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domenica 7 ottobre 2018

Venom

Ogni tanto sono al passo coi tempi e riesco a recensire qualche film appena uscito in sala. Che poi questo Venom io lo aspettavo da anni. Negli anni '90 compravo l'albo che usciva in edicola a lui dedicato. Ricordo ancora il primo numero, con la sua prima saga, "Venom protettore letale", che pare sia stata utilizzata come spunto per scrivere la sceneggiatura del film.
Ho sempre trovato questo bizzarro personaggio totalmente affascinante. È un villain solo perché vuole uccidere l'Uomo Ragno, ma in fin dei conti ambisce a essere anche lui un supereroe, anche se per arrivarci ha avuto un suo lungo percorso. Forse un po' troppo brutale e irruento per essere un supereroe, non è che si può mangiare il cervello a tutti quelli che possono sembrare malvagi, ma comunque a suo modo sempre un difensore degli indifesi, seppur "politicamente scorretto". Almeno così è stato nella parte che ho preferito della sua storia editoriale.
Ma Venom è anche un pazzo che dialoga costantemente col suo costume alieno, che lo spinge verso la brutalità e si rivolge alle altre persone parlando di sé stesso al plurale. Anzi, è uno che nella vita ha praticamente sempre perso, spesso non per colpa sua e sì, si muove nel confine fra sanità di mente e pazzia, ma a volte quel confine lo supera.
Un personaggio che funziona bene nei fumetti, ma che non è facile da portare sul grande schermo.
Intanto c'è il problema dell'Uomo Ragno. Il Venom dei fumetti è inscindibilmente legato all'Uomo Ragno. È stato l'Uomo Ragno che involontariamente ha portato il "costume" alieno sulla Terra. Le stesse capacità di Venom sono una copia di quelle dell'Uomo Ragno, come le ragnatele o l'arrampicarsi sui muri (poi Venom ne ha altre tutte sue), nonché il simbolo dell'Uomo Ragno sul petto. E poi i cinecomis, soprattutto quelli dei Marvel Studios, sono film per adulti e bambini, ma se Venom lo facciamo scatenare, i bambini come li portiamo al cinema?
Qui, invece, i produttori (non direttamente la Marvel, ma la Columbia Pictures, controllata dalla Sony, la Marvel ha solo collaborato) hanno voluto/dovuto slegarsi totalmente dall'Uomo Ragno, personaggio impegnato nella saga cinematografica degli Avengers, direttamente prodotta dalla Marvel. Senza però snaturare troppo il personaggio.
La trama in breve e senza spoiler, che poi peggio dei tre trailer ufficiali non posso fare.
Eddie Brock (Tom Hardy) è un bravo giornalista investigativo che conduce una trasmissione tutta sua nella quale manda in onda i suoi servizi d'inchiesta. Sta per sposarsi con la sua compagna Anne Weying (Michelle Williams), un avvocato di successo e la vita sembra andargli bene. Intervistando il noto filantropo Carlton Drake (Riz Ahmed), titolare della società di bioingegneria Life Foundation, lo accusa di aver fatto morire delle persone, grazie a delle informazioni che ha trovato di nascosto nel computer di Anne, il cui studio legale lavora per Drake. Ovviamente il potente Drake non è contento ed Eddie finisce per perdere il lavoro e anche la casa. Perde il lavoro anche Anne che, arrabbiata per ciò che ha fatto Eddie, lo lascia.
Intanto gli esperimenti di Drake continuano. Il magnate, ossessionato dalla sua folle idea di migliorare la razza umana e di colonizzare altri pianeti, ha recuperato dallo spazio quattro forme di vita aliene che provengono da una razza in grado di parassitare altri esseri viventi, solo che durante l'atterraggio la nave si schianta e uno di essi fugge (dando fra l'altro lo spunto per una trama simil-horror alla fine solo abbozzata). Drake utilizza dei senzatetto come cavie per testare il contatto alieni-umani e una dei suoi collaboratori, non approvando i suoi metodi, informa Eddie e lo fa entrare di notte nei laboratori. Qui Eddie entra in contatto con una clochard infetta che lo aggredisce e, prima di morire, gli passa il parassita alieno. Eddie, che manifesta una particolare affinità con l'alieno, al contrario di tutti i senzatetto sacrificati da Drake, è costretto a fuggire e, nel giro di poco tempo, inizia a scoprire gli enormi poteri che gli derivano dalla convivenza col parassita. Da questa convivenza nasce Venom.
Giuro, non ci sono spoiler.
Cioè, più di quelli che sono già stati messi nel trailer.
Chi conosce la storia di Venom del fumetto potrebbe storcere il naso, ma che qui le cose dovessero essere per forza diverse lo si sapeva già dalle premesse. D'altronde questi film sono tratti dai fumetti, non ne sono obbligatoriamente la fedele trasposizione. E poi un film su quello che è forse il miglior antagonista di sempre dell'Uomo Ragno senza Uomo Ragno è di suo una cosa anomala.
Comunque Venom si rivela sicuramente una pellicola largamente imperfetta, con parecchi difetti che forse una scrittura più attenta avrebbe potuto e dovuto evitare, ma resta un prodotto che non si merita le tante stroncature che ho letto in Internet. E' vero, dopo tutto quello che ha prodotto direttamente la Marvel negli ultimi anni con gli Avengers e soci, questo Venom sembra un po' un film di supereroi vecchio stampo, ma mi è parso comunque largamente superiore ai noiosissimi film DC.
Ho letto infatti parecchie recensioni nelle quali Venom non è stato il film che poteva essere. Diciamo che molti fan del fumetto, del personaggio o di questo genere cinematografico volevano un certo tipo di film che, invece, Venom, non è stato. Non vediamo Venom pasteggiare col cervello dei suoi avversari. Anzi, non vediamo proprio sangue. Ma per la verità tutto questo sangue non c'è nemmeno nei fumetti della Marvel dedicati a Venom.
La vogliamo capire o no che questi film non hanno l'obiettivo di accontentare il più pignolo dei fan?
La vogliamo capire o no che questi film non vogliono sfoderare un nuovo capolavoro del cinema?
Se l'obiettivo è un altro, è inutile lamentarsi perché il film è diverso.
Ma davvero i nerd dei fumetti e i fan di Venom pensano che la Sony e la Marvel abbiano investito 100 milioni di Euro per farli contenti?
Questo, come anche tutti i film degli Avengers, è un film commerciale che vuole intrattenere, divertire con leggerezza, portare al cinema coloro leggevano quel determinato fumetto, portare al cinema coloro che NON lo leggevano, portare al cinema dei BAMBINI che non leggono più fumetti e farli innamorare di un personaggio dei fumetti. Perché poi, grazie ai bambini (e io lo so, avendo un figlio di 9 anni), agli incassi al botteghino, poi si aggiungono quelli derivanti dalle vendite di giocattoli, vestiti, zaini, quaderni e tanto altro. Mio figlio ha il lenzuolo di Iron Man e i fazzoletti da naso degli Avengers!
E infatti, alla faccia di tutti i detrattori, Venom, che è costato circa 100 milioni di dollari (fra l'altro meno del meno costoso film dei Marvel Studios!) a meno di una settimana dalla data di uscita nei cinema di tutto il mondo (4 o 5 ottobre) ha già superato la soglia di 200 milioni di dollari. Questo volevano e questo hanno ottenuto. Si sono già ripagati il film e hanno già i soldi per il sequel!
Come ho già scritto non è semplice portare sul grande schermo un soggetto instabile come Venom. Oltretutto, se non lo si vuole far essere il villain di turno dell'Uomo Ragno, ma si pretende di dedicargli un'intera pellicola che lo vede come protagonista, per quanto possa essere un antieroe, per forza di cosa è necessario conformarsi. Che poi anche il Venom del fumetto non è un personaggio malvagio. Cioè non lo è sempre o non completamente. Certo, gli sceneggiatori, Jeff Pinkner (The Amazing Spider-Man 2, La quinta onda, La Torre Nera) Scott Rosenberg (Cloverfield, Spider Man di Sam Raimi, Armageddon) e Kelly Marcel (Terra Nova, la serie TV prodotta da Steven Spielberg) avrebbero potuto spingere di più sul conflitto interiore di Eddie Brock/Venom, ma... che palle! L'avremmo retto un film di questo tipo? Certo qui la trasformazione di Venom da brutale assassino alieno in brutale supereroe terrestre è a un certo punto troppo rapida, ma da un film che comunque deve presentare tutto dall'inizio, personaggi e trama, forse non era possibile chiedere molto di più. Certo, forse dal regista Ruben Fleischer, autore nel 2009 di un film come Benvenuti a Zombieland, ci si poteva aspettare di più. Però può essere che un certo tono sia stato voluto dalla casa di produzione. La Columbia Pictures (Sony) che detiene i diritti dell'Uomo Ragno forse ha voluto questo tipo di film (ha prodotto i tre Spider-Man di Sam Raimi nel 2002, 2004 e 2007, i due poco fortunati The Amazing Spider-Man di Marc Webb nel 2012 e 2014 che avrebbero dovuto rappresentare un reboot del personaggio e coprodotto, insieme ai Marvel Studios, il nuovo rebbot, Spider-Man: Homecoming). Certo, gli accordi con la macchina dei Marvel Studios per far rientrare l'Uomo-Ragno negli Avengers e nella loro macrotrama hanno reso impossibile in tempi brevi l'arrivo di Venom sul grande schermo con una trama fedele al fumetto. Un'introduzione di questo tipo (una pellicola dedicata a Venom solo dopo aver già visto il personaggio come villain in un film dell'Uomo-Ragno, con tutta la storia delle origini) avrebbe potuto consentire un approfondimento maggiore del personaggio (anche con Spider-Man 3 le cose non andarono tanto bene e lì non c'erano i vincoli della macrotrama degli Avengers), però qui le scelte sono andate verso altre direzioni.
Si poteva anche scegliere di non mettere scenette comiche e tralasciare completamente l'ironia, col rischio, però, di produrre una pellicola troppo pesante, in stile DC. E per fortuna non l'hanno fatto. Perché alla fine Venom è un film che non si prende sul serio fino in fondo. E va bene così.
Fra gli attori emerge sicuramente Tom Hardy, capace di dar vita a un buon Eddie Brock e fra gli altri se la cava quasi bene anche il giovane Riz Ahmed. Il primo, con le sue faccette, sdogana un po' la sua immagine da duro, mentre il secondo forse fatica un po' di più dovendo interpretare un personaggio non troppo caratterizzato. Stesso problema anche per Michelle Williams con la sua Anne Weying che risulta quasi di cartone.
Io ho trovato questo Venom sicuramente un buon film e, anche grazie alla prima scena dopo i titoli di coda, non vedo l'ora di vedere il secondo capitolo.
Ah, dimenticavo, Venom è questa roba qui

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