Pagine

sabato 30 settembre 2017

Valerian e la città dei mille pianeti

Pur non conoscendo minimamente il fumetto francese da cui è stata tratta questa pellicola, Valérian et Laureline, avevo grandi aspettative per questo film di Luc Besson, già autore di ottimi lavori come Nikita, Léon, Il quinto elemento, Lucy, Cose nostre - Malavita, tanto per citarne alcuni. E poi un trailer con ambienti alieni da sogno, colori deliranti alla Guardiani della Galassia, scenette comiche comprese, e un tocco di Avatar in mezzo a tanta ironia non ha fatto altro che aumentare la scimmia. E mettiamoci pure Cara Delevingne.
La trama in breve.
Valerian (il nome è diventato inglese) e Laureline sono due agenti speciali governativi che devono compiere un qualche tipo di missione... speciale. I due devono prima recuperare in un assurdo pianeta che esiste in due diverse dimensioni (cioè, qualcosa del genere. Non credo di aver ben capito le dinamiche, ma le trovate sono geniali, con Valerian che si muove in una dimensione e agisce nell'altra) un animaletto dalle insolite capacità e completare la missione su Alpha, una gigantesca base spaziale nata centinaia di anni prima votata alla pace e alla fratellanza, sulla quale vivono praticamente tutte le specie senzienti dell'universo, la quale è minacciata da misteriose forze oscure che rischiano di comprometterne l'esistenza.

Per la verità la storia è un po' più complessa, ma alla fin fine può essere riassunta in queste poche righe. E poi si tratta di un film appena uscito al cinema, è meglio andarci piano con gli spoiler.
La pellicola parte bene, con un evento catastrofico e drammatico che coinvolge il pianeta Mur (o qualcosa del genere), dove vive una popolazione apparentemente primitiva la cui esistenza è in piena comunione con la natura. Un po' come i Na'vi di Avatar. Anzi, sono proprio identici ai Na'vi, ma non sono blu. Il tutto immerso in scenografie ottime e veramente ben curate al punto da deliziare la vista.
E poi ci sono i due protagonisti, forse un po' troppo giovani e per questo non del tutto credibili nei panni degli agenti speciali, comunque ben interpretati da Dane DeHaan e Cara Delevingne. Il primo è un ottimo attore, forse un po' sottovalutato, mentre la seconda non è certo stata scelta per le doti attoriali (che poi non se la cava mica male). C'è anche il loro rapporto al centro della trama. Valerian, donnaiolo incallito, è follemente innamorato di Laureline e ci prova in continuazione e Laureline vorrebbe ricambiare, ma vorrebbe prima capire se l'infatuazione di Valerian sia solo qualcosa di passeggero o qualcosa di più.
E così la trama, che per la verità a lungo resta intricata a poco chiara, continua a dipanarsi fra improbabili inseguimenti, incontri con incredibili alieni, astronavi, ambienti pazzeschi, un nemico sfuggente e non del tutto chiaro e via dicendo.
Besson c'infila anche la descrizione della nascita e della crescita della base spaziale Alpha, a partire dalla Stazione Spaziale Internazionale realmente esistente sulle note di Space Oddity di Bowie.
Insomma, c'è tutto per avere un grande film.
E invece no.
Il problema è che il tempo trascorre, ma la pellicola di Besson non decolla. Certo, le scene sono fatte tutte molto bene e gli ambienti sono belli da vedere (e anche la Delevingne...), ma alla fin fine la trama, svelati i misteri, si rivela piuttosto debole e scialba. E a tratti anche prevedibile. La minaccia che dovrebbe tenere in ansia fino alla fine non sempre si percepisce e i momenti frenetici sono alternati a momenti di stanca che quasi annoiano.Tra l'altro il trailer mi aveva fatto pensare a un film frenetico e pieno di azione, ma, seppur le scene d'azione siano presenti e rese ottimamente, la pellicola vorrebbe essere anche altro.
Anche l'umorismo, se devo essere sincero, non mi ha entusiasmato. Spesso mi capita così coi film francesi (ad esempio...). Si tratta di un umorismo con cui non riesco a empatizzare completamente e che finisce per strapparmi solo qualche sorriso accennato. Certo, non è così per tutto il film, certi episodi funzionano meglio, ma nel complesso con la visione dei Guardiani della Galassia ho riso molto di più, ma il quel caso forse era proprio il film che puntava al massimo sulla comicità. E anche i dialoghi, nel complesso si rivelano un po' troppo legnosi e impostati.
Alla fine Valerian e la città dei mille pianeti sembra quasi un collage di episodi che in sé sarebbero anche buoni, ma nel complesso non vanno a costruire una storia sufficientemente solida. Ecco quello che manca. Non bastano un'ambientazione curata, effetti ottimi, scenari da sogno e scene ben girate, se la trama risulta noiosa. E pensare che Luc Besson, da quanto dichiara nelle interviste, stava già lavorando da molto tempo a questo film, peraltro con l'entusiasmo che solo un fan del fumetto potrebbe profondere. Ecco, io temo che Besson abbia girato un discreto film, ma abbia fallito proprio in ciò che in teoria sa fare meglio. Il regista francese, infatti, si definisce più uno sceneggiatore che un regista. Non a caso, a parte The Lady - L'amore per la verità del 2011, Besson ha scritto la sceneggiatura di tutti gli altri 16 film da lui diretti compreso quest'ultimo e in più ha scritto la sceneggiatura per quasi un'altra trentina di pellicole. Insomma, non stiamo parlando di uno sceneggiatore improvvisato. La città dei mille pianeti è effettivamente un episodio di Valérian et Laureline (io in realtà, pur essendo un appassionato di fumetti, questa serie non l'ho mai letta, ho solo raccolto informazioni in Internet), ma questa storia rappresenta solo una parte della trama del film. Nell'episodio originale la protagonista è quasi esclusivamente Laureline che deve ritrovare Valérian disperso nella città dei mille pianeti. Ciò avviene, per una parte molto breve, anche nella pellicola. Besson, invece, ha creato una trama prendendo spunto da più episodi del fumetto. Trama che avrebbe anche il suo perché, ma che non entusiasma e che forse avrebbe dovuto andare più a fondo nelle tematiche toccate.

Stiamo parlando di un film che è costato la bellezza di quasi 200 milioni di Euro, ma, anche a causa di una distribuzione che negli Stati Uniti l'ha praticamente ignorato, ha incassato, al momento, solamente 40 milioni di dollari (negli Stati Uniti). Il resto del mondo sta salvando la pellicola, dato che da qui arrivano a oggi oltre 180 milioni di dollari, in particolare la Cina (per ora 62 milioni di dollari) e la Francia (36 milioni di dollari). Diciamo però la verità. Valerian e la città dei mille pianeti non sarà un capolavoro del cinema di fantascienza, ma non è nemmeno spazzatura. Ho calcato la mano sulla debolezza della trama, ma si tratta comunque di un film girato e realizzato molto bene e ho come l'impressione (ma non lo scrivo solo io) che la scarsissima distribuzione negli Stati Uniti sia stata causata da un vero e proprio boicottaggio verso un film non prodotto a Hollywood.
I due attori protagonisti, invece, se la cavano alla grande, dando vita a due strambi personaggi che funzionano, sia da soli, sia in coppia. Anzi, forse alla loro relazione e alla loro caratterizzazione Besson avrebbe dovuto dedicare un po' più di spazio, dato che, al netto delle ottime scene, sono loro la cosa migliore dell'intero film che, non brillando nella trama, avrebbe potuto godere dell'effetto trainante dei due personaggi. Dane DeHaan è un attore ancora giovane (ha 31 anni), ma con già quasi venti pellicole e alcune serie TV dietro le spalle. Una faccia che richiama il volto di Leonardo DiCaprio (forse sarebbe il caso di affrancarsi da questa somiglianza), ma un po' più sballato e una buona capacità recitativa. Mi piace il suo modo di interpretare i personaggi e l'ho apprezzato anche ne La cura dal benessere, altra pellicola, però, che non è stata certo un successo, ma non per colpa sua. Forse DeHaan, che al netto di un fisico non certo imponente, ha comunque la giusta fisicità del grande attore, non ha ancora interpretato un film che gli abbia dato il grande successo, ma è sicuramente un attore in ascesa. Cara Delevingne, un po' più giovane di DeHaan (ha 25 anni), nasce invece come modella e nel 2012 è entrata nel mondo del cinema, prima con piccole parti, poi, soprattutto negli ultimi anni, con ruoli sempre più importanti. E' una dei protagonisti principali di Città di carta di Jake Schreier del 2015 e la troviamo anche in Suicide Squad. Ultimo film Tulip Fever di Justin Chadwick di quest'anno, fra i cui protagonisti, guarda caso, c'è proprio Dane DeHaan. Attrice che forse deve la sua fama più che altro al suo aspetto (e, infatti, Besson ce la fa vedere in costume per la prima metà del film), ma che se la cava comunque egregiamente con le sue faccine. E poi c'è da dire che fra i due personaggi interpretati da DeHaan e dalla Delevingne si crea da subito un'ottima alchimia. Nel cast anche gli affermati Clive Owen ed Ethan Hawke (sempre ottimo quest'ultimo) che interpretano parti minori. Il primo è presente praticamente in tutta la pellicola, ma è un personaggio minore, anche se fondamentale (non diciamo di più, altrimenti è uno spoiler), mentre il secondo lo vediamo in quello che è poco più di un cameo. Camei anche per Rutger Hauer, Sam Douglas, per il jazzista Herbie Hancock e tanti altri. C'è anche la cantante Rihanna, con un personaggio che vorrebbe essere profondo, ma la cui funzionalità sembra più che altro farla vedere ballare mezza nuda in una specie di videoclip. D'altronde questo è il personaggio che nel tempo ha costruito e per questo la chiamano.
Non credo che alla fine Valerian e la città dei mille pianeti sia tutto da buttare via, ma la delusione, per un film che avrebbe avuto le carte in tavola per lasciare il segno è tanta e forse il giudizio finale è più critico di quello che dovrebbe. Anzi, se proprio devo essere sincero, trascorso qualche giorno (la recensione l'ho scritta un'ora dopo la visione, ma ora la sto modificando) la mia opinione sull'intera pellicola è andata mutando. Certamente la delusione per un film che avrebbe potuto essere di più di quello che è rimane, come rimane il rimpianto per alcuni passaggi un po' a vuoto che Besson avrebbe potuto gestire meglio, data l'estrema cura che ha dedicato all'intera pellicola. Però nel complesso rimane un film che consiglierei a qualsiasi appassionato di fantascienza spaziale. Se il cinema di fantascienza deve mostrare mondi incredibili e da sogno, Valerian e la città dei mille pianeti centra perfettamente il bersaglio, molto di più di altri film ben più quotati. Stiamo parlando di una pellicola che contiene immagini che lasciano a bocca aperta e anche in un periodo storico in cui gli effetti speciali regnano sovrani e al cinema riescono a farci vedere praticamente ogni cosa che la mente riesca a immaginare, in questo caso Besson riesce a spingersi a estremi eccelsi. Così come riesce a creare una miriade di razze aliene, una più stramba dell'altra che funzionano tutte. Peccato che un lavoro così accurato e certosino non sia stato affiancato da un analogo lavoro sulla trama.
Una nota finale. Se pensate che Valerian e la città dei mille pianeti abbia scopiazzato un po' troppo da Guerre Stellari (a partire dall'astronave dei protagonisti), siete fuori strada. E' Guerre Stellari, già dall'ormai mitico Episodio IV, ad aver attinto a piene mani dallo sconosciuto ed elitario fumetto Valérian et Laureline!
Prima che i fan ortodossi di Guerre Stellari mi scannino (ma per fortuna questo blog non lo legge nessuno), preciso: Valérian et Laureline nasce nel 1967, mentre Episodio IV - Una nuova speranza dieci anni dopo. Guerre stellari non ha copiato Valérian et Laureline, ci mancherebbe, ma George Lucas ha preso spunto da opere precedenti e Valérian et Laureline è una di queste. Così come hanno fatto molte altre opere fantascientifiche.

Nessun commento:

Posta un commento