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mercoledì 8 giugno 2022

Viaggi nel tempo tra scienza e fantascienza

 

Chi legge questo blog sa quanto mi esaltino le trame che contengono i viaggi nel tempo e, soprattutto, quanto io ritenga affascinanti le varie teorie necessarie per spiegare o per evitare i cosiddetti paradossi temporali.

E allora parliamo un po' di viaggi nel tempo nella letteratura e nel cinema e vediamo quanto questi siano collegati a conoscenze o teorie scientifiche.

Possiamo dividere i viaggi nel tempo essenzialmente in due diverse tipologie, legate alla direzione in cui si muovono i viaggiatori temporali lungo la linea del tempo: i viaggi verso il futuro e i viaggi verso il passato. A questi si aggiunge un'ulteriore tipologia di viaggio, di cui scriverò alla fine. Certo, spesso nelle opere che siamo abituati a vedere le persone riescono a viaggiare in una direzione e nell'altra, unendo le due tipologie, ma certamente può essere utile tentare questa prima fondamentale suddivisione.

In viaggio verso il futuro

E partiamo dai viaggi nel futuro. Che possono essere generati da due diversi espedienti: un fenomeno fisico, come nel magistrale e scientifico Interstellar di Christopher Nolan oppure da una vera e propria macchina, come nel romanzo La macchina del tempo addirittura del 1895 di H. G. Wells portato al cinema nel 2002 dal pronipote Simon Wells. In entrambi i casi si faranno anche dei viaggi nel passato, anzi, nel romanzo di Wells l'obiettivo è proprio andare nel passato, ma non divaghiamo.

La domanda è: sono possibili i viaggi nel futuro, dato che il primo esempio citato, Interstellar, è una pellicola scientificamente rigorosa? La risposta, incredibilmente, è sì! In realtà qualcosa sta viaggiando nel tempo anche in questo momento. Avete mai sentito parlare del muone? Inizialmente chiamato erroneamente mesone mu, è una particella elementare che fa parte dei leptoni, così come l'elettrone. In realtà i mesoni non sono particelle elementari, in quanto composti da quark, per cui il nome mesone mu è stato abbandonato. Avendo anch'esso carica negativa e una massa pari a oltre 200 volte quella dell'elettrone, a volte viene chiamato anche elettrone pesante.

I muoni si formano quando i raggi cosmici colpiscono gli strati più alti dell'atmosfera. In realtà in quel sito si formano i pioni, un tipo di mesoni, che poi decadono in altre particelle fra cui i muoni. Ma tutto questo cosa c'entra coi viaggi nel tempo? Ci arrivo. I muoni, poverini, hanno una vita molto breve, dell'ordine di grandezza di 10-6 secondi, un tempo di esistenza non sufficiente per arrivare sulla superficie terrestre, anche se si muovessero alla velocità massima possibile. Eppure i muoni vengono rilevati anche sulla superficie. Come è possibile? Semplice, perché viaggiano nel tempo! Dobbiamo ricordarci che la teoria della relatività piega il concetto di spazio-tempo, anche se intuitivamente sembrerebbe impossibile. Ciò fu verificato anche con l'esperimento di Hafele-Keating nel 1971. Si utilizzarono 3 orologi atomici, orologi che per misurare il tempo prendono come riferimento la frequenza di risonanza dell'atomo e che sono estremamente precisi.

Un orologio fu messo in un polo terrestre, uno sull'equatore e il terzo in un aereo di linea. E si verificò che i tre orologi, che inizialmente erano stati sincronizzati, successivamente presentarono delle differenze. Perché? Quello all'equatore risentiva della velocità della rotazione terrestre, assente al polo (relatività ristretta), mentre quello dell'aereo risentiva oltre della velocità relativa dell'aereo, anche di una minore intensità del campo gravitazione della Terra (relatività generale). Ebbene, l'orologio sull'equatore aveva risentito della dilatazione del tempo dovuta alla velocità, mentre quello sull'aereo sia della dilatazione dovuta alla velocità, sia dell'accelerazione del tempo dovuta alla minore intensità del campo gravitazionale. Le differenze nei tempi dei tre orologi erano in linea con quanto ipotizzato applicando le teorie. Questo perché quando si raggiungono elevate velocità e/o ci si avvicina a masse importanti il tempo rallenta e, di fatto, si fa un viaggio nel futuro! Questa cosa è dal 1971 che è stata dimostrata e nessuno ve lo aveva mai detto!

Il problema è che qui si parla di viaggi nel tempo di minime frazioni di secondo e per di più, nel caso dei muoni, di particelle elementari. Per fare un viaggio del tempo più consistente, diciamo un viaggio che possa avere un ordine di grandezza di anni, avrei al momento due sole possibilità: raggiungere una velocità che si avvicina alla velocità della luce oppure avvicinarmi a una massa estremamente grande, tipo un buco nero. E si tratta, in entrambi i casi, di ipotesi per ora non realizzabili. Finché si rimane nel campo della scienza. Perché se ci mettiamo un po' di fantasia, ipotizzando di raggiungere la velocità della luce, il tempo del viaggiatore si fermerebbe proprio e il viaggio nel futuro diventerebbe estremamente semplice. Peccato che viaggiare alla velocità della luce sia possibile solo per i fotoni, che hanno massa nulla, in quanto per far viaggiare alla velocità della luce un corpo con massa maggiore di zero servirebbe un'energia infinita.

In ogni caso il problema dei viaggi verso il futuro della fantascienza, se non c'è la possibilità di tornare indietro, è che sono un po' meno stimolanti. Certo, tutti abbiamo il desiderio di conoscere il futuro, ma le informazioni che vorremmo avere molto spesso avrebbero un'utilità che va oltre la semplice curiosità solamente se potessimo tornare nel nostro presente. Ci sono però alcune eccezioni. Ad esempio nella pellicola Time trap i protagonisti viaggiano nel futuro a causa di una non bene definita anomalia temporale che si trova all'interno di alcune grotte. In questo caso il viaggio non è voluto e, anzi, all'inizio i personaggi ne sono proprio inconsapevoli, dato che sono imprigionati all'interno delle grotte stesse. Ma questo viaggio (senza ritorno!) sarà il motore dell'insolita trama. Ancora più strano è il viaggio nel tempo di Time lapse. In quel caso è una macchina fotografica a fare una foto del futuro, ma avremo modo di parlarne successivamente. Anche perché, in effetti, questo è più un viaggio nel passato, che un viaggio nel futuro.


In viaggio verso il passato

E quindi, dopo aver scoperto che i viaggi verso il futuro sono scientificamente possibili, anche se al momento non in maniera utile per noi appassionati di fantascienza, diamo un'occhiata agli spostamenti temporali verso la direzione opposta: i viaggi nel passato.

I viaggi nel passato hanno sempre avuto un fascino maggiore rispetto ai viaggi verso il futuro, per un motivo molto semplice: il passato già lo conosciamo (a meno che non vogliamo andare nella preistoria per determinare con certezza come si sono estinti i dinosauri...), ma se potessimo tornarci, magari vorremmo provare a cambiarlo! Tutti nella nostra testa ci siamo chiesti come sarebbe il mondo che ci circonda se, in determinati episodi della nostra vita o del mondo in cui abbiamo vissuto, gli eventi fossero andati diversamente. Solo che sappiamo che le cose sono andate come sono andate. A meno che... non si possa andare nel passato! Il problema è che anche un minimo cambiamento del passato a sua volta determina a cascata una serie di cambiamenti più o meno rilevanti che possono rendere il suo futuro, ossia il presente dal quale proveniamo, anche profondamente diverso. E' non è detto che anche un cambiamento voluto non possa comportare una situazione peggiore nel presente. Ne è un esempio The butterfly effect. Qui il viaggio nel passato è un po' particolare, dato che il protagonista riesce, in un qualche modo, a collegarsi mentalmente con il sé stesso del passato e a cambiare le sue azioni. Un po' come se l'Evan del presente (questo è il nome del protagonista) prendesse per un breve periodo di tempo il controllo della mente dell'Evan del passato. In realtà Evan non torna nel presente, perché dal presente non si muove mai, è solo la sua mente a fare il viaggio nel tempo. Ma i cambiamenti da lui apportati, anche se ogni volta vorrebbero rimediare a qualche problema, finiscono sempre per generare un presente che è peggio di quello precedente. Qualcosa di simile accade anche nella commedia Questione di tempo, dove il protagonista Tim ha un potere simile a quello del già citato Evan. Nella divertente pellicola di Richard Curtis Tim più volte cambiando il passato finisce per combinare dei guai, non ultimo quando, dopo l'ultimo cambiamento fatto per aiutare la sorella, priva di questo potere, tornato nel suo tempo si accorge che la sua amata figlia non c'è più e al suo posto c'è un bambino che lui non ha mai conosciuto. Poi, dato che Questione di tempo resta una commedia che non ha come priorità la fantascienza, Tim riesce a sistemare tutto, anche se non si capisce come faccia.

Altri problemi, anche drammatici, li combineranno i protagonisti di See you yesterday, prodotto nientemeno che da Spike Lee, i quali scopriranno che se anche i loro propositi sono buoni, cambiare il passato in meglio non è così semplice e gli imprevisti possono rivelarsi peggiori della realtà che si voleva cambiare.

Ma alla fine, quali sono i problemi del viaggio nel passato? Ci ha pensato lo scrittore René Barjavel all'interno del suo libro Il viaggiatore imprudente a descriverceli chiaramente con quello che è diventato famoso come "il paradosso del nonno", che tutti abbiamo imparato a conoscere guardando Ritorno al futuro, anche se lì l'oggetto erano il padre e la madre del protagonista e non i nonni. Ma cos'è questo famigerato "paradosso del nonno"?

 

Supponiamo che io abbia l'opportunità di andare nel passato, nel periodo in cui mio nonno e mia nonna erano giovani. Come sanno tutti gli appassionati di viaggi nel tempo cinematografici o letterari, è difficile andare nel passato senza influenzarlo. Già la mia sola presenza nel passato può comportare dei cambiamenti più o meno significativi. Supponiamo che accidentalmente le mie azioni compiute nel passato impediscano a mio nonno di conoscere mia nonna. Cosa accadrebbe? Non riuscendo mai a conoscersi, non si sposeranno e non daranno mai alla luce mio padre (o mia madre). E quindi anche l'evento della mia nascita sarebbe cancellato dalla linea del tempo. E quindi il mio viaggio nel passato andrebbe involontariamente a... cancellare me stesso. Che in pratica è quello che rischia di combinare Marty McFly quando, andato nel passato, compie delle azioni che portano suo padre a non rivelare a sua madre di essere innamorato di lei in Ritorno al futuro e il povero Marty rischia letteralmente di scomparire. Ma se io vengo cancellato dalla linea del tempo (non è una vera e propria morte, ma una "non nascita"), non andrò mai nel passato. E se non andrò nel passato... non impedirò a mio nonno di incontrare mia nonna, riportando la linea del tempo alla sua versione originaria (cancellando quindi quella alternativa)... nella quale vado nel passato e genero una nuova linea del tempo. In pratica il viaggio nel tempo rischia di creare un loop costituito da due diverse linee temporali che si alimentano a vicenda e dal quale è praticamente impossibile uscire, fermando di fatto lo scorrere del tempo e imprigionando tutto il mondo nel mio loop!!!

Dato che il "paradosso del nonno" avrebbe sviluppi inquietanti, diversi scienziati hanno provato a ipotizzare delle spiegazioni. Attenzione però, si tratta unicamente di congetture mentali per poter giustificare o meno i viaggi nel passato.

La prima si chiama Congettura di protezione cronologica (o anche "censura cosmica") ed è sicuramente la meno affasciante per noi amanti dei viaggi nel tempo. Almeno quelli verso il passato. Secondo la Congettura, che fu teorizzata da Stephen Hawking e pubblicata nel 1992, i viaggi nel tempo sono possibili solo verso il futuro. A livello microscopico le leggi della fisica possono essere simmetriche ripetto al tempo ossia restano valide anche se invertiamo la direzione del tempo. Questo, però, non è valido a livello macroscopico. Secondo Hawking, quindi, sono proprio le leggi della fisica a impedire linee temporali chiuse su scale che non siano sub-microscopiche. Poco stimolante, vero? In effetti. Però la scienza è la scienza e a meno che non si scoprano nuove teorie, se ha ragione Hawking, non si torna indietro. Per cui i viaggi nel tempo restano solo un'idea letteraria o cinematografica che avrebbe più a che fare con la magia che con la scienza.

Ma queste congetture servono proprio per evitare i paradossi, che renderebbero impossibili, almeno concettualmente, i viaggi nel tempo. E allora c'è la seconda possibile spiegazione: il principio di autoconsistenza di Novikov. Anche in questo caso si tratta di una congettura mentale e non di una vera teoria scientifica. Quale fu il ragionamento di Novikov? Dato che il viaggio nel passato non può bloccare il continuum spazio temporale, evidentemente nel passato era già scritto che qualcuno provenisse dal futuro, facendo quello che ha fatto e rendendo il passato quello che è. Ciò ha una conseguenza abbastanza inquientante, ossia che non solo il passato è già scritto, ma lo è anche il futuro. Per spiegarla più facilmente, se applichiamo il principio di autoconsistenza di Novikov al paradosso del nonno, non solo il mio viaggio nel passato non impedisce a mio nonno di incontrare mia nonna, ma è proprio il mio stesso viaggio e sono le mie azioni compiute nel passato a causare l'incontro fra mio nonno e mia nonna. Che senza il mio viaggio nel passato non si sarebbero mai incontrati.

 

La pellicola Timecrimes è al riguardo esemplare. Un personaggio fa due viaggi nel passato nell'arco di poco tempo e un po' alla volta, nel vedere le immagini della pellicola scorrere, ci rendiamo conto che passato e futuro sono inscindibilmente collegati e i due viaggi nel passato sono indispensabili per far sì che il passato stesso si verifichi, così come il protagonista lo ricordava. Ancora più inquietante quanto avviene in Dark, nella seconda stagione. Noah vorrebbe uccidere Adam, ma Adam lo guarda e non è per nulla preoccupato, perché Adam sa che successivamente farà altre cose e ne è certo, perché il lui stesso del passato ne sarà testimone. E quindi è certo che Noah, anche se lo vuole fare, non riuscirà a uccidere Adam, perché Adam il futuro l'ha già vissuto. E infatti la pistola di Noah s'inceppa! Per il principio di autoconsistenza, tutta la linea del tempo è già scritta e immutabile. In realtà Igor Dmitriyevich Novikov formulò il suo principio pensando a delle palle da biliardo. Il fisico russo immaginò di avere una palla su un biliardo che entra nella buca B. Tale buca è collegata a una macchina del tempo che fa uscire la stessa palla dalla buca A, ma qualche istante prima, facendo in modo di avere, per un breve periodo di tempo, due volte la stessa palla sul tavolo. Tirando la palla con la giusta inclinazione verso la buca B, questa uscirebbe dalla buca A con una traiettoria tale da colpire la se stessa impedendole di entrare nella buca B. Ma se così fosse, non entrerebbe mai nella macchina del tempo e non uscirebbe mai dalla buca A con una traiettoria tale da impedire a se stessa di entrare nella buca B. E quindi se la macchina del tempo può esistere, Novikov suppose che fosse proprio l'urto della palla uscita dalla buca A a far entrare se stessa nella buca B.

Sembra essere pervaso dal principio di Novikov anche il complicatissimo L'esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam del 1995, anche se in questo caso la scena finale ci fa supporre che forse sia realmente possibile cambiare il passato, malgrado i continui fallimenti del protagonista, James Cole.

Qualcosa del genere accade anche in Project Almanac - Benvenuti a ieri, dove il gruppo di ragazzi riesce a creare una macchina del tempo grazie a un filmato del passato di uno di questi in cui si vede un'immagine dello stesso ragazzo del futuro, immagine che li porterà a trovare il prototipo di macchina del tempo creata dal padre a perfezionarla. In questo caso, però, il riuscito film per la TV per ragazzi prodotto da Michael Bay per MTV fa un po' un mischione coi temi classici della "fantascienza temporale" e non mancheranno i buchi logici, comunque ben mascherati da una trama frizzante.

Malgrado il principio di Novikov sia stato ideato per evitare i paradossi, anche applicandolo i paradossi non sono comunque inevitabili, perché da questa teoria deriva il paradosso di Bootstrap. Un chiaro esempio viene descritto dal Doctor Who, nel quarto episodio della nona stagione della nuova serie, Prima del diluvio. Immaginiamo di avere un amante di Beethoven che, grazie a una macchina del tempo, riesce ad andare nel passato per incontrare il suo compositore preferito a farsi firmare gli spartiti. Solo che arrivato nel passato scopre che Beethoven non esiste e nessuno ha mai sentito parlare di lui e quindi, pensando che non possa esistere un mondo senza la musica di Beethoven, decide di pubblicare gli spartiti che aveva portato dal futuro, diventando egli stesso Beethoven. Sembrerebbe il principio di autoconsistenza, ma con un problema: chi ha scritto quegli spartiti? Non certo Beethoven, che non è mai realmente esistito e non certo l'uomo che va nel passato, che è un appassionato di Beethoven, ma non è un compositore! Questo viene chiamato paradosso della predestinazione e anche qui abbiamo vari esempi. Tipico è quello del film Predestination, il cui titolo dice tutto, dove il protagonista riesce a essere padre e madre di se stesso (ok l'essere genitore di se stesso, ma come fa a essere padre e madre? Di più non scrivo, perché se state leggendo questo lungo post, significa che siete amanti dei viaggi nel tempo e se siete amanti dei viaggi nel tempo dovete assolutamente vedere Predestination!). Da dove salta fuori il corredo genetico di quella persona, visto che non ha un padre, né una madre? Stessa cosa anche in Time lapse, che ho già citato, in cui uno dei protagonisti dipinge dei quadri che vede in delle foto provenienti dal futuro che raffigurano i quadri che ha già dipinto. E, quindi, quando gli viene l'idea che poi va a raffigurare nei quadri stessi? Anche nel già citato Dark, sempre nella seconda stagione, avviene la stessa cosa col libro scritto da Tannhaus, libro che egli scrive copiando una copia dello stesso libro proveniente dal futuro. E quindi, esattamente, quando viene scritto per la prima volta il libro? Da chi? Ma tutta la serie Dark, se vogliamo, è un grande paradosso di Bootstrap, che viene persino citato dallo stesso Tannhaus quando parla fuori campo.

 Ma se vogliamo evitare anche il paradosso della predestinazione ammettendo però la possibilità dei viaggi nel passato, non resta che affidarci alla terza congettura, quella delle dimensioni parallele. Se vado nel passato e accidentalmente compio delle azioni che porteranno mio nonno a non incontrare mia nonna, in realtà inconsapevolmente andrò a creare non solo una nuova linea temporale, ma proprio una nuova dimensione in cui io non esisto. Ma io non cesso di esistere, perché semplicemente ora mi trovo in una dimensione diversa da quella di partenza. E quindi esisteranno due realtà parallele che coincidono fino all'instante in cui io arrivo nel passato e da quel momento divergono. Nella prima mio nonno ha incontrato mia nonna e io sono nato. Solo che a un certo punto sono scomparso, dato che sono finito nella seconda dimensione. Nella seconda dimensione non sono mai nato, ma a un certo punto sono arrivato, provenendo però dalla prima dimensione. E se anche io facessi un viaggio nel futuro per tornare al mio tempo, sarebbe un viaggio nel futuro della seconda dimensione, dato che è lì che mi trovo. Per cui vedrei il presente com'è in un mondo il cui passato è stato cambiato. Non sarà più il mio presente. 

In realtà è quello che accade in Ritorno a futuro, ma lì si è fatto un po' di pasticcio fra paradosso del nonno e dimensioni parallele. In ogni caso, se si parla di dimensioni parallele, è inevitabile parlare di multiverso. Cos'è il multiverso? Si tratta di una teoria scientifica (anche questa!), perché molto spesso pare che la scienza non sia poi così lontana dalla fantascienza, per quanto la fantascienza riesca a rendere più emozionante e attrattiva la scienza.

Ma torniamo alla scienza. Non solo il multiverso è una teoria scientifica, ma è anche sostenuta da illustri fisici, del calibro, ad esempio di Stephen Hawking. Facciamo un ulteriore passo indietro. Sono molte le teorie che affrontano la questione dell'evoluzione del nostro universo e il punto cardine pare essere la quantità di energia oscura, una sorta di "forza misteriosa" che di fatto spiegherebbe perché l'espansione attuale del nostro universo non solo non sia costante, ma stia addiruttura accelerando. Pare che questa energia oscura, che qualcuno è anche riuscito a misurare, sia ben il 68% della composizione del nostro universo. Secondo molti scienziati, però, l'energia oscura sarebbe molta di più anche se ciò potrebbe essere un problema, perché una quantità maggiore comporterebbe un'espansione talmente rapida da non consentire alle stelle di formarsi. Questo perché la formazione delle stesse avviene grazie a un equilibrio fra l'attrazione gravitazionale e la repulsione dovuta proprio all'energia oscura.

Sì, ma il multiverso cosa c'entra tutto questo?

Ci vuole un po' di pazienza. Pare, infatti, che la teoria del multiverso riesca a risolvere questo problema, dato che l'energia oscura in eccesso sarebbe proprio negli altri universi paralleli al nostro, dove, però, non ci sarebbero forme di vita. Tuttavia, secondo le nuove teorie elaborate dal gruppo di ricerca guidato dalla Durham University del Regno Unito, i cui scienziati hanno realizzato delle simulazioni servendosi del progetto Eagle (Evolution and Assembly of GaLaxies and their Environment) che serve appunto per riprodurre l'evoluzione dell'universo, sembra che l'energia oscura in più non dovrebbe impedire la formazione delle condizioni necessarie per ospitare la vita anche negli altri universi paralleli. In pratica, quindi, potrebbero esistere universi paralleli al nostro e pure abitati, esattamente come il nostro.


Ma tornando alla fantascienza, che ovvimante deve esagerare un po', con la terza congettura relativa ai viaggi nel tempo nel passato si arriverebbe proprio alla creazione di un universo parallelo dal momento in cui un viaggiatore dovesse arrivare nel passato. Sarebbe proprio il viaggio nel tempo a creare una dimensione parallela, cosa che, forse, la scienza farà un po' fatica a spiegare. Ma fino a un certo punto, dato che il Paradosso del gatto di Shroedinger che applica le conoscenze della meccanica quantistica della realtà microscopica alla realtà macroscopica prevede proprio che il famoso gatto dentro la scatola sia nello stempo vivo e morto, come se vivesse in due realtà parallele. Quando apriremo la scatola lo vedremo solo vivo o solo morto, ma semplicemente perché noi ci troviamo in una delle due realtà. Se ci potessimo spostare nell'altra realtà, lo troveremmo nella condizione opposta. Paradosso del gatto di Shroedinger che è stato citato anche nella terza stagione di Dark e i cui risvolti sono stati magistralmente utilizzati nella serie tedesca, malgrado la serie sfrutti per lo più il principio di autocoservazione per giustificare i viaggi nel tempo! Ma in questo caso il Paradosso del gatto di Shroedinger è solo lo spunto per elaborare ulteriormente una trama già piuttosto complessa, inserendo non solo le dimensioni parallele nel caso della serie tedesca, ma anche le diverse possibilità. Il Paradosso del gatto di Shroedinger lo decrivo già nella recensione della terza stagione di Dark, ma ovviamente lo metto anche qui. Noi conosciamo il tempo di decadimento degli isotopi radiattivi, ma il decadimento è un evento stocastico ossia un evento che non possiamo sapere quando avverrà, ma ne conosciamo la probabilità. Ipotizziamo quindi di avere una quantità molto piccola di un isotopo radioattivo, tale per cui la probabilità che un singolo isotopo decada entro un'ora, sia esattamente uguale alla probabilità che nessun isotopo decada. In questo caso dopo un'ora avremo il 50% delle probabilità che un isotopo sia decaduto e il 50% che non ci siano stati decadimenti. Per la fisica microscopica entrambi gli eventi sono avvenuti, contemporaneamente. Mettiamo quella sostanza radioattiva in una scatola chiusa e al suo fianco un contatore Geiger che rileva il decadimento. Se l'isotopo decade, il contatore lo rileva e attiva un martelletto che va a rompere una fiala di cianuro. Se nessun isotopo decade, non accade nulla. Mettiamo dentro la scatola anche un gatto (poverino!). Se l'isotopo decade il gatto muore, se l'isotopo non decade, il gatto resta vivo. Come sarà il gatto (fisica macroscopica) dopo un'ora dato che l'isotopo sarà sia decaduto, sia no (fisica microscopica)? Anche il gatto sarà contemporaneamente sia vivo, sia morto!


Certo che la teoria delle dimensioni parallele se da un lato risolve un po' tutti i paradossi, dall'altro diventa una complicazione non da poco, se la nostra macchina del tempo dovesse permettere di poterci spostare anche da una dimensione all'altra! Che poi, citando sempre Dark, la serie tv che più si è spinta nell'esplorare i viaggi nel tempo, è proprio quello che a un certo punto riescono a fare i personaggi, dato che si spostano fra la dimensione di Adam e quella di Eva, con quella di Eva si sdoppia, proprio grazie al Paradosso del gatto di Shroedinger e poi vanno anche... no, dai, non lo scrivo, guardatela. L'ipotesi delle infinite realtà parallele la troviamo anche in Coherence - Oltre lo spazio tempo, anche se qui i viaggi nel tempo non c'entrano nulla, malgrado il titolo ingannevole.


Loop temporale

Come scrivevo all'inizio, esiste un'altra tipologia di viaggio del tempo o, se vogliamo, non proprio una diversa tipologia di viaggio, ma un diverso uso dei viaggi nel tempo che gli autori di storie di fantascienza hanno voluto fare. Un uso dei viaggi nel tempo che ha generato un sottogenere della fantascienza piuttosto interessante e anche abbastanza inflazionato e che è partito dal lontano Ricomincio da capo, celebre commedia del 1993 di Harold Ramis, con Bill Murray e Andie MacDowell diventata negli anni un vero e proprio cult movie. Harold Ramis e Bill Murray che avevano già lavorato insieme, entrambi come attori, in Stripes - un plotone di svitati e nei primi due Ghostbusters, nonché Ramis aveva diretto Murray in Palla da golf. In questo caso di scientifico non c'era assolutamente nulla. Semplicemente il protagonista, il pessimo Phil Connors egregiamente interpretato da Murray, doveva in un qualche modo "crescere" e diventare una persona migliore e per farlo rimaneva intrappolato in un loop temporale di una sola giornata ripetuta all'infinito, durante la quale era costretto a vivere e rivivere le stesse esperienze nella piccola cittadina di Punxsutawney. L'espediente di Ricomincio da capo, che ha avuto anche una remake italiano con Antonio Albanese, E' già ieri, alla fine ha più a che fare con una sorta di magia (o di maledizione) che con la fantascienza, dato che non c'è nessuna spiegazione scientifica della continua ripetizione di Phil. E non si tratta di un viaggio nel tempo propriamente detto, dato che Phil non torna completamente indietro nel tempo, ma semplicemente rivive sempre la stessa giornata, avendo memoria di quello che ha fatto il giorno prima.

Questo blog contiene una discreta rassegna di storie che si basano sul loop temporale, per lo più pellicole cinematografiche e in generale sono tante le trame derivate da Ricomincio da capo. E in alcuni casi si tenta anche di trovare una spiegazione similscientifica al viaggio, come nel caso di Arq (dove una vera e propria spiegazione scientifica non c'è, ma c'è una macchina del tempo che causa tutto), di Edge of tomorrow (qui è un "potere" posseduto da degli alieni in lotta con gli umani), di Source code (dove una macchina consente di far rivivere a una persona gli ultimi 8 minuti di vita di un'altra persona) e se vogliamo, anche di Auguri per la tua morte, anche se la "spiegazione" di quanto avviene la troviamo solo nel sequel. In particolare nel pastrocchio di generi messo in piedi da Scott Lobdell e Christopher Landon vengono tirate in ballo anche le dimensioni parallele. Peccato che la serie di lungometraggi si sia fermata al secondo episodio e non sia mai stato girato il terzo, che avrebbe dovuto spiegare tutto il meccanismo. Da citare anche l'adolescenziale Prima di domani, anche se gli attori sono un po' troppo grandi per fare i liceali, dove il viaggio sarà generato da qualcuno che deve pagare per il male fatto, pur non essendo completamente una responsabilità sua! Interessante anche il loop di Triangle, anzi, il loop temporale ottimamente inserito dentro un altro loop temporale. In questo caso ci sono alcune stranezze, perché, a differenza delle altre pellicole citate dove è solamente la mente dei personaggi a tornare indietro nel tempo, qui pare proprio che si faggia un viaggio nel tempo, tanto che alcuni personaggi incontrano sé stessi, malgrado le azioni che compiono siano comunque una ripetizione di quanto hanno già fatto. L'anomalia deriva anche dalla causa del loop, che il regista Christopher Smith non spiega mai, ma che va per la maggiore fra le interpretazioni che circolano in Internet e che riporto anche nella mia recensione. Ma qui non la scrivo, dato che si tratta di una pellicola poco conosciuta, tanto che in italiano esiste solo una versione sottotitolata.

In generale, però, il loop temporale sembra essere più un gioco per inventare un certo tipo di trama che un vero viaggio nel tempo, nonché una risposta a un desiderio che un po' tutti abbiamo, che è quello di immaginare come sarebbero andate le cose se avessimo fatto scelte diverse. Nel romanzo Replay: una vita senza fine il protagonista Jeff Winston non ripete una giornata, come in quasi tutte le storie di questo tipo, ma addirittura l'intera vita. Con tutte le conseguenze, soprattutto affettive, che ne derivano, perché delle volte Jeff vivrà delle vite felici, avrà dei figli, ma ogni volta sarà costretto a perdere tutto. E finirà anche per chiedersi dove vanno a finire i mondi in cui ha vissuto le vite precedenti. L'opportunità di vivere più vite, non non grazie a viaggi nel tempo, quanto alla possibilità di vivere in dimensioni parallele che spesso si collegano alle trame legate ai viaggi nel tempo, la troviamo anche nell'ottimo Mr. Nobody, pellicola fra l'altro girata mischiando non solo le diverse dimensioni parallele, ma anche le epoche della vita del protagonista nelle varie dimensioni.

E qui, con questo film che a dir la verità col tema iniziale c'entra poco o nulla, si chiude questa lunga dissertazione sui viaggi nel tempo che su questo blog troverà sempre terreno fertile e che spero vi abbia dato qualche spunto utile.

5 commenti:

  1. Ciao ciao! Dunque se non ho capito male leggendo questo interessante ma non semplicissimo articolo, mi sembrerebbe di capire che ad esempio "Tenet", ha una trama improbabile a tuo parere....se non ho capito male il viaggio nel futuro di anni è cosa impossibile. Resta solo l'espediente per una trama mi par di capire. Non lo hai recensito (peccato), per cui attendo risposta.
    Articolo per addetti ai lavori che masticano un po' questi argomenti, ma ho trovato questo post affascinante e tutto sommato spiegato anche in modo che si possa fare una lettura scientifica senza perdersi troppo. Certo mi mancano le basi ma è stato davvero interessante leggere e rapportarlo ai vari film visti.

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    1. Era da tempo che meditavo di scrivere un post come questo. Sono felice
      che sia stato utile. Ovviamente ciò che è scritto non è un trattato
      scientifico, ma semplicemente un modo per capire quanto di quello che
      vediamo al cinema o su altri media in merito ai viaggi nel tempo sia
      effettivamente coerente con le teorie scientifiche (che in alcuni casi
      sono delle pure congetture mentali!).
      Non ho citato Tenet perché, stranamente, non l'ho ancora visto!!!
      Spesso vedo i film con ampio ritardo, per cui Tenet, malgrado
      l'argomento, fa parte di questa categoria. Se per elaborare la
      sceneggiatura sono serviti più di 10 anni, io per vederlo posso
      aspettare ancora un po'!
      Prometto di citarlo appena l'avrò visto e anche di recensirlo.
      I viaggi nel tempo verso il futuro sono al momento già una realtà, per
      via della relatività (generale e ristretta), sia per quanto riguarda la
      dimensione microscopia, sia, soprattutto, per quanto riguarda la
      dimensione macroscopica, come dimostra l'esperimento di Hafele-Keating
      del 1971. Solo che si parla di viaggi nel futuro di qualche nanosecondo,
      cioè praticamente nulla ai fini pratici. Per fare un viaggio nel futuro
      per un lasso di tempo significativo, occorrerebbe raggiungere velocità
      molto elevate, cosa impossibile, a meno che non si scopra un modo diveso
      di spostarsi. Oppure, come nel film Interstellar sempre di Nolan,
      sarebbe necessario avvicinarsi a un buco nero o comunque a una massa
      molto grande. Altra cosa ai fini pratici piuttosto complicata, a meno
      che non si tenti un'impresa come quella di Interstellar.
      Pur non avendolo visto, so che in Tenet si usa il concetto di entropia
      invertita, pure questo basato su una teoria scientifica. Solo che qui la
      fantasia si è allontanata parecchio dalla realtà.
      Per la teoria di Feynman-Wheeler (che è del 1940!) le equazioni del
      campo elettromagnetico non cambiano se si inverte il tempo. Nell'idea
      che Wheeler propose a Feynman, il positrone (un elettrone positivo
      costituito da antimateria) non è altro che un elettrone che viaggia
      indietro nel tempo. Siccome il secondo principio della termodinamica ci
      dice che in un sistema chiuso l'entropia (diciamo il disordine) può solo
      aumentare, si può anche considerare il principio come legato alla
      freccia del tempo, dato che vale solo andando dal passato al futuro. Ma
      se fosse possibile invertire l'entropia, quindi andare da un sistema
      disordinato a uno più ordinato, sostanzialmente si andrebbe indietro nel
      tempo. Denis Evans ha dimostrato nei primi anni 2000 una sua teoria
      secondo la quale in piccoli sistemi e per brevi periodi di tempo,
      l'entropia può diminuire. L'effetto, però, ha la durata al massimo di un
      decimo di secondo e, ripeto, stiamo parlando di sistemi molto piccoli.
      Per non farla lunga, se un elettrone e un positrone s'incontrano, si
      annientano a vicenda, producendo energia (stessa cosa che accadrebbe in
      Tenet se una persona a entropia inverita, quindi che viaggia indietro
      nel tempo, incontrasse sé stesso a entropia normale). Ma le due cose non
      si sposano fra loro, perché se invertendo l'entropia di una persona la
      si trasformasse in antimateria, questa si annichilerebbe immediatamente
      (con una pazzesca produzione di energia), dato che l'universo che la
      circonda è fatto di materia! Si fa quindi una sorta di improbabile
      fusione fra la teoria di Feynman-Wheeler e quella di Evans. Diciamo che
      è stato un modo interessante per dare una spiegazione similscientifica
      ai viaggi nel passato che restano invece, al momento, fantascientifici.

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  2. Ok, grazie mille davvero. Ho visto Tenet due volte in un anno e mezzo, ho acquistato il DVD, niente backstage, niente spiegoni. Ancora molte cose mi sfuggono nonostante le due visioni, adesso so comunque che alla base non c'è una teoria scientifica ma pura fantasia. Non importa, ho deciso per una visione all'anno, magari nel frattempo lo avrai recensito, resta comunque a mio parere un gran bel film nonostante sia stato demolito da tanti.
    Ciao e grazie, un post davvero utile.

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    1. Probabilmente qualche base scientifica c'è, dato che l'entropia invertita è proprio una teoria scientifica. Anzi, spesso in altri film i viaggi nel passato si fanno con improbabili macchine del tempo o inspiegabili anomalie spazio temporali. Qui, invece, si è voluta trovare una spiegazione scientifica. Solo che partendo da una teoria reale, si è costruito qualcosa che va ben oltre

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  3. Perfetto, capito 👍
    Grazie ancora.

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