che, con la sua famiglia (tre figli e una nuova compagna che conosce dopo l’invasione, una pediatra che si trova a fare il medico di guerra, altra buona idea) decide le sorti prima del suo gruppo di sopravvissuti, poi della resistenza umana e, infine, dell’intera guerra contro gli alieni. Un protagonista al quale succede tutto e riesce a capire tutto per concessione divina, che mette la sopravvivenza della sua famiglia davanti alla vita di tutte le altre persone, senza accettare che anche gli altri vorrebbero fare lo stesso. Un protagonista che, a causa di autori senza idee, risolve praticamente tutto con idee balorde che non potrebbero mai funzionare.
Al centro il divino professore. A sinistra la divina compagna, il divino figlio maggiore e la sua divina compagna. A destra il personaggio migliore, ma sacrificato in quanto antagonista del divino e il miglior amico del divino. Mancano gli altri due figli divini

E’ dura guardare ore e ore di una serie TV sperando che il protagonista e i suoi familiari muoiano male, sapendo che ciò non accadrà mai. Ma non è tutto qui.
Fallang skies è una serie TV infarcita di fastidiosissima retorica americana. L’insopportabile professore, mettendo in pratica le sue conoscenze della storia americana riesce a sconfiggere gli stupidissimi alieni (stupidissimi al punto che ci si chiede come abbiano fatto a non estinguersi prima di invadere la Terra…). Se fosse stato un professore europeo, con nozioni di 2000 anni di storia, non solo qualche secolo, li avrebbe sconfitti in un mese, non in quattro anni… Retorica americana che tocca il suo apice quando i nostri scalcagnati protagonisti, in uno degli ultimi episodi dell’ultima stagione, durante un inutile contatto radio con un gruppo di sopravvissuti, credo in Cile, si sente chiedere: “avete un piano? Gli americani hanno sempre un piano…”
Ma anche la superflua retorica non basta. Falling skies è semplicemente una serie TV sceneggiata da dei tipi che, evidentemente, mentre stavano scrivendo, stavano pensando ad altro. Con eventi che succedono a caso, banalità assurde, sottotrame aperte e buttate nel cesso, supercazzole in continuazione, eventi impossibili al limite del ridicolo. Anzi, spesso anche abbondantemente oltre il limite. Tralasciamo la gestione di John Pope, il soggetto alla destra del divino professore nella foto sopra, il miglior personaggio, che è stato un po’ tutto ciò che serviva nella trama, uno sciacallo, un criminale, il cuoco della compagnia (!!!) ma solo per un giorno, un valido combattente da prima linea, un eroe, un vigliacco, un disfattista, ecc. Alla fine il personaggio più sensato, ma sacrificato nell’ultima stagione, perché con gli alieni ormai indeboliti serviva un antagonista. Tralasciamo anche le idee inserite senza alcun senso, come i campi di rieducazione di stampo nazista per ragazzini umani organizzati dagli alieni, o i personaggi che si trasformano in geni da premio nobel, come lo scienziato nucleare che diventa un esperto biologo o l’elettricista che inventa di tutto utilizzando la tecnologia aliena.
E un finale… Un finale che riesce a superare, in un solo episodio, tutte le stronzate delle precedenti 51 puntate.
Gli alieni, i capi, i veri cattivoni, gli Espheni, che si vedono solo alla fine della prima stagione e che hanno schiavizzato gli skitter (è un’altra razza aliena utilizzata come carne da macello), avevano già invaso la Terra 1500 anni fa. Ai tempi, però, solo il sud America, dove oggi ci sono le Linee di Nazca (perché? Non viene spiegato, è una delle tante supercazzole. E poi anche gli anni non vanno bene, le Linee di Nazca sono state tracciate circa 2500 anni fa, ma viene detto chiaramente che l’invasione è stata fatta 1500 anni fa). E furono sconfitti! Da degli uomini che li combattevano con dei sassi e delle lance! Gli Espheni sono generati da una Regina Madre (che sembra un gigantesco ragno con la testa antropomorfa, mentre gli altri Espheni sono completamente umanoidi. Mah!) e se la Regina viene uccisa, tutto il suo popolo muore. Lasciamo stare la cazzata di una razza con queste caratteristiche che non sia andata incontro all’estinzione. Comunque, la Regina Madre che invase il sud America era la figlia di quella che oggi ha invaso tutto il pianeta e che ha annientato il 90% dei terrestri per vendetta (vabbé…). Ora, viene spiegato chiaramente dai Volm (altra razza aliena che compare alla fine della seconda stagione e affianca gli umani nella lotta agli Espheni. I Volm sono forse ancora più coglioni degli Espheni, sono in grado di fare qualsiasi cosa se serve che lo facciano, per togliere le castagne dal fuoco quando gli autori non hanno voglia di pensare a espedienti sensati, ma non sono in grado di fare nulla quando effettivamente servirebbero) che la Regina Madre arriva solamente quando il suo popolo ha vinto la guerra (ovviamente, dato che se muore lei, muoiono tutti).
In questo caso gli Espheni stanno perdendo (è dalla fine della quarta stagione che stanno perdendo), ma lei arriva ugualmente (tra l’altro non si capisce come, dato che attorno alla Terra orbirtano le navi Volm. Forse i Volm erano tutti i bagno quando è arrivata?) e il divino professore la raggiunge (cosa che dovrebbe essere impossibile, data l’importanza di questo individuo per la sua razza)  e, utilizzando un’arma donatagli dal fantasma (o qualcosa del genere) dell’ultimo membro della razza che gli Espheni hanno trasformato in skitter (cialtroneria allo stato puro) riesce a ucciderla. E boom, tutti gli altri Espheni (e anche gli skitter!?) esplodono in un tripudio di effetti speciali orrendi. Tra l’altro l’arma definitiva, un’arma biologica con la forma di un grosso suppostone, viene geneticamente modificata (!!!) dalla divina compagna del divino professore in 5 minuti in un laboratorio improvvisato. Un personaggio inserito a caso nelle ultime puntate, portatore di una trama morta sul nascere, prova anche a chiedere ai Volm come mai non bombardino la regina dall’alto con le loro astronavi che stanno orbitando attorno alla Terra (evidentemente uno degli autori deve essersi improssisamente ripreso dal torpore), ma il Volm risponde semplicemente che non possono!!! Probabilmente hanno tagliato la parte in cui diceva: “Caspita che idea! Questo sì che avrebbe senso e sarebbe efficace. Però poi voi autori dovete riscrivere il finale. Allora no, dai, lasciamo stare”. Non manca la cazzata finale, perché è bene chiudere in bellezza. La nuova compagna del divino professore muore, ma il fantasma alieno (che nel frattempo è diventato una specie di polpo!?) la resuscita. Perché solo lei e non tutti gli altri innumerevoli personaggi morti durante la serie? Perché ha acquisito diritti divini di origine coniugale?
Credo che Falling skies sia la cialtronata più grande che abbia mai visto e spero che Spielberg si vergogni di aver associato il suo nome a questa spazzatura.

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