mercoledì 11 gennaio 2017

La quinta onda

E’ quasi per caso che ho incontrato questo film: un poster tutto sommato accattivante e un trailer con buoni spunti e subito ho deciso di procurarmelo. Anche perché, diciamocelo, il fantasy mi piace leggerlo, ma la fantascienza ce l’ho nel sangue. Poi, a volte, bisognerebbe documentarsi un po’, ma l’ho fatto solo dopo. Ma di cosa parla questo film?
E’ il trailer a introdurre bene tutto: una razza aliena si presenta con delle gigantesche astronavi sui cieli del nostro pianeta e, senza chiedere permesso, decide di fare la nostra conoscenza con cinque simpatiche “onde”. Con la prima s’interrompono tutti i dispositivi elettrici del pianeta, con la seconda la Terra viene devastata da terribili terremoti e conseguenti tsunami, con la terza una piaga, tipo influenza aviaria, ma più incazzata, va a decimare l’umanità superstite e con la quarta si risvegliano alcuni alieni che già erano nel nostro pianeta, impiantati all’interno di comuni e insospettabili esseri umani, che iniziano a uccidere a destra e a manca un po’ a caso, tanto per seminar terrore. Il tutto in preparazione della quinta e ultima onda, l’invasione vera e propria, ma già al termine della terza l’umanità è stata decimata.

Detto così non sembra neanche male. Se poi ci metti anche un inizio in medias res, con la protagonista che dopo pochi minuti finisce per uccidere un uomo ferito e inerme solo per paura, perché gli alieni ci hanno tolto l’umanità, le premesse sono davvero buone. Non è la solita eroina. Questa se la fa sotto, scappa, cerca di sopravvivere e uccide per paura. Ecco, se il film fosse finito lì, sarebbe stato un gran film. Anzi, un gran cortometraggio. Ma poi arrivano quasi due ore di minchiate.
Questa pellicola è tratta dal primo romanzo di una trilogia scritta da Rick Yancey a partire dal 2013. Si tratta di una storia di fantascienza post apocalittica, con protagonisti ragazzini, soprattutto una ragazzina è la protagonista principale e destinato a un pubblico, come si dice oggi, young adult (una volta si diceva letteratura per ragazzi…). Da Hunger Games a Divergent, da Maze Runner a The Giver, solo per citare i più famosi, ormai gli scaffali delle librerie e delle cineteche ne sono pieni. Io non ce l’ho a priori con questo tipo di prodotti, anzi, confesso che i film me li sono visti tutti (quelli di fantascienza. Twilight proprio no), però…
I credibilissimi Cassie ed Evan
Che poi con Hunger Games, Divergent e Maze Runner il primo film funziona pure. The Giver, quello forse più intellettuale (si fa per dire) di questo filone, invece, è un po’ troppo noioso. La quinta onda, al contrario, non funziona. Dopo quell’inizio interessante e una narrazione tutto sommato valida di come sono state le quattro onde, il film di fantascienza finisce e inizia una storia con poco succo e poca tensione in cui tutti e ripeto tutti gli avvenimenti sono inseriti unicamente per creare quelle situazioni in cui i protagonisti ragazzini hanno l’occasione per conoscersi e innamorarsi. Che poi è il fulcro di questo tipo di romanzi e film. La cosa sarebbe anche accettabile, se fosse fatta bene, sempre che il genere piaccia. E invece molti eventi sono talmente telefonati che quando accadono sembra quasi di vedere un film già visto. Quando Cassie, la protagonista, viene salvata dal giovane e aitante Evan (che poi si rivelerà essere qualcosa di più di un semplice umano), si sa già come andrà a finire. E va a finire proprio così, non succede proprio nulla per portare un po’ di scompiglio. Ecco il problema. Se vuoi fare un teen drama e su quell’aspetto della trama punti tutto, ma lo sbagli, il film fa semplicemente cagare.
La pellicola si trascina lentamente verso un finale che, a essere sinceri, qualche colpo di scena lo contiene pure, ma rimane sempre scialbo e privo di mordente , proprio perché tutta la parte fantascientifica viene lasciata perdere e il fulcro del film non emoziona. Cassie, a differenza delle eroine delle altre opere simili a questa, è una ragazza normale. Non è dotata di poteri particolari, una determinazione fuori da comune o capacità strabilianti. E’ una semplice liceale che si trova a fare ciò che fa per puro caso. Potrebbe anche essere un’idea interessante, ma non viene sostanzialmente sviluppata. Evan è un alieno impiantato (questo sarebbe uno spoiler clamoroso, ma in realtà lo si intuisce quasi subito) che avrebbe lo scopo di uccidere più umani possibili. Anche qui ci sarebbe molto da lavorare, ma appena vede Cassie s’innamora e passa dalla parte degli umani. Senza pensarci su tradisce la sua razza e cambia squadra, senz’alcun rimorso. Come dice il saggio, tira più un pelo di figa che un carro di buoi… La stessa cosa vale per Cassie, che all’inizio, prima dell’invasione, sembrava fosse attratta da Zombi (che prima dell’invasione si chiamava Ben), la quale da subito s’innamora senza troppi patemi o paure di Evan. Ridicola la scena in cui Cassie si sveglia la mattina nel bosco dopo aver iniziato il viaggio in cerca del fratello insieme a Evan. Il ragazzo non c’è e lo trova poco distante mentre si sta lavando in un torrente… giusto in posa per farle vedere i pettorali.
Quindi, se i buoni spunti fantascientifici vengono abbandonati e il teen drama risulta lineare e senza complicazioni, cosa resta?
Nulla.
Zombie con la promoter di matite per occhi

Il regista J Blakeson (che poi si chiama Jonathan, ma si fa chiamare J!?), prima di questo aveva diretto solo La scomparsa di Alice Creed, 7 anni prima (!!!), film che non ho visto, ma che ha ricevuto buone critiche. Nella quinta onda non lavora male, ma si limita al compitino. Probabilmente la maggior parte dei fondi vengono spesi per gli effetti speciali catastrofici che si vedono all’inizio, forse anche perché per il resto del film particolari effetti non sono necessari. Ma, a parte una narrazione iniziale temporalmente non lineare e tutto sommato abbastanza riuscita, tutto il resto del film resta mediocre e senza picchi, così come la storia che contiene. Anche gli attori non offrono prestazioni particolari. Cassie non rende per niente. Per carità, Chloë Grace Moretz è una gran bella ragazza, ma per fare gli attori è necessario saper recitare o, almeno, avere un volto e/o una fisicità che bucano lo schermo. Non è il caso della Moretz. Questa è una che a 19 anni ha già fatto 29 film e varie comparsate in film e serie TV, ma di sicuro non è l’attrice giusta per questo personaggio. Anche Evan/Alex Roe non è il massimo per la parte. Dovrebbe essere un personaggio ambiguo e misterioso, cosa che non riesce al belloccio dall’aspetto bonario come Roe. Se la cava un po’ meglio Nick Robinson con il suo Zombie. Peccato che il personaggio risulti non più di tanto centrale, anche se s’intuisce che nel romanzo doveva essere più importante. Un po’ più divertente, ma totalmente assurdo, è il personaggio di Ringer (Maika Monroe), l’unica ragazza, in questa Terra postapocalittica e in cui la maggior parte del genere umano è stato sterminato, che conserva una cospicua scorta di matite per occhi. Nel cast c’è anche l’ottimo ed esperto Liev Schreiber (il glaciale direttore Marty Baron de Il caso Spotlight), totalmente sprecato per questo film.
Il problema è che la pellicola, pur non essendo stata un successo e avendo avuto numerose critiche negative, ha incassato quasi il triplo di quello che è costata (oltre 100 milioni di dollari a fronte di 38 milioni spesi) e qui c’è da aspettarsi un seguito.
Ma speriamo di no…


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