Tutti siamo stati bambini e tutti siamo passati dalla "fase dei perché", una fase della vita affascinante, dove ciascuno di noi ha iniziato a scoprire il mondo e, con la curiosità di chi vede ogni cosa come nuova, siamo stati spinti a indagare, coi nostri mezzi anche se primitivi, sul perché le cose siano proprio così. Poi molti di noi sono stati anche genitori e hanno successivamente scoperto che la "fase dei perché" è tanto affascinante quando siamo bambini, quanto stressante quando siamo adulti, quando anziché chiedere dobbiamo rispondere. Anche perché spesso ogni risposta, più che chiarire un dubbio, finisce per crearne molti altri che poi si eplicitano con il classico "perché...".
Ma non è di questo che voglio parlare in questo post.
Nella "fase dei perché" ci siamo passati tutti quando avevamo pochi anni, ma il bello è che, se siamo fatti in un certo modo, la "fase dei perché" continua anche dopo. Proprio ieri mio figlio, mentre stava studiando chimica organica in seconda superiore mi ha fatto alcune domande sulla configurazione di Bohr, i soliti "perché" e alla fine siamo arrivati al fatto che non solo Bohr aveva corretto il precedente modello di Rutherford, che a sua volta aveva corretto Thomson, che aveva corretto Dalton, ma che poi è arrivato Schrödinger e anche Bohr è stato superato.