lunedì 10 luglio 2017

Personal shopper

Come a volte guardare un film significhi scoprire un mondo nuovo.
Sinceramente pensavo che il personal shopper fosse una trovata di Olivier Assayas, regista e sceneggiatore francese di questa pellicola e invece ho scoperto che questa figura "professionale" esiste veramente! Bastava guardare in Wikipedia, non è che ci volesse molto, ma quando un mondo è ignoto, non si sa nemmeno come muoversi.
Il personal shopper è un consulente d'acquisto che aiuta altre persone a fare i propri acquisti per lo più costosi, fino al caso estremo in cui si sostituisce direttamente all'acquirente, perché questi non ha tempo per farlo. Sembra surreale, ma è tutto reale.
Fare un film sulla vita e sull'attività di un personal shopper può anche essere un'idea interessante e per interpretare la pellicola Olivier Assayas ha richiamato Kristen Stewart, già fra i protagonisti della sua precedente opera, Sils Maria. Solo che...
Solo che Personal shopper non è un film dedicato alla vita e all'attività di un personal shopper! Cioè sì, la protagonista svolge questa bizzarra attività e la trama è in parte incentrata su questo lavoro o, piuttosto, sui risvolti, ma il nocciolo è un altro.
Andiamo con la trama, senza spoiler, ma poi qualche spoiler mi scapperà. Prometto di avvisare prima.
Maureen è una ragazza americana che vive a Parigi e lavora come personal shopper di Kyra (Nora von Waldstätten), una modella, conduttrice o altro, una celebrità insomma. Kyra ordina genericamente vestiti, scarpe e gioielli da migliaria di Euro e Maureen li sceglie, effettua i pagamenti e li porta a Kyra. I rapporti fra le due sono quasi inesistenti, si scambiano qualche messaggio, si sentono a volte al telefono e nell'unica occasione in cui si vedono in tutto il film, Kyra non ha tempo per parlare con la sua personal shopper. Maureen interseca la vita di Kyra quasi senza toccarla. Sceglie e suoi vestiti come se fosse al suo posto, ma non li indossa. Vive ai margini del suo mondo.
A fianco di questa "meravigliosa" trama ne abbiamo un'altra. Maureen è una medium. Cioè pensa di esserlo, ma non ne è del tutto sicura. Anzi, lo pensava suo fratello gemello Lewis, anch'egli medium, morto a causa di una malformazione cardiaca.
E, infatti, Maureen non vive a Parigi per il fascino della città o perché sia innamorata del suo lavoro (anzi, odia Kyra) e tutto ciò che rientra nella sua attività sembra non entusiasmarla, ma perché, trascorrendo le notti nella casa in cui è morto il fratello, spera di percepirne la presenza.
E così una trama di suo bizzarra si sviluppa su un campo completamente diverso.
Abbiamo due percorsi, uno che riguarda la vita di Maureen come personal shopper, che la porterà anche a nascere come donna. Maureen veste sempre con jeans, scarpe da ginnastica e maglioni ed è l'opposto di Kyra, ma.... SPOILER (meglio fermarsi qui, se non si è visto il film)... ma in realtà desidera e nello stesso tempo teme ciò che le è proibito, indossare gli abiti eleganti, costosi e spesso provocanti di Kyra. Ovviamente durante la pellicola lo farà e farà sbocciare la sua femminilità, nascosta, fino a quel momento, da un aspetto quasi asessuato.
L'altro percorso è quello della ricerca del segnale dell'esistenza dello spirito del fratello morto. Scopriamo una Maureen emancipata e matura, ma che non ha ancora metabolizzato la morte del gemello e che "non lo vuole lasciar andare". Qui abbiamo anche alcune buone scene thriller, ma si vede che la mano del regista è abituata ad altro. Appena a metà del primo tempo (l'ho detto che ci sono degli SPOILER?) Maureen ha un contatto con uno spirito. Dopo il contatto si trova coinvolta in uno scambio di messaggi via Whatsapp (o qualche altra applicazione per smartphone) con uno sconosciuto che potrebbe essere lo stesso spirito incontrato (che a sua volta potrebbe essere il fratello Lewis). Anche questo è uno spunto interessante. Questo sconosciuto perseguita Maureen, la quale ha paura, ma allo stesso tempo sta al gioco, anche perché ha sempre il sospetto che possa trattarsi dello spirito (poi come riesca ad avere un telefono e inviare dei messaggi, Assayas ce lo deve spiegare...). Tra l'altro questa parte, durante la quale l'immagine ricorrente è lo schermo dello smartphone di Maureen con le sue dita che digitano, si protrae per oltre metà del primo tempo, al punto che durante la visione ci si chiede se non sia eccessiva.
Smartphone, computer e Internet in generale (altro spunto) sono al centro della vita di Maureen che conduce un'esistenza solitaria, ma perennemente connessa, per chattare, per videochiamare il suo ragazzo in missione di lavoro in un paese arabo, per cercare improbabili video su Youtube che riguardano una pittrice medium nordica (trama morta) o la ricostruzione delle sedute spiritiche di Victor Hugo.
Ma alla fine cosa diciamo di questo film?
Difficile dare un giudizio. Forse un critico esperto di cinema potrebbe fare un'analisi molto più puntuale della mia, ma l'impressione è che ci si trovi davanti a una trama scritta mettendo insieme numerose buone idee, ma che non necessariamente dovevano finire nella stessa storia, con qualche buco logico a condire il tutto che lascia piuttosto perplessi e mina la tenuta dell'intera costruzione. Il film tocca più generi e più temi, ma per ciascuno di questi sembra non fare abbastanza per arrivare a essere valido. Non è abbastanza thiller, non è abbastanza ghost story, non è abbastanza una pellicola psicologica sulla figura del personal shopper, non è abbastanza tante altre cose, quindi alla fine ci si chiede cosa sia!
Una menzione d'onore per Kristen Stewart, il cui personaggio Maureen è la protagonista assoluta dell'intera pellicola, tanto che tutti gli altri personaggi sono al massimo poco più che comparse. La conoscevo più che altro per fama. Credo di aver visto ben poche pellicole con lei protagonista. Panic Room (ma aveva 12 anni), Into the wild (la parte è minima) e Biancaneve e il cacciatore. So che ha ricevuto parecchie candidature per i Razzie Awards, il premio per le peggiori prestazioni cinematografiche dell'anno, assegnato prima degli Oscar, dovute tutte alla saga Twilight. Nel 2013 riuscì ad aggiudicarsi, nella stessa edizione, ben due premi come peggior attrice protagonista, per uno dei film della serie di Twilight e per Biancaneve e il cacciatore.
Diciamo che ero prevenuto, invece Personal shopper mi ha fatto capire che alla fine se vuole e se è ben diretta, Kristen Stewart sa pure recitare, anche se spesso ha la faccia di chi ha un terribile mal di pancia. Al netto dei buchi logici, ma quelli non sono colpa sua.

Ma se siete arrivati a leggere fino a questo punto i miei deliri, magari vorrete anche sapere l'ipotesi di spiegazione finale.

ECCO, QUESTO E' UN VERO E CLAMOROSO SPOILER (sempre che io ci abbia preso)!!!

In sé il fatto che un film sia difficile da capire o che, addirittura, non si riesca a capire, mi affascina. Qui, però, sembra spesso che il non far capire lo spettatore sia il reale fine ultimo del regista/sceneggiatore e i buchi logici non aiutano. Non si capisce chi abbia ucciso Kyra. Non si capisce chi sia il fantasma che Maureen percepisce. Non si capice chi o cosa ci sia nell'appartamento di Kyra dopo l'omicidio. Non si capisce chi sia esattamente a inviare i messaggi a Maureen (anche se qui i sospetti sono fondati). Non si capisce chi sia il fantasma che passa dietro a Maureen a casa dell'ex compagna di Lewis, Lara (Sigrid Bouaziz), anche se questo sembra essere veramente Lewis. Non si capisce di chi sia il fantasma che nelle ultime scene fa cadere il bicchiere. Insomma, non si capisce nulla.
Circola in Internet una possibile interpretazione del finale che pare sia stata non dico confermata, ma nemmeno negata dallo stesso Assayas. Quindi, lo ammetto, non è farina del mio sacco.


Quando Maureen va nella stanza dell'albergo invitata dal misterioso stalker che la perseguita via Whatsapp, vede qualcuno o qualcosa, poi la scena cambia all'improvviso. Ora, abbiamo qualche elemento per supporre che lo stalker sia Ingo (Lars Eidinger), il quale aveva una sorta di relazione con Kyra. Quando Maureen cambia la tessera del telefono, non riceve più messaggi. Quindi lo stalker non è un fantasma tecnologico! Lo stesso Ingo potrebbe essere l'assassino di Kyra e la persona che Maureen vede nella stanza d'albergo.
Dopo questa scena non inquadrata "vediamo" una presenza invisibile che esce dalla stanza (curioso che il fantasma comunque debba aprire la porta dell'ascensore e debba utilizzare lo stesso ascensore per scendere al piano terra e il suo passaggio faccia funzionale le fotocellule delle porte automatiche dell'ingresso dell'albergo...). Subito dopo esce Ingo. Maureen la vediamo solo dopo diverse scene compiere quel viaggio per raggiungere il fidanzato (ma poi non lo incontra).
E se il fantasma che esce dalla stanza fosse Maureen, uccisa da Ingo? E se anche il fantasma visto da Maureen nella casa di Lewis, dato che era una donna (che non si è mai capito che cazzo c'entrasse col resto del film), fosse la stessa Maureen? Magari i fantasmi devono aprire le porte e usare gli ascensori, ma possono viaggiare nel tempo.
Non sono sicuro che questa spiegazione regga fino in fondo, anche perché poi ci sono altri elementi che vanno in altre direzioni (il fantasma a casa di Lara sembra essere veramente Lewis. A casa di Kyra dopo l'omicidio sembra esserci veramente una presenza soprannaturale. Nelle ultime scene chi è che muove quel cavolo di bicchiere? I fantasmi non si vedono fra di loro?) e forse dovrei rivedere le ultime scene (tutte le persone che incontra sono sconosciuti, ma mi sembra di ricordare che Maureen parli con Lara prima di partire e questo sarebbe fuori luogo), però questa spiegazione risolleverebbe l'intero film.
Resta però il dubbio che Assayas, sentendo questa spiegazione, stupito, abbia finalmente trovato una chiave interpretativa del suo stesso film e non l'abbia negata, solamente perché non c'era arrivato nemmeno lui...
Ma sono cattivo...

2 commenti:

  1. Ho trovato il film totalmente slegato, ma kristen steward comunque brava.

    RispondiElimina
  2. Sì, hai ragione, forse la parola "slegato" è quella che descrive meglio questo film. Sembra quasi che Assayas abbia raccolto un po' di idee che aveva, senza costruirci sopra una vera e propria trama completa.
    Kristen Stewart però mi ha stupito. Perfettamente nella parte.
    Ma del finale che mi dici?

    RispondiElimina