Il Covid, fra le altre cose, ha distrutto il cinema. Con mesi e mesi forzati a stare a casa e poi tutte le limitazioni nei contatti interpersonali, per un po' il cinema è quasi morto. E sono esplose le serie tv. Che, diciamo la verità, alcune sono anche valide, ma complessivamente hanno un livello inferiore rispetto al cinema. E per anni il grande schermo ha faticato a riprendersi.
Ebbene quest'anno sembra che gli incassi mondiali dei cinema siano paragonabili a quelli pre Covid. Difficile spiegare il perché, probabilmente sono usciti in questa prima parte dell'anno molti titoli validi. In ogni caso sembra che ultimamente a trainare le sale cinematografiche di tutto il pianeta siano due film horror: Obsession e Backrooms.
Il due film sono molto diversi, ma entrambi sono horror, entrambi hanno registi molto giovani che provengono entrambi dal mondo di youtube ed entrambi sono produzioni costate relativamente poco, dove gli effetti speciali vengono in secondo piano rispetto alle idee.
Cosa sono le backrooms?
Sono una leggenda metropolitana nata su internet meno di 10 anni fa ad opera di un utente che pubblicò una fotografia su un forum anonimo online che ritraeva un corridoio vuoto a faceva riferimento a queste fantomatiche backrooms, ossia stanze fuori dalla realtà in genere completamente vuote o con qualche oggetto fuoriposto e occasionalmente anche delle minacce.
Da quella singola foto è nato un mito che ha generato altre migliaia di foto, cortometraggi, videogiochi e ora anche un film.Cosa dovrebbero avere di interessante queste backrooms?
Fondamentalmente il fatto che noi non siamo abituati alle stanze vuote. Salvo qualche raro caso, la maggior parte di noi trascorre buona parte del suo tempo all'interno di stanze o locali di vario genere dove, di solito, ci sono altre persone e oggetti d'arredamento vari. Le stanze vuote, invece, sono qualcosa di estremamente insolito e per questo un po' inquietanti.
Le backrooms della leggenda metropolitana sono dei veri e propri labirinti infiniti di stanze e non sono completamente vuote. Sono perlopiù vuote, ma ogni tanto ci si trova qualcosa. E se c'è qualcosa in una stanza, qualcuno gliel'avrà messa. Perché?
Una backroom è anche un luogo liminale, termine che sentirete ripetere spesso. Un luogo vuoto che normalmente non lo dovrebbe essere e per questo lievemente inquietante.
Un ragazzo sedicenne, un certo Kane Parson (noto su Youtube come Kane Pixel) qualche anno fa ci fece anche un cortometraggio che ebbe un certo successo, al quale ne seguirono altri, dove un'organizzazione tentava di esplorare le backrooms. Per lo più si trattava di finti found footage, generalmente ben fatti, ma girati con mezzi semplici.
Un ragazzo sedicenne, un certo Kane Parson (noto su Youtube come Kane Pixel) qualche anno fa ci fece anche un cortometraggio che ebbe un certo successo, al quale ne seguirono altri, dove un'organizzazione tentava di esplorare le backrooms. Per lo più si trattava di finti found footage, generalmente ben fatti, ma girati con mezzi semplici.
Ora che ha qualche anno in più, ma è ancora giovanissimo, Kane Parson ne ha fatto un film.
Dato che è un film horror, la domanda è: fa paura?
Non mi è facile rispondere, perché mi piacciono i film horror, ma non mi spaventano. Negli ultimi vent'anni (almeno) l'unico film che mi sono sognato la notte è stato Il caso Spotlight, un'inchiesta giornalistica sui casi di pedofilia che ha travolto la chiesa di Boston.
Però devo ammettere che quelle cazzo di stanze vuote, dove c'è qualcosa, ci deve essere qualcosa che non si riesce a capire sono sottilmente inquietanti.
Poi a un certo punto l'ho visto, più come una sfida, per capire dove volesse arrivare il regista, anche se le cose buttate lì a caso mano a mano che il film prosegue iniziano a essere un po' troppe.
Fino a un certo punto è decisamente valido. Poi sbrocca e capisci che non arriverà da nessuna parte, perché non c'è una parte. Ti rendi conto che molto probabilmente Parson ti ha solo preso per il culo.
E quando esci dal cinema e inizi a discutere con chi era in sala con te e cercate insieme una spiegazione, dopo aver sentito le spiegazioni astruse degli altri ti rendi conto che probabilmente la tua è proprio quella giusta: Parson ci ha presi tutti per il culo.
Fino a un certo punto è decisamente valido. Poi sbrocca e capisci che non arriverà da nessuna parte, perché non c'è una parte. Ti rendi conto che molto probabilmente Parson ti ha solo preso per il culo.
E quando esci dal cinema e inizi a discutere con chi era in sala con te e cercate insieme una spiegazione, dopo aver sentito le spiegazioni astruse degli altri ti rendi conto che probabilmente la tua è proprio quella giusta: Parson ci ha presi tutti per il culo.
Poi possiamo effettivamente divertirci a trovare dei significati. Perché dai, sembra anche abbastanza evidente che le backrooms sono fortemente influenzate dalla persona che le sta visitando. Sono quindi una sorta di inconscio collettivo infinito. Che conserva tracce di... ecco, qui si fa difficile, perché le tracce sono sia di chi c'è stato dentro, sia di ciò che è fuori.
Poi ci sono le spiegazioni messe un po' alla cazzo, che denotano la buona volontà, ma anche l'inesperienza del regista.
Tutta quella storia del quadro elettrico, ad esempio, è una colossale cazzata. Parson si sarà chiesto come facesse a esserci la corrente elettrica nella backrooms e quindi l'ha fatta prelevare dal quadro elettrico del negozio di mobili del protagonista. Per alimentare il quale servirebbe cosa, dato che le backrooms sono i finite. E quell'interruttore messo a caso e pure storto, poi..
Oppure quando Parson ci ha voluto spiegare come fa il protagonista a vivere alcuni giorni dentro le backrooms,c on una trovata che onestamente è una palese stronzata.
Questo è uno di quei casi in cui non riesco a dare un giudizio definitivo su una pellicola.
Interessante?
Sì, senza dubbio.
Originale?
Pure. Anche se è solo stata sfruttata un'idea di altri.
Spaventoso?
No, solo lievemente inquietante.
Profondo?
Insomma. Forse sì, se vogliamo trovare una spiegazione alle backrooms, forse no, se decidiamo che quella spiegazione non c'è.
Farà la storia?
La sta già facendo.
Lo consiglio?
Lo consiglio?
Eh, questa è la domanda più difficile. Sì, alla fine sì, forse vale la pena vederlo anche se, passata la moda, non è un film per tutti.

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