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domenica 12 settembre 2021

The Titan


Siamo nel 2048 e il pianeta Terra è in crisi a causa delle guerre, della sovrappopolazione e dell'inquinamento, tanto che se non si riuscirà a trovare un soluzione in tempi rapidi, la razza umana rischierà l'estinzione.
Rick Janssen, militare, viene coinvolto insieme a numerosi colleghi selezionati in tutto il pianeta per il progetto del prof. Martin Collingwood volto a colonizzare Titano, satellite di Saturno. Titano per certi versi assomiglia alla Terra, in quanto dotato di un'atmosfera, stagioni, fiumi e mari, ma la sua atmosfera è caratterizzata da una concentrazione di azoto del 95%, oltre che metano ed etano e da una temperatura molto bassa.
La famiglia di Rick, così come quelle di tutti gli altri volontari, si trasferisce in una villetta nei pressi del centro di ricerca, mentre i militari iniziano le sedute. Queste consistono in una serie di iniezioni di sostanze sperimentali volte a indurre una mutazione genetica che possa rendere adatti i corpi umani a poter sopravvivere sull'inospitale nuova casa della razza umana.
Su questo plot si dipana praticamente tutta la pellicola, con Rick e colleghi che un po' alla volta iniziano a fare esperienza con le modifiche del proprio corpo indotte dall'esperimento, modifiche alle quali non sempre reagiranno nel modo migliore, sia fisicamente, sia psicologicamente e, ovviamente, non mancheranno i morti, parecchi, sacrificati per il nobile scopo di salvare la vita umana.
Non scrivo altro per non rischiare pericolosi spoiler (poi qualcosa mi scapperà, ma prima avviso) e preferisco purtroppo commentare. Purtroppo perché alla fin fine la pellicola, che partirebbe anche da alcuni spunti interessanti, evolve male (un po' come il suo protagonista...) e non sfrutta le strade che avrebbe potuto sfruttare.
L'inizio totalmente in medias res non aiuta. La tecnica sarebbe anche valida, ma poi sarebbero necessari degli approfondimenti che non arrivano. Per esempio non si coglie la gravità della situazione sulla Terra e il dramma che stanno vivendo gli esseri umani, dramma che giustificherebbe, anche e soprattutto dal punto di vista etico, alcune scelte estreme del prof. Collingwood. Quel po' di pianeta Terra che vediamo è molto lontano da una catastrofe ecologica e quindi non rende spiegabile il progetto della colonizzazione di Titano e la necessaria evoluzione genetica forzata.
La stessa evoluzione fisica di Rick e dei colleghi (e tutte le spiacevoli conseguenze) viene narrata e mostrata in maniera troppo fredda e poco empatica, forse anche a causa dell'attore protagonista, Sam Worthington, lo stesso di Avatar, che sembra quasi aver perso l'espressività e in generale la capacità di recitare. Se la cava un po' meglio Taylor Schilling nei panni della moglie, ma si tratta sempre di una prestazione appena sufficiente.
E poi c'è il progetto stesso che non è chiaro.

Ecco, d'ora in avanti partono gli spoiler, meglio non leggere se non si è ancora visto il film.

Rick e i suoi colleghi, così come i relativi familiari, sanno di dover salvare la razza umana e di prepararsi per facilitare il trasferimento degli umani sopravvissuti su Titano. Rick dice anche al figlio che dovrà partire, ma lui e la madre lo raggiungeranno in seguito. Ma il progetto non è proprio così. I volontari sono invece destinati ad evolvere in un'altra specie, con le caratteristiche adatte alla vita su Titano, una specie molto diversa dalla razza umana, tanto da non poter nemmeno comunicare e convivere con essa. E quindi? Lo sapevano o sono stati ingannati? Se lo sapevano, la trama viene narrata veramente male, mentre se non lo sapevano c'è comunque qualcosa non quadra, dato che il finale avrebbe dovuto essere gestito diversamente.
Il finale poi è affrettato e pasticciato (a un certo punto non si capisce nemmeno quanto tempo sia trascorso) e la sceneggiatura preferisce qualche risvolto thriller/horror piuttosto che un approfondimento etico (che sarebbe stato difficile, ma interessante) sulle scelte cui sarà costretta l'umanità in un contesto come quello del film e che, fra l'altro, potrebbe non essere molto diverso da quello in cui ci potremo veramente trovare.

E quindi The Titan si rivela una buona idea, sviluppata male, messa in scena peggio, con una recitazione discutibile e un finale poco riuscito.
E pensare che l'ultima scena potrebbe addirittura far pensare a un ipotetico sequel...

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