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02 settembre 2021

Nuova primavera

Robert Jordan lavorò alla sua lunghissima saga fantasy che lo rese celebre in tutto il mondo dal 1990, data di pubblicazione del primo volume de "La Ruota del Tempo", fino alla sua morte, avvenuta nel settembre del 2007. La saga avrebbe dovuto comprendere in tutto dodici corposi volumi, ma Jordan (vero nome James Oliver Rigney) riuscì a completarne solo undici. La saga arrivò a quattordici volumi grazie al lavoro di Brandon Sanderson che chiuse il ciclo narrativo partendo dai numerosi appunti e brani lasciati da Jordan.

Dato che il mondo ideato dallo sfortunato scrittore di Charleston stava diventando sempre più sterminato ed erano sempre di più i personaggi delineati nella lunghissima e complessa trama, nel 2004 Jordan diede alle stampe un prequel della saga, avendone già progettati almeno altri due, nonché diverse storie parallele, prevedendo quindi che La Ruota del Tempo di sviluppasse anche tramite diversi spin off.

24 febbraio 2021

Memoria di luce


Eccoci finalmente alla fine di questa lunghissima saga. Dopo ben quattordici romanzi e un prologo (che prima o poi leggerò), la lunghissima e articolatissima trama de La Ruota del Tempo giunge alla conclusione. Saga con la quale Robert Jordan ha sfidato persino la morte, riuscendo comunque ad arrivare alla conclusione, grazie alla collaborazione di Brandon Sanderson, che ha messo mano agli appunti lasciati dal compianto scrittore di Charleston.
Come sempre il romanzo, quasi 1200 pagine, parte con un lungo prologo. Non uno dei più lunghi, ma sempre piuttosto corposo. Questa volta il prologo vede protagonisti parecchi personaggi, sia secondari, come spesso succede, sia anche personaggi importanti. Ed è proprio nel prologo che assistiamo alla battaglia di Caemlyn, invasa da orde interminabili di Trolloc.
Mentre tutte le forze della Luce si radunano per ascoltare le parole e i piani del Drago Rinato Rand al'Thor presso la Piana di Merrilor, il Tenebroso ha fra le sue file un nuovo prescelto, nientemeno che Mazrim Taim. Sì, è un piccolo spoiler, ma ormai si era capito da che parte stava il M'Hael della Torre Nera.

03 agosto 2020

Le torri di mezzanotte



Come sempre il nuovo romanzo della saga riparte esattamente dalla trama del romanzo precedente, ripendendo le macrotrame che ormai siamo abituati da tempo a seguire.
Da un lato abbiamo Rand, ormai pienamente consapevole del suo destino e del suo ruolo, che ha accettato ciò che è e che deve fare e che sta curando tutti i dettagli di Tarmon Gai'don, l'Ultima Battaglia che lo vedrà affrontare il Tenebroso. Rand ha ormai poco tempo a disposizione, ma tante cose da fare, per radunare un esercito compatto in grado di affrontare gli eserciti di Shaitan.
Abbiamo poi la mano sinistra e la mano destra del Drago Rinato, Mat e Perrin. Mentre il primo è

16 febbraio 2020

Presagi di tempesta


Quando Robert Jordan, l'autore della saga de La Ruota del Tempo, morì prematuramente nel settembre del 2007, lasciò nello sconforto tutti i suoi fan disseminati in tutto il pianeta. Oltre al dolore umano per la perdita, si univa il timore di non poter mai leggere la fine di questa lunga e bellissima saga fantasy, iniziata dal compianto Robert nel 1990 e giunta al volume numero 11 nel 2005. Mancava un solo romanzo alla conclusione quando nel 2006 Jordan dichiarò che gli era stata diagnosticata una rara malattia cardiaca che lo avrebbe portato in poco tempo alla morte. I medici gli diedero non più di quattro anni di vita, ma lo sfortunato scrittore di Charleston morì l'anno successivo, dopo aver iniziato una terapia sperimentale. Per la verità in Italia, come in altri stati del mondo, le pubblicazioni erano ancora in ritardo e ai tempi uscì Il sentiero dei pugnali, ottavo capitolo della serie.

30 settembre 2019

La lama dei sogni

Eccolo qua l'ultimo romanzo scritto dal compianto Robert Jordan della sua epica saga La Ruota del Tempo. Come ormai è noto, la saga avrebbe dovuto comporsi di dodici volumi. Purtroppo pochi mesi dopo la pubblicazione de La lama dei sogni avvenuta verso la fine del 2005, Jordan dichiarò di avere una rara malattia, la amiloidosi cardiaca. Era il 2006. I medici gli pronosticarono non più di quattro anni di vita. Robert, tenace e coraggioso, iniziò una una cura sperimentale, ma morì nel settembre 2007, lasciando incompiuta la saga letteraria che lo stava rendendo noto in tutto il mondo. Jordan doveva aver capito che le cose non stavano andando per il verso giusto e così decise di produrre parecchio materiale come appunti, registrazioni audio e anche interi capitoli già scritti per poter concludere la sua opera. E così la moglie incaricò lo scrittore Brandon Sanderson di terminare l'opera del marito. Malgrado qualche anno di attesa imprevista, La Ruota del Tempo è giunta alla conclusione, donando a Jordan quell'immortalità letteraria che si meritava.

09 giugno 2019

Crocevia del crepuscolo

Crocevia del crepuscolo è il decimo capitolo della lunghissima saga ideata dal compianto Robert Jordan e, come ormai tutti o quasi tutti i romanzi precedenti, riprende la narrazione esattamente dove si era fermata quella del romanzo precedente. Altra costante di Robert Jordan, almeno per quando riguarda gli ultimi romanzi da lui scritti, è quella di iniziare questo volume con un lunghissimo prologo, parliamo di oltre 100 pagine in un romanzo di circa 800, dedicato solo ed esclusivamente a personaggi secondari.
Terminato il prologo inizia una serie di capitoli dedicati alle varie linee narrative che descrivono spesso "eventi" (si fa per dire, ne parlo dopo) che si svolgono contemporaneamente a quanto fatto da Rand e Nynaeve al termine del precedente romanzo.

09 gennaio 2019

Il cuore dell'inverno

Orma Jordan lo conosciamo. Per quanto i capitoli della lunghissima saga La Ruota del Tempo siano romanzi autoconclusivi, ogni romanzo inizia esattamente dov'è finito quello precedente, senza soluzione di continuità fra l'uno e l'altro. Anche questo nono volume, Il cuore dell'inverno, non si sottrae alla ferrea regola di Jordan e così, dopo poche pagine, anche se dovesse essere trascorso del tempo dalla lettura del romanzo precedente, ci si immerge rapidamente nelle affascinanti atmosfere ideate dallo sfortunato scrittore di Charleston.
Anche questo romanzo è strutturato tramite linee narrative che accompagnano i vari personaggi o gruppi di personaggi, con l'aggiunta di alcuni capitoli scritti dal punto di vista di personaggi minori o, addirittura, di antagonisti.

02 ottobre 2018

Il sentiero dei pugnali

Come sempre accade con Jordan, l'inizio di ogni romanzo della saga riprende esattamente le vicende del romanzo precedente. Anche questa volta, infatti, la regola viene rispettata e Il sentiero dei pugnali ci permette di riprendere esattamente la narrazione delle vicende lette ne La corona di spade.
A parte qualche capitolo o parte di capitolo che fanno eccezione, quest'ottavo volume della lunghissa saga di Robert Jordan, terminata da Brandon Sandreson, porta avanti quattro distinte linee narrative principali.
Una linea narrativa è quella di Perrin, apparentemente in rotta con Rand, che alla guida di un esercito composito avrà il compito di arginare la follia dei Fautori del Drago guidati da Masema e contemporaneamente allearsi con la regina del Ghealdan Alliandre. Con Perrin anche la moglie Faille, Berelain e altri personaggi minori, fra cui alcuni importanti incontrati per strada che è bene non spoilerare.
Altra linea narrativa...

19 luglio 2018

La corona di spade

E siamo a sette. Sette romanzi di questa lunga serie fantasy e da qui scolliniamo verso il quattordicesimo volume.
Si parte questa volta con un lunghissimo prologo che, come spesso accade con Jordan, riprende gli avvenimenti esattamente da dove erano terminati quelli del romanzo precedente. Anzi, per la verità questa volta Jordan fa qualcosa di più, dato che nel prologo de La corona di spade possiamo rileggere gli ultimi avvenimenti de Il Signore del Caos, narrati da un diverso punto di vista. Sono molti, comunque, i personaggi, per lo più avversari, che compaiono in questo lungo prologo.
Come sempre le linee narrative sono plurime. Abbiamo quella di Rand, protagonista principale della serie, ma non scontato protagonista assoluto di ogni albo, che

02 maggio 2018

Il Signore del Caos

Il Signore del Caos è il sesto corposo romanzo della lunghissima saga di Robert Jordan.
Com'è diventato ormai un classico, Jordan inizia questo romanzo esattamente dalla fine del romanzo precedente, questa volta dopo un lungo prologo che riprende o introduce molti personaggi.
Le linee narrative descritte in questo romanzo sono quella di Rand, che si sposta spesso fra Caemlyn e Cairhien, le due città conquistate nel romanzo precedente, quella di Egwene che, pur trovandosi inizialmente con Rand, ha un suo percorso, quella di Elayne e Nynaeve con le altre Aes Sedai di Salidar, quella di Mat, anch'esso inizialmente con Rand e quella del rientrante Perrin, assente nel romanzo precedente. Non mancano alcuni capitoli o parti di capitoli in cui i punti di vista sono di altri personaggi più o meno importanti o, addirittura, di avversari, come i Reietti/Prescelti o Pedron Niall.

31 agosto 2017

I fuochi del cielo

Come accade sempre in questa saga, anche per questo nuovo romanzo, il quinto, la narrazione degli eventi riprende esattamente da dove si era fermata la precedente, anche se in questo caso cambiano le linee narrative. Rimane ovviamente la linea narrativa di Rand che, anzi, in questo romanzo trova parecchio spazio, cosa non scontata nei romanzi precedenti, malgrado Rand sia il protagonista principale. Continuano le vicende del Drago Rinato nel Deserto Aiel. Ora che Rand è diventato il capo degli Aiel, deve imparare a gestirli, oltre che affrontare i ribelli guidati da Couladin. Proprio questi inizieranno a marciare verso le Terre Bagnate, ossia i territori civili come vengono chiamati dagli stessi Aiel.
Se grande spazio viene lasciato finalmente a Rand, va detto che restano un po' in ombra gli altri personaggi ormai noti che lo accompagnano, con l'eccezione di...

10 maggio 2017

L'ascesa dell'ombra

Nel terzo romanzo della saga avevamo lasciato i ragazzi di Emond's Field e tutti gli altri personaggi principali nella Pietra di Tear, la fortezza dell'omonima città, ove Rand aveva dimostrato al mondo di essere il Drago Rinato e aveva impugnato la potentissima spada che non è una spada Callandor. Questo quarto romanzo parte proprio da dove si era fermato il precedente. Abbiamo Rand, il protagonista principale dell'intera saga che, svelata la sua natura al mondo deve decidere cosa fare, i suoi amici Mat e Perrin, anch'essi fondamentali nella lotta contro l'Ombra, che devono scegliere quali strade percorrere e le tre future Aes Sedai, Egwene, Nynaeve ed Elayne, ancora in caccia delle Aes Sedai rinnegate dell'Ajah Nera.
Dopo i primi capitoli di assestamento, partono tre diverse linee narrative che si svilupperanno nel corso dell'intero romanzo. La prima è quella di...

11 gennaio 2017

Il Drago Rinato

Il Drago Rinato è il terzo romanzo della lunghissima saga "La Ruota del Tempo" di Robert Jordan. Dopo il primo romanzo introduttivo e il crescendo de La Grande Caccia, confesso che Jordan è riuscito veramente a spiazzarmi.
Abbiamo letto delle prime avventure dei ragazzi dei Fiumi Gemelli, dove fin da subito abbiamo capito chiaramente che Rand al'Thor sarebbe stato il personaggio principale, nonché, per quasi tutto il primo romanzo, il principale punto di vista di tutte le vicende. Così come abbiamo capito fin da subito che sarebbe stato lui il Drago Rinato.
Poi nel secondo romanzo, piano piano, anche gli altri personaggi iniziano ad acquisire importanza e anche la narrazione si sofferma un po' di più anche su di loro, col punto di vista che spessa cambia. Ma resta evidente che Rand al'Thor è il protagonista assoluto. Per di più alla fine si dichiara come Drago Rinato.

La Grande Caccia

E così eccoci alla Grande Caccia, secondo volume della lunghissima saga della Ruota del Tempo.
Dopo un inquietante prologo in cui numerosi Amici delle Tenebre, fra cui anche alcune Aes Sedai, incontrano Ba’alzamon che, evidentemente, non è morto nel finale del precedente romanzo, la narrazione riprende esattamente da dove si era fermata con l’Occhio del Mondo. La fortezza di Fal Dara ove sono riuniti praticamente tutti i personaggi principali viene attaccata da un gruppo di Trolloc e Myrddraal e Padan Fain in un bagno di sangue riesce a evadere, rubando nel contempo il pugnale di Shadar Logoth cui è legata a doppio filo la vita di Mat e il baule contenente il Corno di Valere. Seguitrà a questo evento un incontro fra l’Amyrlin Seat, la sovrana delle Aes Sedai e Rand, appositamente istruito da Lan, durante il quale Siuan Sanche, in compagnia di Moraine, rivela al ragazzo dei fiumi gemelli la sua natura di Drago Rinato.

09 gennaio 2017

L’Occhio del Mondo

La Ruota del Tempo gira e le Epoche si susseguono, lasciando ricordi che divengono leggenda; la leggenda sbiadisce nel mito; ma anche il mito è ormai dimenticato, quando ritorna l’Epoca che lo vide nascere. In un’Epoca chiamata da alcuni Epoca Terza, ‘un’Epoca ancora a venire, un’Epoca da gran tempo trascorsa’, il vento si alzò nelle Montagne di Nebbia. Il vento non era l’inizio. Non c’è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo. Ma fu comunque un inizio.”
Mi piace sempre rileggere queste poche righe che racchiudono l’epicità dell’immensa opera di Robert Jordan. Opera immensa e sfortunata. Il primo storico libro, appunto “L’Occhio del Mondo”, fu pubblicato nel 1990. Nel marzo 2006, quando era stato pubblicato da poco l’undicesimo romanzo, “La lama dei sogni”, l’autore si ammalò gravemente, amiloidosi cardiaca fu la diagnosi, una malattia che gli avrebbe lasciato appena quattro anni di vita. Jordan, che voleva vincere la sfida con la malattia e terminare anche la sua più grande opera letteraria, dato che gli mancava un solo libro, non si fece abbattere.
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