mercoledì 19 febbraio 2020

Dracula Untold

Se lo sarà immaginato Bram Stoker, quando inventò il personaggio di Dracula, che in futuro la sua idea sarebbe diventata oggetto di infinite rivisitazioni? E Vlad III di Valacchia, il personaggio storico realmente esistito, avrà mai pensato che avrebbe dato origine a un mito sempreverde ispirato alla sua persona?
Bram Stoker non ha inventato il mito del vampiro, mito presente in molte culture popolari sparse per il mondo e particolarmente presente nell'Europa dell'est, ma anche nel Mediterraneo, sopratutto in Grecia (si veda l'ottimo e documentatissimo volume Prima di Dracula. Archeologia del vampiro di Tommaso Braccini) e non è nemmeno stato il primo scrittore ad averne narrato le gesta (Dracula è del 1897, mentre Il vampiro di John Polidori è del 1819, scritto per gioco in una gara fra scrittori durante la quale Mary Shelley scrisse Frankestein, tratto da alcuni brani di Lord Byron e ispirato alla stessa vita dell'avventuroso poeta inglese, al quale fu inizialmente attribuito).

domenica 16 febbraio 2020

Presagi di tempesta


Quando Robert Jordan, l'autore della saga de La Ruota del Tempo, morì prematuramente nel settembre del 2007, lasciò nello sconforto tutti i suoi fan disseminati in tutto il pianeta. Oltre al dolore umano per la perdita, si univa il timore di non poter mai leggere la fine di questa lunga e bellissima saga fantasy, iniziata dal compianto Robert nel 1990 e giunta al volume numero 11 nel 2005. Mancava un solo romanzo alla conclusione quando nel 2006 Jordan dichiarò che gli era stata diagnosticata una rara malattia cardiaca che lo avrebbe portato in poco tempo alla morte. I medici gli diedero non più di quattro anni di vita, ma lo sfortunato scrittore di Charleston morì l'anno successivo, dopo aver iniziato una terapia sperimentale. Per la verità in Italia, come in altri stati del mondo, le pubblicazioni erano ancora in ritardo e ai tempi uscì Il sentiero dei pugnali, ottavo capitolo della serie.

lunedì 10 febbraio 2020

Il mio amico Nanuk

Il mio amico Nanuk è una pellicola del 2014, di produzione italo-canadese. Alla regia il canadese Roger Spottiswoode, autore di numerosi film, tra cui anche i noti Il senso giorno con Arnold Schwarzenegger e Il domani non muore mai della serie 007 con Pierce Brosnan e il documentarista italiano Brando Quilici, autore anche del soggetto.
Un po' di trama.
Siamo in Canada, in prossimità del Circolo Polare Artico, in una cittadina dove vive il tredicenne Luke. La madre, Madison, è una ricercatrice, che spesso si deve allontanare dal figlio per lavoro, mentre il padre è morto anni prima nel corso di una spedizione.

mercoledì 5 febbraio 2020

Maze runner: la rivelazione


Questo blog non era morto, tranquillizzo i milioni di utenti che lo seguono assiduamente. È che, semplicemente, quanto si fanno le cose a tempo perso e il tempo non c'è, non si riesce a fare nulla.
È così mi capita, ahimè, di celebrare la ripresa dei post con una pellicola che rientra nel recente filone della cinematografia cosiddetta young adult, per lo più tratta da romanzi del medesimo genere. Un genere che, tutto sommato, mi piace poco, ma che, avendo un figlio preadolescente, non posso ignorare.
Se devo essere sincero la trilogia di Maze runner, fra tutta questa paccottiglia young adult, è senza dubbio quella che mi è piaciuta di più.
Il primo film, Maze runner: il labirinto era stato quello più originale.

mercoledì 20 novembre 2019

Noi siamo infinito


Noi siamo infinito di Stepehn Chbosky sembra una delle tante pellicole sull'adolescenza, sull'amicizia e sui primi amori. E in effetti per buona parte del film è proprio questo. Ben fatto, ma pur sempre un film di quel genere lì.
Ma c'è qualcosa.
Perché Chbosky non ce la racconta tutta.
Almeno, ce la racconta, ma è abile a non svelare tutte le sue carte e lasciare quasi sullo sfondo quello che invece sarà l'elemento fondante della trama e che verrà svelato praticamente solo alla fine.
E quindi?
Descriviamola un po' quella trama, senza svelare nulla.

N. 1 - I ribelli dell'Erondar

Dopo un lunghissimo mese di attesa, è arrivato in edicola questo attesissimo nuovo numero 1 della rinnovata serie Dragonero il ribelle.
Sì, perché come è stato confermato anche dagli autori, la testata è stata oggetto di un vero e proprio reboot, con tanto di variazione del titolo, della numerazione che appunto riparte da 1 e addirittura dell'ormai storico copertinista. Il tutto ovviamente affiancato da una variazione dell'ambientazione non da poco.
Come ormai avevamo capito dall'albo scorso, l'intera serie è stata rivista, senza però stravolgerla totalmente. Si tratta infatti di un reboot perfettamente in continuity.
Ma un po' di trama la vogliamo mettere o no?

mercoledì 13 novembre 2019

L'amica mortale - Dampyr n. 236

Ecco qua, dopo la lunghissima macrolinea narrativa dei Grandi Antichi, macrolinea che ha diviso i lettori (a me è piaciuta molto), Dampyr torna a sfornare un albo ultra classico.
Protagonista è Ann Jurging, che abbiamo visto anche nel numero scorso.
La nostra ultrapotente veggente si trova a rivivere un episodio del suo triste passato. Un episodio, però, che sembra tornato prepotentemente nel presente e che sembra destinato a lasciare una scia di sangue. Se da un lato, infatti, Ann ricorda quando si trovò a vivere prigioniera della strega Helena Morkov, dall'altro atroci rituali si stanno svolgendo un Germania: un gruppo di giovani ballerine di danza classica, infatti, sembrano cibarsi dei propri innamorati all'interno di un rito sanguinolento.