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mercoledì 11 gennaio 2017

Mr. Nobody

Non è semplice commentare il film Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Il regista e sceneggiatore belga iniziò a dirigere cortometraggi dal 1980, ma alla data di uscita di Mr. Nobody, 2009, aveva diretto solamente due lungometraggi, uno nel 1991 e uno nel 1996. Van Dormael è uno che quando deve realizzare un film, ci vuole pensare bene e si prende tutto il tempo necessario. Questa pellicola narra le vicende della vita di Nemo Nobody, omen nomen, in un ordine temporale sparso e descrivendo non una sola vita, ma innumerevoli vite che avrebbe potuto vivere cambiando alcune piccole/grandi scelte, partendo da ciò che è avvenuto prima della nascita e fino alla sua morte, a 117 anni, nel 2092.
Il film è molto lungo, circa 2 ore e 20 minuti, più di 2 ore e mezza nella versione estesa, e montato in un modo volutamente talmente caotico da creare confusione nello spettatore, ma durante la visione è fondamentale ricordasi ciò che Nemo narra, all’inizio, di quello che avviene prima della nascita. Tutti i bambini, prima di nascere, conoscono ciò che accadrà nella loro vita, ma al momento della nascita un angelo cancella tutte le loro conoscenze. Con Nemo le cose non sono andate così e l’angelo si è dimenticato di cancellare la sua conoscenza del futuro.

Della vita di Nemo conosciamo innumerevoli versioni, tutte legate al suo rapporto con tre donne, che conosce fin da bambine all’età di 9 anni: Anna, della quale è da sempre innamorato, Elise e Jeanne. Tutto parte da una scelta, uno dei temi fondamentali della pellicola, che Nemo deve fare da bambino quando i suoi genitori decidono di separarsi: restare a vivere col padre o trasferirsi con la madre. Questa scelta porta alla formazione di due diverse realtà alternative che, a loro volta, origineranno altre realtà alternative a causa di altre piccole scelte, realtà sempre condizionate da piccolissimi eventi che sembrano rendere la vita ineluttabile. Il tutto in una narrazione che si sofferma, in maniera non lineare, in tanti brevi episodi che si svolgono nelle varie realtà, all’età di 9 anni, di 15 anni, in età adulta e subito prima della morte di Mr. Nobody. Tutto ci viene raccontato dal Nemo ultracentenario, il quale descrive le sue caotiche vite (quale sarà quella veramente vissuta?) a uno psicologo e a un giornalista all’interno di un reality nel quale lui è il protagonista, ultimo uomo destinato a morire in un futuro in cui la morte è stata definitivamente sconfitta, ma la vita ha perso la passione che la caratterizza.
Già questo basterebbe per realizzare un film memorabile, ma a Van Dormael non basta. Anche perché a questo film ha avuto modo di pensare per 13 anni e si vede.
Mr. Nobody è anche, infatti, un lunghissimo e accuratissimo elenco di piccole e grandi citazioni di altre opere cinematografiche, da 2001: odissea nello spazio a The Truman Show, da The Butterfly Effect a Sliding Doors, tanto per citarne alcuni, ma l’elenco sarebbe molto più lungo. Fra le citazioni anche il mito della caverna di Platone.
Ma anche questo non basta al talentuoso regista belga. Anche i punti di vista cambiano. Quando la narrazione riguarda la vita del Nemo di 9 anni, il punto di vista è quello di un bambino di quell’età (la prima scelta, in realtà, è quella fra due dolci in una vetrina di una pasticceria), quando si passa al Nemo di 15 anni il punto di vista diventa quello di un adolescente e così via. Il tutto è accompagnato spesso dalla voce dello stesso Nemo che ci spiega le conseguenze delle scelte o condivide comunque con noi i suoi pensieri.
Van Dormael si spinge se possibile ancora oltre, con effetti visivi veramente validi, scene girate magnificamente, collegamenti da brivido fra i capitoli delle varie vite, il soffermarsi sui particolari, licenze oniriche e quant’altro il cinema possa insegnare. Non mancano anche alcune lezioni di fisica (sul concetto di tempo, delle dimensioni, della nascita e della fine presunta dell’universo, ecc.) date da Nemo in una delle sue vite, in cui si occupa di divulgazione scientifica per un’emittente televisiva.
Per un film del genere è necessario potersi affidare ad attori veramente validi e anche qui Van Dormael non sbaglia un colpo. Sarà che sono ben diretti, ma tutti gli attori, dai bambini, agli adolescenti e agli adulti offrono prestazioni decisamente sopra la media. Sicuramente spicca il versatile Jared Leto, nel ruolo del protagonista adulto e centenario, ma perfetti sono anche tutti gli altri, Thomas Byrne (Nemo a 9 anni), Toby Regbo (magistrale nel dar vita al Nemo di 15 anni), Diane Kruger (Anna adulta) e la sua ottima versione adolescente, Juno Temple, e via a seguire con tutti gli altri, anche chi ha parti minori.
Mr. Nobody è un film al quale non riesco a trovare difetti e, se anche dovessero essercene, sono comunque ben compensati dagli innumerevoli pregi.
Qualcosa bisogna dire sulla sua storia.
Doveva essere presentato nel 2009 a Cannes, ma era pronta solo la versione estesa, per cui la prima fu nello stesso anno, qualche mese dopo, alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e, pochi giorni dopo, al festival di Toronto. Ma al cinema arrivò solo nel 2010. Almeno dove arrivò. Negli Stati Uniti dove, probabilmente, i film non americani (Mr. Nobody è di produzione belga) sono penalizzati in fase di distribuzione, arrivò solamente verso la fine del 2013. In Italia, dove è stato presentato per la prima volta, è arrivato nelle sale cinematografiche solamente nel luglio di quest’anno!!!



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