lunedì 17 aprile 2017

Lei

Siamo a Los Angeles, in un non ben precisato futuro, nel quale la vita di tutti i giorni è sempre più condizionata dall'informatica, al punto che tutte le persone possono collegarsi al computer di casa con un auricolare e un piccolo dispositivo video. Che poi, considerando che sono fuori casa e sto scrivendo questo post con uno smartphone, quel futuro non deve essere poi così remoto, già oggi andiamo in giro con un computer in tasca.
Il protagonista è Theodore Twombly (Joaquin Phoenix), un uomo solo e romantico, che da un anno è stato lasciato dalla moglie (Rooney Mara), ma non ha ancora voluto firmare il divorzio.
Theodore installa sul suo computer un nuovo sistema operativo dotato di intelligenza artificiale, in grado di assistere l'utente come se fosse un essere vivente, dialogando con lui e capendolo.
Theodore sceglie per il suo sistema operativo una voce femminile e lentamente i due, uomo e macchina, iniziano prima a conoscersi e poi ad amarsi.
Lasciamo stare quanto tutto questo sia realistico o credibile o scientificamente plausibile. Al regista e sceneggiatore, Spike Jonze, tutto questo non interessa. Che poi apparentemente la trama può anche sembrare surreale, ma siamo sicuri che lo sia? La vita che alcune persone vivono oggi sui social network, non ha forse superato la vita reale? Le relazioni umane non si stanno sempre più spostando sulla rete, veicolate da computer, tablet e smartphone?
Comunque quello che la pellicola ci porta a indagare è la natura stessa dell'amore, al punto da chiedersi se per innamorarsi sia necessario avere davanti sé un altro essere umano in carne e ossa o se sia possibile innamorarsi di una voce, come fa Theodore.
Il sistema operativo di Theodore, Samantha, è brillante, dolce, divertente, comprensiva, stimolante e desiderosa di conoscere ed esplorare. E così quello che sembrava impossibile diventa possibile, tanto che Theodore dichiara anche pubblicamente di avere una relazione col suo sistema operativo. Solo l'ex moglie reagisce male, mentre per tutti gli altri questa stranezza viene accettata come una possibilità. La migliore amica del protagonista, Amy (Amy Adams) ha una profonda relazione di amicizia col suo sistema operativo e questi rapporti si stanno diffondendo un po' ovunque. Theodore non è l'unico ad aver iniziato una relazione amorosa col suo sistema operativo. Theodore e Samantha parteciperanno anche a un'uscita a quattro con un collega di Theodore e la sua compagna. Samantha partecipa al gruppo con la voce amplificata e vedendo gli altri tramite una telecamera che fa parte del dispositivo video abitualmente utilizzato da Theodore.
Lei è un film sull'amore che va oltre l'amore, ma è anche un film che ci porta a pensare a quanto nel mondo di Theodore, ma anche nel nostro, ci si sia ormai slegati dalla realtà e alla fine l'amore che nasce fra Theodore e Samantha non sembra nemmeno essere qualcosa di impossibile. Perché è proprio nella dolcezza di Samantha, una macchina, che Theodore riesce e trovare quello che non trova più negli altri esseri umani.
Nella realtà di Lei ormai le relazioni viaggiano solo parzialmente tramite canali reali. Theodore, di lavoro, scrive lettere, spesso d'amore, per conto di altri, per persone che nemmeno conosce. Lui conosce le motivazioni dei clienti, detta al computer le lettere e, al termine, le spedisce. In alcuni casi sono anni che scrive lettere per le stesse persone e capita anche che, in un rapporto epistolare, lui scriva per entrambi! Theodore ha anche rapporti di sesso telefonico, uno durante la pellicola, ma da quello che si capisce non è la prima volta e questo ci descrive ancora di più il personaggio come un soggetto che fatica a provare emozioni tramite rapporti reali. Per la verità, su insistenza di Amy e anche di Samantha, prima che inizi la loro relazione amorosa, Theodore partecipa anche a un incontro al buio con una conoscente di Amy, Amelia (la bellissima Olivia Wilde), ma, malgrado la serata parta nei migliori dei modi, tutto si ferma a causa di Theodore, che non è pronto a intraprendere una vera relazione.
A volte viene da chiedersi se non vorremo essere al posto di Theodore. Se quel rapporto con Samantha, con quella voce incorporea, non via più appagante di una realtà difficile e distante e se non sia più semplice rifugiarsi in quella dimensione virtuale nella quale si sta rifugiando il protagonista (però, dai, Olivia Wilde non se la doveva lasciar scappare. Sarà che io non sono abbastanza virtuale...). Dimensione virtuale che poi sfocia a sua volta nella realtà, dato che Theodore a un certo punto dichiara a tutti di avere un rapporto con un sistema operativo. Una relazione virtuale che diventa reale, pur rimanendo nel suo stato incorporeo. Perché probabilmente è l'amore, in quanto sentimento, a essere incorporeo.
Lei è un film che ha ormai qualche anno, ma è sicuramente da recuperare.

2 commenti:

  1. Uno dei film d'amore più delicati, intensi e belli degli ultimi anni: a me aveva riportato alla mente il periodo d'oro di Wong Kar Wai. Più che promosso.

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    1. Ti confesso che Wong Kar Wai lo conosco poco. Dovrò recuperarne qualche pellicola. Con calma.
      Consigli?

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