23 maggio 2026

Obsession


Ecco, è un po' che trascuravo il blog e adesso sono arrivate due recensioni in poco tempo.
Ed era anche un po' che non vedevo un bel film horror. Perché io ho sempre avuto la passione per i film d'orrore, solo che non mi fanno paura. Serve un horror che sia disturbante, altrimenti con me non funziona.

E com'è questo Obsession? Un pizzico di trama. Se avete visto il trailer, vi ha già svelato quasi tutto, anche se rimarrete comunque piacevolmente sorpresi. In ogni caso se volete vedere questo film, NON GUARDATE IL TRAILER.

Dicevamo, la trama.

Bear, soprannome azzeccato di Baron (Michael Johnston) è un ragazzo un po' sfigato, timido e introverso, i cui migliori amici sono anche i colleghi in un negozio di musica, Ian (Cooper Tomlinson), Nikki (Inde Navarrette) e Sarah (Megan Lawless), che è anche la figlia del proprietario.

Bear è perdutamente innamorato di Nikki, ne è proprio ossessionato, dall'infanzia. Praticamente da sempre. Solo che Bear è anche un codardo che non è mai riuscito ad esternare i suoi sentimenti e passa il tempo a struggersi d'amore per Nikki, senza però farsi mai avanti.

Poi un giorno, in un bizzarro negozio di cianfrusaglie esoteriche, trova un bastoncino del desiderio che, se spezzato, promette la realizzazione ciò che uno vuole. Sembra una stronzata? Certo che sì eppure sulla scatola è tutto scritto come se fosse vero.
E cosa vuole Bear? Dai è facile. Visto che non ha il coraggio di dichiararsi a Nikki, il suo più grande desiderio è che Nikki s'innamori di lui.

E incredibilmente funziona!

Ma dove sta l'orrore? In realtà è tutto abbastanza scontato. Bear ha desiderato che Nikki lo ami più di ogni altra cosa al mondo. E il bastoncino l'ha accontentato. Letteralmente. 

E qui mi fermo, proprio perché consiglio di guardare la pellicola senza sapere troppo.

Adesso la prendo un po' alla larga.

Sono un giocatore di D&D praticamente da quando ero un bambino (e ancora ci gioco, malgrado sia alla soglia dei cinquant'anni). Uno degli incantesimi più discussi del gioco di ruolo più famoso del mondo, poi declinato in modi diversi dalle regole delle varie edizioni, è sempre stato "desiderio". Perché praticamente con desiderio potevi fare quasi ogni cosa (non in tutte le edizioni), ma poi dovevi stare bene attento a quello che chiedevi, perché il master ti inculava sempre. Bonariamente, s'intende! Diventava quasi sconveniente usarlo.

Ma poi basta guardare a tante altre storie e mille volte abbiamo scoperto che il desiderio è come se fosse una cosa proibita, come se fosse una sorta di giocare sporco e per forza le cose devono finire male, se pretendi che un desiderio si esaudisca. E così l'ossessione, tutto sommato innocua, di Bear per Nikki, col desiderio s'inverte, diventando al contrario qualcosa di terribilmente morboso e sbagliato. 

C'è una cosa che dobbiamo metterci in testa: non possiamo pretendere che gli altri siano come vogliamo noi. Bear non sa se Nikki provi qualcosa per lui, ma certamente non può pensare di averla tutta per sé con la magia, con l'inganno, senza pagarne le conseguenze. Sarebbe troppo facile così. Lui ama lei, ma non è corrisposto e con un po' di magia si sistema tutto.
La situazione di Bear è ancora peggio. Lui non ha idea se sia corrisposto o no, perché non si è mai fatto avanti.

Ma forse non è ancora del tutto chiaro dove stia l'orrore.
Il fatto è che non è proprio Nikki a innamorarsi di Bear, ma una sua seconda e nuova personalità che non aveva e che domina quella precedente e originale. E che, letteralmente, ama Bear "più di ogni altra cosa". I suoi comportamenti inizieranno a essere sempre più ossessivi, esasperati, schizzoidi, fuori controllo, spaventosi. E quello che diventa disturbante è che Bear, resosi conto che c'è qualcosa che non va, perché scemo non è, fino a un certo punto cerca di tenere le cose così come stanno, perché tutto sommato in questo modo ha l'opportunità di "avere" Nikki. Di questo poi ne riparliamo dopo.

Devo essere sincero, il quasi esordiente regista Curry Barker poteva lavorare a fondo solo sull'aspetto psicologico-ossessivo e invece decide, quasi fin da subito, di inserire un po' troppi cliché orrorifici che in un film del genere fanno pure la loro figura, ma senza l'avrebbero reso ancora ora più disturbante. Ed è un peccato, perché il valore di questa pellicola è proprio il suo essere disturbante.

Quali?

SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER-SPOILER

Tutta la storia del gatto morto morto. I movimenti strani, quasi non umani, che a volte Nikki fa o quando addirittura cammina indietro. Quando dice frasi che sembrano proprio provenire da un'altra persona, non da un'altra personalità. La telefonata in cui si sente Nikki urlare e forse è la vera Nikki.
Tutte cose che strizzano l'occhio all'horror classico, facendo pensare che Nikki sia posseduta da una sorta di demone o da un'entità esterna. Solo che l'orrore psicologico è molto più terrificante dell'orrore fantastico e quindi se Barker avesse osato un po' di più, certamente Obsession avrebbe raggiunto picchi più elevati.

Poi ci sono i jumpscare (cosa sono? Se li chiamiamo in italiano, "salti di paura", sarebbe più facile. Comunque proprio per queste cose qui ho messo il dizionario). Certo che ci sono, è un film horror. Ma Barker è stato bravo, in molti casi uno si aspetterebbe il salto sulla sedia, ma non sempre arriva. Perché se poi i jumpscare sono troppi la tensione ci perde.

Ma torniamo sull'ossessione, che è anche il titolo della pellicola. Fino all'istante in cui Bear spezza il bastoncino sembra che l'ossessione sia la sua per Nikki. Poi da quel momento l'ossessione si ribalta e diventa quella di Nikki per Bear. Ma non dobbiamo farci ingannare e dobbiamo rimanere sul pezzo. Bear, oltre ad accorgersi che il desiderio ha avuto effetto, capisce anche subito che qualcosa non va e più passa il tempo, più questa cosa diventa evidente. Eppure, seppur spaventato, almeno all'inizio a Bear va bene così. Nikki si è veramente innamorata di lui? È veramente lei? È pericolosa? Eppure l'accetta, perché quello è l'unico modo di avere per sé Nikki. L'ossessione di Bear e il suo desiderio di possesso reggono anche l'orrore che sta vivendo. L'ossessione principale, vero motore della trama, resta quella di Bear. E scopriamo anche che nelle dinamiche fra il gruppo di amici di ossessioni ce ne sono anche altre.

Un plauso va agli attori.
Michel Johnston (Bear) ha praticamente una monoespressione dall'inizio alla fine della pellicola che è un misto di spavento e timidezza. Non so se questo sia un suo limite, comunque in questo contesto gli è venuta molto bene. Ma chi prende totalmente la scena è Inde Navarrette (Nikki). L'attrice ha praticamente una faccia di gomma e riesce incredibilmente e fare innumerevoli espressioni estreme che da un istante passano dall'una all'altra. Spero che Barker non abbia fatto ricorso all'IA. Per gli altri due i minuti sono di meno, ma i personaggi interpretati funzionano ugualmente bene. E credo che un grosso merito sia di Barker stesso.

Insomma, un film horror che credo nel suo piccolo si farà ricordare.






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