02 marzo 2026

Stato di Palestina adesso!

 

Alcuni pensano che ci sia un prima del 7 ottobre 2023 e un dopo il 7 ottobre 2023. Cos'è successo in quella data immagino di non dovervelo ricordare.

Ma non è così. Se è vero che l'attacco di Hamas dalla Striscia di Gaza verso i confini meridionali di Israele è stato qualcosa di violento e brutale, è anche vero che non possiamo vedere quell'evento al di fuori di un contesto storico che a quell'evento c'è arrivato in decenni, a partire dell'ormai lontano 1947. Siamo all'interno di una situazione grave e irrisolta che, pur non essendo l'unica al mondo (si veda ad esempio cosa sta accadendo in Sudan nell'indifferenza mondiale) è certamente una delle più simboliche.

Daoud Kuttab, giornalista di fama mondiale e di origine palestinese ne parla in questo saggio con profonda conoscenza. Il saggio Stato di Palestina adesso! è stato scritto anche prima del conflitto (conflitto? Siamo sicuri che questo sia il termine giusto?) successivo al 7 ottobre 2023 ed è stato rivisto e aggiornato, in modo da renderlo coerente con gli ultimi avvenimenti, andando in stampa alla fine del 2025, poco prima della "pace" trumpiana.

Della questione israelo-palestinese se ne parla ovunque, anche con posizioni estreme, molto legate all'appartenenza politica, a volte coi modi da ultrà. Eppure sono convinto che la maggior parte delle persone conoscano molto poco in cosa consista questa questione israelo-palestinese e, soprattutto quali ne siano le radici. Perché mi viene da dire che se la conoscenza fosse un po' meno superficiale, molte posizioni sarebbero ben diverse.

Il saggio di Kuttab ci viene allora in aiuto, perché per la prima parte abbondante ci racconta la storia. Ed è una storia fatta di particolari che forse per alcuni possono essere noti, ma che per molti sono inediti e sono particolari di rilievo, che non possono che portare a fare delle considerazioni. Considerazioni che magari possono far rivedere completamente la propria opinione sulla questione israelo-palestinese.

Certo, si potrebbe dire che Kuttab è di parte. Non c'è dubbio che lo sia, essendo palestinese. Ma è anche vero che la sua narrazione rimane comunque sempre scevra da estremismi. Inevitabilmente di parte, ma si limita a descrivere la storia, anche se è una storia proposta ovviamente da un punto di vista. Poi bisognerebbe anche considerare che le stesse risoluzioni ONU, praticamente ignorate, potrebbero essere di parte, dato che difendono la parte più debole.

In sostanza può un popolo, per soddisfare le proprie esigenze e le proprie ambizioni, cercare di annientarne un altro? È accettabile? Ciò che il popolo ebraico ha subito nella storia può giustificare un ribaltamento delle parti?

Non si tratta però di un saggio fine a sé stesso. Ed è già il titolo a riassumere la tesi di Kuttab. Perché non esiste uno Stato della Palestina? Se esiste un popolo palestinese e questo popolo vive in un determinato territorio o, almeno, continuerà a viverci finché Israele non l'avrà completamente scacciato, perché non può esserci uno Stato di quel popolo?

Israele occupa la Cisgiordania, che è la fetta più grossa della Palestina, dal 1967 e limita la sovranità dell'Autorità Nazionale Palestinese. Con la complicità, peraltro, di molte altre nazioni. E quindi come fa a esistere uno Stato se ce n'è un altro che gli impedisce di esserlo? E, soprattutto, com'è possibile che il resto del mondo lo accetti?

Trovo la narrazione di Kuttab particolarmente onesta Ad esempio affronta la spinosa questione del diritto dei coloni di vivere negli insediamenti illegali. Da sempre Israele ha avuto mire espansionistiche verso la Cisgiordania, in territori che non gli spettavano. E da sempre ha costruito in quei territori occupati degli insediamenti illegali, dove ha trasferito delle persone. E ultimamente lo ha fatto ancora di più. Eppure anche i coloni, che ormai vivono lì, hanno il diritto di starci, che oggettivamente è una tesi un po' difficile da sostenere.

Poi Kuttab dedica una buona parte del libro a sostenere la sua posizione di fondo, che è anche quella che ha dato il titolo al suo saggio: la creazione dello Stato della Palestina. La tesi di Kuttab è quella di due popoli, due stati, tesi che peraltro non impedisce l'altra nota posizione, che prevede l'esistenza di un unico stato in grado di ospitare israeliani e palestinesi. Certo, una posizione, quest'ultima, molto idealista e al momento profondamente lontana dall'essere realizzabile. Per Kuttab è indispensabile dare un riscontro al diritto all'autodeterminazione dei palestinesi. Va ricordato, fra l'altro, che l'Italia fa parte di quei pochi stati che continuano a rifiutare il riconoscimento della Palestina, probabilmente per non rischiare di offendere l'alleato/padrone, gli USA, che in tutto e per tutto sostengono il Governo genocidario di Netanyau. Un Governo che di oppone alla nascita di uno stato di Palestina per il semplice motivo che le persone che ne fanno parte hanno da sempre l'obiettivo di appropriarsi di tutti i territori palestinesi.

Un libro indispensabile per conoscere il presente.

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