01 febbraio 2026

The midnight sky

 


Curioso, proprio ieri sera ho visto un film post apocalittico demenziale, ma che voleva essere serio (Greenland 2: Migration, poi se ne ho voglia scrivo qualcosa) e adesso casualmente me ne capita un altro, questo veramente serio, con alcuni punti in comune. Pochi per fortuna.

The midnight sky, di e con George Clooney è una pellicola uscita nel 2020, in puro periodo Covid e quindi distribuita principalmente su Netflix  diventando uno dei film più visti. Strano come durante una sorta di apocalisse vera (che poi non lo era, ma al momento ci sembrava), abbia avuto successo un film apocalittico. 

Di The midnight sky non sapevo quasi nulla, se non le poche righe di presentazione scritte su Netflix e ancora una volta questa scelta è stata positiva. Non ho guardato neppure il trailer!

Siamo nel 2049. 2049? Non è poi così lontano. Appena 29 anni ai tempi in cui uscì il film e solo 23 anni oggi!
Comunque le cose non sono andate benissimo e il nostro pianeta è diventato inospitale. Da questo prologo partono due diversi film. Il primo si svolge nell'Artico, uno dei pochi posti ancora abitabili, dove si sono trasferite varie persone. Ma anche l'Artico ha i giorni contati e quindi ci si prepara a partire per dei rifugi sotterranei. Resta solo Augustine Lofthouse (George Clooney), uno scienziato malato terminale, che ha dedicato la vita a trovare una soluzione per salvare l'umanità. Poi dopo che tutti gli altri sono partiti Augustine scopre che nella base è rimasta anche una misteriosa bambina che non parla, Iris.

L'altro film si svolge invece nello spazio, sull'astronave Aether, dove l'equipaggio composto dal comandante Tom Adewole (David Oyelowo) e da Sully (Felicity Jones) che aspetta un figlio da Tom, Mitchell (Kyle Chandler), Sanchez (Demián Bichir) e Maya (Tiffany Boone) sta tornando da una missione su K23, una delle lune di Giove, dove sembra che possano esserci le condizioni per permettere la vita e forse trasferire l'umanità.

I due film sono apparentemente slegati, ma Augustine cerca di contattare l'astronave Aether e, non riuscendoci, decide di provare a spostarsi in un'altra base artica, non proprio vicinissima, dove di trova un'antenna più grande. Ma cosa vuole dire Augustine all'equipaggio della nave? Perché è così importante riuscirci? George Clooney che è appunto anche regista mica ce lo svela. Clooney per la verità non ci svela quasi nulla. Ci propone questi due diversi film che si alternano per tutta la durata della pellicola e ci fa intuire delle cose che riguardano sia il nostro pianeta, sia il passato dello stesso Augustine, ma senza spiegoni. I personaggi non raccontano e non spiegano mai nulla in favore di telecamera. Agiscono e parlano come agirebbero e parlerebbero normalmente e quindi non hanno la necessità di spiegare nulla. Siamo noi che guardiamo i due film (poi spiego perché rimarco il fatto che sono due film) che dobbiamo cogliere ogni parola e ogni frase per capire tutto, perché Clooney non ci aiuta affatto. Non sappiamo infatti, ad esempio, perché la Terra sia considerata non più abitabile, ma solo che, come dice Augustine "non siamo stati bravi". Così come non sappiamo tante altre cose. Fra l'altro di questo pianeta Terra inospitale non vediamo nulla, oltre a un'immagine dallo spazio, perché le vicende che si svolgono sulla Terra sono tutte nell'Artico, che già è inospitale di suo.

Ma veniamo alla questione dei due film. Si tratta proprio di due film praticamente separati. Post apocalittico il primo, molto intimista e del genere sopravvissuti, spaziale il secondo, con qualche prestito da Gravity, dove fra l'altro recita lo stesso Clooney. Il problema è che questo stacco di sente fin troppo e a volte quando inizia un episodio di uno dei due film si vorrebbe continuare a vedere l'altro. E quindi l'idea di fondo, che comunque è buona, non sempre funziona alla perfezione.
Però c'è da dire che il finale, che finalmente chiude il cerchio e ci spiattella anche un bel colpo di scena, è perfetto e tutto torna.

George Clooney ha lavorato intensamente a questo film tanto da perdere rapidamente parecchi chili per interpretare al meglio il malato Augustine e finire ricoverato all'ospedale per una pancreatite. E anche la sua recitazione è intensa, ma Clooney non lo conosciamo adesso. Un po' meno convincenti gli attori del film spaziale, ma nessuno è insufficiente. 

Vi avverto, la pellicola è molto lenta, salvo un paio di passaggi, uno per film, che sono emozionanti e coinvolgenti, ma la lentezza non impedisce allo spettatore di arrivare tranquillamente alla fine.

Lo consiglio 




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