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lunedì 29 ottobre 2018

Timecrimes

Eccola qua finalmente una delle recenti pellicole cult sui viaggi nel tempo di cui ormai molti parlano e che giustamente conquista il suo posto in questo blog.
Timecrimes (Los Cronocrímenes nell'originale spagnolo) è la bizzarra storia di Héctor, un uomo medio che nella sua nuova casa ai margini di un bosco, ancora parzialmente in costruzione, vede col binocolo fra gli alberi prima una ragazza che si spoglia e poi il corpo della stessa a terra nuda, svenuta o forse morta. Dopo essere andato a vedere cosa sta accadendo, si ritrova prima aggredito e inseguito da un misterioso uomo con la faccia coperta da una benda e poi catapultato di poche ore nel passato da un giovane e sprovveduto scienziato.
Di più non scrivo, per non rivelare troppo.


Tanto per dare un assaggio, Timecrimes è questo.



Ricordo una sorta di barzelletta/non barzelletta surreale che ci raccontavamo da ragazzini. "Un uomo entra in un bar e spara alla televisione". Non aveva alcun senso ed era totalmente assurda, non so nemmeno da dove saltasse fuori. Perché lo fa? Perché la televisione? Perché proprio in un bar? E un senso non c'era, perché era solamente una frase senza senso.
Ecco, la prima parte di Timecrimes mi ha trasmesso proprio questa sensazione che, se la dovessi rendere in una parola sarebbe: perché?
Perché succede tutto questo? Che senso ha?
Solo che qui, rispetto alla storiellina dell'adolescenza, c'è Nacho Vigalondo, il regista e sceneggiatore di Timecrimes, che ha elaborato una trama in cui tutto, alla fine va a far parte di un unico disegno e tutti i pezzi del puzzle si combinano perfettamente fra loro.

ATTENZIONE! Da qui in poi ci saranno degli spoiler. Pochi, ma ci saranno. Io ho avvertito.
Timecrimes è una pura e cruda storia sui viaggi nel tempo e sul più clamoroso dei paradossi che si può creare in questi casi.
Parliamo del famoso "paradosso del nonno" sorretto da quello che viene chiamato il principio di autoconsistenza di Novikov. Novikov è un astrofisico russo (mi risulta ancora vivo) che, con un semplice esperimento mentale, ha provato a risolvere il problema dei paradossi potenzialmente generati dai viaggi nel tempo. Cosa accadrebbe se un uomo, andando nel passato, accidentalmente o volontariamente uccidesse il proprio nonno prima che questo potesse conoscere la nonna? Così facendo anche lui cesserebbe di esistere, ma se cessasse di esistere, non potrebbe andare nel passato e uccidere il proprio nonno. Quindi, supponendo che i viaggi nel tempo siano realizzabili, per evitare paradossi, è impossibile modificare il passato. Anzi, applicando il principio di autoconsistenza di Novikov al paradosso del nonno, è proprio il viaggio nel passato che fa conoscere il nonno e la nonna. Questo perché passato, presente e futuro sono già scritti e immutabili. Quello di Novikov non è un realmente un principio fisico o matematico, ma solo una soluzione mentale. Se non si vuole ricorrere al principio di autoconsistenza, l'unica altra soluzione al problema dei paradossi è la teoria delle realtà parallele che si generano nel momento in cui qualcuno si sposta indietro nel tempo.
Ma qui sto divagando. Già lo feci con la recensione di Predestination, cui rimando per i deliri.
Vigalondo ha scelto di mettere in scena il principio di autoconsistenza di Novikov e di farlo con una trama articolata, dove forse si capisce fin da subito dove il regista spagnolo voglia andare a parare e quale sia l'identità del misterioso uomo bendato, ma per far combaciare tutti i pezzi del complesso puzzle occorre aspettare l'ultima scena, così come, col trascorrere dei minuti diventa sempre più chiaro chi in realtà stia manipolando chi.
Se Hector 1 non capisce cosa stia accadendo e fondamentalmente subisce gli avvenimenti, Hector 2 inizia a capirli e un po' alla volta ad agire per condizionarli o, almeno, ad agire perché tutto vada come dovrebbe andare. Herctor 3, invece, è completamente consapevole dell'ineluttabilità degli eventi, anche se, inizialmente, prova a condizionarli anche lui.
Alla fine, però, seppur all'interno del perfetto gioco degli incastri ideato da Vigalondo, in quel mondo in cui le cose avvengono perché devono avvenire, perché così sono scritte e non possono essere cambiate, un paradosso comunque rimane inevitabile. Gli esseri umani non sono consci dell'ineluttabilità del destino e vivono la propria esistenza convinti di poter scegliere. Solo coloro che hanno viaggiato nel tempo conoscono questo mistero e sanno che gli eventi non si possono modificare, perché qualsiasi cosa si faccia per modificarli, finirà sempre per essere la causa di qualcosa che è già avvenuta. Eppure...
Eppure perché le cose avvengono?
Perché la ragazza del bosco si spoglia e rimane nuda e svenuta? Oltre all'esigenza di Nacho Vigalondo di farci vedere Bárbara Goenaga nuda, ovviamente. Quando Hector 2 vuole che tutto torni a posto e quindi fa in modo che gli eventi vissuti da Hector 1 si svolgano proprio come lui li ha vissuti, fa spogliare la ragazza, proprio nella posizione in cui si trovava quando Hector 1 l'ha vista. Lo fa, perché ha già vissuto, da un altro punto di vista, quegli eventi, ma... non fa altro che copiarli dal suo passato! E quindi chi ha deciso come devono andare gli eventi, se Hector fa ciò che fa, facendolo perché sa di averlo fatto? Un po' come per i quadri di Time Lapse, in cui Finn copia i quadri dalle fotografie provenienti dal futuro dei suoi stessi quadri già dipinti, ma non è chiaro da dove venga l'ispirazione, dato che non c'è mai un momento in cui Finn inventi le immagini. E quindi in Timecrimes le cose non sono diverse, il destino non solo è ineluttabile, ma addirittura al di fuori del nostro controllo.
Complimenti a Nacho Vigalondo che s'inventa e dirige questo film di fantascienza povero di mezzi, praticamente privo di effetti speciali, ma ricco di idee, con questo alone volutamente un po' retrò (Timecrimes è stato prodotto nel 2007, ma vedendolo viene da pensare che si svolga prima) e questa messa in scena scientifica del principio di autoconsistenza di Nivokov.
Al di là di qualche dialogo che forse non è venuto al meglio (ma io ho visto la pellicola in italiano, magari è solo un problema di traduzione), Timecrimes sarebbe un film quasi perfetto, se la recitazione non fosse così scarsa. Il protagonista, interpretato da Karra Elejalde, è volutamente un uomo medio e l'aspetto dell'attore scelto è quello giusto, ma non ho visto sempre Elejalde sempre in parte. Stessa cosa anche per Bárbara Goenaga, che sarà anche bella e avrà anche un gran fisico, ma in quanto a recitazione... Pochi spunti sono arrivati anche dalla prova di Candela Fernández, mentre l'unico che raggiunge la sufficienza mi è parso proprio Nacho Vigalongo.
Comunque basta con le critiche, se siete appassionati di fantascienza e di viaggi nel tempo, Timecrimes è un film da vedere.

2 commenti: