venerdì 13 gennaio 2017

Monsters

Credo che questa pellicola del 2010 scritta e diretta dal regista inglese Gareth Edwards, che che si è occupato anche della scenografia, della fotografia e degli effetti visivi, sia il film di fantascienza più insolito che abbia mai visto.
Cos'è accaduto prima del film ed ha generato l'ambientazione che vediamo nella pellicola ci viene descritto da poche righe verdi su schermo nero iniziali. In pratica, senza tante spiegazioni, scopriamo che la NASA ha trovato le prove dell'esistenza della vita nella spazio ed ha inviato una sonda in esplorazione. Sei anni prima la sonda spaziale di ritorno sulla Terra si è schiantata in Messico, vicino al confine con gli Stati Uniti. Da allora hanno iniziato a verificarsi strani eventi, con la comparsa di nuove forme di vita sul nostro pianeta e gli eserciti americano e messicano che tentano di arginarle.
Dopo un prologo di cui dirò alla fine, il film inizia con Andrew Kaulder, un giovane fotoreporter americano che si trova in Messico nella zona a sud dell'area in cui si sono diffuse le forme di vita aliene. Andrew viene incaricato dal suo datore di lavoro di scortare la figlia, Samantha Wynden, che è appena stata vittima di un incidente, fino negli Stati Uniti.
Andrew vorrebbe rimanere in Messico, per poter fare uno scoop fotografico inquadrando gli alieni, ma è costretto a obbedire, seppur di controvoglia, al titolare.

Nel prologo, invece, che è fra l'antefatto e questo strano inizio, vediamo dei soldati americani che, di notte, chiamati in soccorso da alcuni civili, vengono prima attaccati da un gigantesco alieno tentacolare, che causa feriti sia fra i soldati, sia fra i civili e poi lo distruggono grazie all'intervento dell'aviazione.
Ora, fra antefatto, prologo e inizio, uno spettatore medio, amante dei film di fantascienza, si aspetta una pellicola di un certo tipo. Ci poteva stare un film di guerra fra umani e alieni. Ci poteva stare una fuga continua dei due protagonisti. Ci poteva stare una forte sferzata sull'horror. Tutte queste classiche trame e anche altre potevano essere il seguito di questi primi minuti.
E invece Monsters non è niente di tutto questo. Anzi, è molto lontano da quello che si aspetta.
Perchè uno si aspetta, da un momento all'altro, che ci siano attacchi alieni, sparatorie, azione, violenza. E, a essere sinceri, anche il tralier, che è stato fatto in modo furbo, fa pensare a questo tipo di film.
E invece tutto questo non succede. Qualche momento di tensione c'è, ma sono tutto sommato momenti limitati nel film.
Succede che i minuti trascorrono, ma l'azione non arriva.
Succede che iniziamo a conoscere Andrew e Samantha, due giovani tutto sommato normali, con i loro problemi. Andrew ha un figlio, ma in pratica non lo conosce e solo ogni tanto riesce a parlargli al telefono. Samantha ha un fidanzato, ma le cose non devono andare troppo bene fra loro, dato che non si decide a chiamarlo. E intanto l'azione non arriva.
Succede che vediamo un territorio distrutto dall'invasione aliena, ma potrebbe anche essere un territorio distrutto da una qualsiasi guerra e vediamo anche come l'umanità si comporta in simili situazioni. E l'azione non arriva.
Succedere che ci accorgiamo che gli alieni, per quanto mostruosi, letali, molto diversi da noi e, per forza di cosa, antagonisti nel film, non sono poi necessariamente i cattivi. Mica sono venuti sulla Terra di loro volontà per conquistarla! Sono arrivati per caso, trasportati dagli stessi umani. E l'azione non arriva.
Succede che ci si ritrova a riflettere sull'immigrazione, su ciò che spinge le persone a migrare e alle difficoltà che incontrano i migranti. E l'azione non arriva.
Succede che iniziamo a pensare al significato dei muri e alla loro effettiva utilità (guarda caso il neopresidente americano Trump ha parlato in campagna elettorale di un surreale muro per separare i ricchi Stati Uniti dal Messico e dal restante sud del continente. Che Gareth Edwards sia riuscito a prevedere il futuro? Ma intento l'azione non arriva.
Succede che il rapporto fra i due protagonisti inizia a evolvere, fra l'altro nella direzione più ovvia, ma entrambi hanno altro a cui pensare. E intanto ci si rente conto che il film ormai sta finendo e se l'azione non è arrivata, non arriverà più, perché non era quello l'oggetto del film.
Ecco perché Monsters è un film che inganna. Perché ce la mette tutta, e ci riesce, per farci credere che si tratti di un film di un certo tipo e, invece, è tutt'altra cosa. E l'inganno non si limita alle fasi iniziali, perché Gareth Edwards continua a convincerci anche durante la proiezione che il film sia una cosa diversa da quello che è. E continua a riuscirci bene.
Ma Gareth Edwards, che prima di Monsters aveva diretto solamente un cortometraggio un paio di anni prima, è uno che ha talento e anche quella storia che non è quella che vuole farci pensare che sia, gli riesce veramente bene. Perché alla fine i due protagonisti iniziano a piacerci veramente e iniziamo anche a sperare che finiscano prima o poi insieme. In un normale film sarebbero finiti realmente insieme e anche presto. Ma con Gareth Edwards non è così. Perché quello è l'oggetto del film e il regista vuole giocare con lo spettatore fino all'ultimo.
Ma gli elogi per Edwards non finiscono qui.
Il regista ha utilizzato un budget ridicolo, praticamente inesistente: 500.000$!!!. La maggior parte dei registi, con una cifra simile, avrebbe prodotto poco più di un videoclip. Qualcuno nemmeno quello! E, invece, Edwards tira fuori un film intero di un'ora e mezza. Un film che alla fine si basa quasi esclusivamente sulla recitazione di due soli attori (fra l'altro sposati nella realtà), Scoot McNairy, che prima di allora aveva recitato solo in poche pellicole, spesso non da protagonista e qualche serie TV e la moglie, Whitney Able, ancora meno conosciuta. Due attori che, però, diretti magistralmente fanno un attimo lavoro. Fra l'altro va detto che del film non è mai stata scritta una vera e propria sceneggiatura, forse per mancanza di fondi o, anche, per il desiderio di sperimentare del regista, ma sono state solamente descritte le scene, senza i dialoghi, lasciando a McNairy e alla Able la libertà di improvvisare le battute. La maggior parte delle scene sono state girate con solo 7 persone in tutto (i due attori, il regista, qualche tecnico e l'autista del furgone) e tutti gli effetti visivi sono stati realizzati dallo stesso Edwards con il proprio computer.
Il film mi ha spiazzato e sul momento mi ha anche un po' deluso (perché volevo l'azione e le battaglie con gli alieni), ma come non si fa a non amare un regista e un film del genere?
Ma poi Edwards che fine ha fatto?
Quattro anni dopo si è cimentato col reboot di Godzilla, film che è stato un successo al botteghino e ha raccolto critiche positive e, soprattuto, nel 2016 ha diretto il primo spin off del nuovo Guerre Stellari, Rogue One, film che, pur raccontando una storia che gli spettatori fondamentalmente conoscono già, si rivela anch'esso un ottimo prodotto e, per quel che mi riguarda, surclassa in maniera umiliante l'Episodio VII.
Nel frattempo, mentre Edwards era impegnato nella realizzazione dello spin off di Guerre Stellari, è stato prodotto il seguito di Monsers, che ha voluto riprendere i temi e lo stile del precedente, fallendo però l'obiettivo.

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