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lunedì 1 aprile 2024

Messia di Dune


Come è noto, "squadra che vince non si cambia". E quindi, dopo l'incredibile successo ottenuto da Frank Herbert col romanzo Dune, che lo ha portato nell'Olimpo degli scrittori di fantascienza e, negli anni, a diventare l'ispirazione di innumerevoli opere del genere, era inevitabile che lo scrittore americano prima o poi si dedicasse a un seguito. Così, se Dune è stato pubblicato nel 1965 (in realtà la prima parte fu pubblicata tre anni prima, nel 1962), quattro anni dopo è stata la volta di questo secondo romanzo, Messia di Dune che riprende, dodici anni dopo, le vicende del precedente.

Stiamo parlando, con Dune, di un romanzo che detiene il record mondiale di vendite per quanto riguarda il genere fantascientifico, un'opera che è diventata un caposaldo del genere e che potremmo far rientrare nella Letteratura mondiale, con la l maiuscola.

E' chiaro che di fronte a un macigno del genere se da un lato è impossibile non pensare a dei seguiti (e infatti Herbert l'ha fatto), dall'altro è inevitabile che questi corrano fortemente il rischio di posizionarsi almeno un gradino sotto o anche di più.

Detto questo, descriviamo un po' la trama e poi andiamo coi commenti.

Sono trascorsi dodici anni dagli episodi conclusivi del romanzo precedente, ossia da quando Paul Atreides, detto Muad'Dib, alla guida dei misteriosi Fremen, gli abitanti del pianeta Arrakis, anche chiamato Dune, aveva sconfitto l'imperatore Padiscià Shaddam IV diventando egli stesso imperatore.

Ora Paul è il riconosciuto e temuto imperatore di tutta la galassia, che governa dalla nuova capitale Arrakeen, su Dune. Ma non a tutti sta bene che Paul sia ai vertici. Soprattutto non sta bene a coloro che in un qualche modo sono stati sconfitti dal suo colpo di mano.

Questo sequel inizia infatti con i principali cospiratori che sono costituiti dal Bene Gesserit, l'organizzazione religiosa e politica che abbiamo già conosciuto nel primo romanzo costituita da donne che, attraverso un complesso addestramento riescono a spingere la loro mente ad avere poteri che sembrano quasi magici e che sono impegnate nella selezione forzata della specie umana mirata a far nascere lo Kwisatz Haderach, "colui che può essere in molti luoghi contemporaneamente" e che abbiamo scoperto essere proprio Paul; poi c'è la Gilda Spaziale, l'organizzazione che detiene il monopolio dei viaggi spaziali e che non vede di buon occhio l'ascesa al potere di Paul, dato che i viaggi spaziali sono permessi dall'uso del melange, la spezia prodotta unicamente su Dune e che ora è sotto il diretto controllo di Paul; fa parte della cospirazionione anche il Bene Tleilax, un'organizzazione simile a quella del Bene Gesserit, ma impegnata in una sorta di evoluzione biotecnologica della razza; per concludere fanno parte della cospirazione anche alcuni Fremen ribelli.

Se da un lato abbiamo questi soggetti che voglio indebolire l'impero di Paul e far cadere il sovrano, impedendogli di avere un erede, dall'altro abbiamo lo stesso Paul, aiutato dalla sorella Alia, che possiede poteri simili a quelli del fratello e che, potendo disporre del potere della prescienza, può capire come fermare chi lo vuole sconfiggere.

Dune è sicuramente un ottimo romanzo, nonché un'opera miliare della letteratura fantascientifica, ma è anche, inutile negarlo, un romanzo estremamente lento, fra l'altro con tutte o quasi le scene d'azione che non vengono realmente descritte, ma lasciate all'immaginazione del lettore. Ecco, se Dune era lento, Messia di Dune lo è ancora di più, perché leggiamo solamente degli intrighi dei cospiratori intrecciati ai "controintrighi" di Paul e dei suoi alleati per fermarli.

Scopriamo infatti come sia evoluto l'impero sotto il controllo di Paul e soprattutto come sia evoluto il pianeta Dune e la religione dei Fremen che di fatto è legata a Paul stesso. E come siano evoluti anche i personaggi. Paul non è più il giovane erede della casata Atreides e nemmeno il ragazzo che, grazie ai suoi poteri, era riuscito a prendere in mano l'impero galattico. Ora Paul è un adulto che da adulto deve gestire i poteri dell'impero. Così come non è più una bambina Alia, la sorella di Paul, l'abominio, come la chiama il Bene Gesserit. Fra gli altri personaggi troviamo anche ovviamente Chani, la compagna di Paul, ma anche Irulan, poco presente nel romanzo precedente, così come sarà sempre al fianco di Paul il Fremen Stilgar. Ma facciamo anche la conoscenza di Hyat, un ghola creato dal Bene Tleilax, ossia una misteriosa creatura che altri non è che un clone (più o meno) di un soggetto che abbiamo già conosciuto nel primo romanzo e che inserisce un po' di novità e di curiosità in questo secondo capitolo.

Il romanzo, molto più preve rispetto al precedente, scorre comunque velocemente, ma va detto che ho avuto l'impressione che Herbert abbia lasciato alcune trame morte che avrebbe certamente potuto elaborare meglio e portare a compimento. 

Alla fine Messia di Dune va a chiudere il ciclo di Paul, ma non quello della saga, che continuerà ancora, sia a opera di Herbert, sia successivamente del figlio, un ciclo che ci ha portato a conoscere questo giovane e promettente rampollo della Casa Atreides, che negli anni è diventato uomo prima e poi per alcuni praticamente un dio. Un personaggio tragico, che nella sua epopea ha dovuto attraversare innumerevoli tragedie.

Messia di Dune è un romanzo che ho potuto apprezzare, seppur nella sua lentezza e che consiglio. Se amate la fantascienza dovete leggere Dune, ma se avete amato Dune, non rinunciate a leggere questo romanzo, che più che un secondo capitolo della saga, è un vero e proprio epilogo del romanzo principale.

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