Peccato che la pubblicazione sia stata così difficile, perché il lavoro dei due scrittori canadesi è veramente ciclopico e dettagliato e le loro saghe esplorano a fondo il complessissimo mondo che hanno creato. Ricordo, infatti, che oltre a Il Libro Malazan dei Caduti di Erikson (dieci romanzi, tutti tradotti in Italia) e alle Storie dell'Impero Malazan di Esslemont (due romanzi tradotti, sei in totale), ci sono anche la Trilogia di Kharkanas (non ancora tradotti e il cui terzo e ultimo romanzo, annunciato dal 2017, non è ancora stato scritto) e la Trilogia del Testimone (ferma purtroppo al primo capitolo dal 2021) sempre di Erikson e la saga Path to Ascendancy di Esslemont (giunta al quarto volume, ma ancora inedita in Italia).
27 giugno 2025
Ritorno della Guardia Cremisi
Peccato che la pubblicazione sia stata così difficile, perché il lavoro dei due scrittori canadesi è veramente ciclopico e dettagliato e le loro saghe esplorano a fondo il complessissimo mondo che hanno creato. Ricordo, infatti, che oltre a Il Libro Malazan dei Caduti di Erikson (dieci romanzi, tutti tradotti in Italia) e alle Storie dell'Impero Malazan di Esslemont (due romanzi tradotti, sei in totale), ci sono anche la Trilogia di Kharkanas (non ancora tradotti e il cui terzo e ultimo romanzo, annunciato dal 2017, non è ancora stato scritto) e la Trilogia del Testimone (ferma purtroppo al primo capitolo dal 2021) sempre di Erikson e la saga Path to Ascendancy di Esslemont (giunta al quarto volume, ma ancora inedita in Italia).
17 luglio 2023
Notte dei coltelli
Era il lontano 1982 quando l'archeologo e antropologo Steve Rune Lundin, poi noto col nome d'arte di Steven Erikson e l'amico Ian Cameron Esslemont archeologo pure lui iniziarono a elaborare un'ambientazione fantasy per giochi di ruolo. Ai tempi avevano rispettivamente 23 e 20 anni. Dopo 4 anni l'ambientazione era diventata sempre più ampia e articolata e i due futuri scrittori avevano provato a ricavarci una sceneggiatura per un ipotetico film, che chiamarono I giardini della Luna. Tuttavia chi poteva essere interessato a una sceneggiatura del genere edita da due perfetti sconosciuti? E infatti il tentativo fallì. Ma questo non arrestò l'elaborazione dell'ambientazione e non fermò le ambizioni dei due aspiranti scrittori che, anzi, decisero di iniziare a scrivere ciascuno una serie di romanzi ambientata nel complesso mondo che avevano inventato.
Il più veloce dei due a pubblicare il primo romanzo fu certamente Erikson che nei primi anni '90, basandosi sulla stessa bozza di sceneggiatura, scrisse I giardini della Luna, primo romanzo della sua serie che poi chiamerà The Malazan Book of the Fallen, Il Libro Malazan dei Caduti. Ma siamo ancora agli albori di quello che sarebbe successo, perché Erikson riuscì a far pubblicare il suo libro solamente nel 1999.
20 gennaio 2023
Il dio indifferente
Dopo la lettura dei dieci tomi del Libro Malazan dei Caduti (e nel mio caso, come per molti altri lettori, dopo la rilettura), molti si sono chiesti cos'avrebbero letto. Anche perché non sono tantissime le saghe fantasy veramente valide e, per lo più, chi ha amato questa saga, le altre in genere le aveva già lette tutte.
Ecco che i fan di Erikson sono stati accontetati con questo primo volume della trilogia del Testimone. Per la verità tutti avremmo voluto leggere la Trilogia di Kharkanas, che racconta le vicende dei Tiste nel passato, trilogia già scritta dall'autore (l'ultimo volume è in via di ultimazione) oppure la saga di Ian C. Esslemont, le Storie dell'Impero Malazan, più o meno parallele e concatenate con quelle di Erikson, ma l'Armenia ha pensato di proseguire diversamente con le traduzioni. Per fortuna per la saga di Esslemont ci ha pensato la Fanucci e la farà uscire in Italia a breve, mentre per Kharkanas chissà...
07 marzo 2017
Il Dio Storpio
Si tratta di una chiusura col botto, senza dubbio, con le tre macrolinee narrative e le loro innumerevoli trame e sottotrame, almeno la maggior parte, che convergono nel gran finale, dove assistiamo a epiche battaglie e al tanto atteso risveglio del Dio Storpio.
Ne è valsa la pena?
Per rispondere a questa domanda basta dire che il Libro Malazan dei Caduti è (per me, s'intende!) la miglior saga fantasy di sempre. Una saga che ha donato ai lettori un nuovo, originale e unico mondo fantasy con razze, popoli, continenti, culture tanto aprofonditi e curati da sembrare reali.
11 gennaio 2017
La polvere dei sogni
Ma se il lettore si aspetta di trovare le varie macrotrame che si vanno a fondere nel gran finale, ancora una volta Erikson riesce a stupirlo. Certo, le macrotrame ci sono e la superconvergenza inizia ad arrivare, ma Erikson si mantiene e inserisce nuove sottotrame, come quella del Serpente, una lunga carovana di bambini che fugge nel deserto delle terre dolate del continente di Lether, inseguiti da… non si sa cosa.
I Segugi dell’Ombra
Parlare della trama non è semplice, senza incorrere, in questo caso, in spoiler clamorosi. Siamo tornati nel continente di Genabackis, nel quale vediamo come tutto si sta evolvendo dalla caduta del Dominio di Pannion. Leggiamo di Anomander Rake, il sovrano dei Tiste Andii, dall’animo irrequieto e come in attesa di qualcosa di tragico che deve avvenire.
Venti di morte
Con questo romanzo, che unisce la seconda linea narrativa (La Dimora Fantasma, La Casa delle Catene, I Cacciatori di Ossa) con la terza (Maree di Mezzanotte) inizia definitivamente la convergenza finale. Venti di Morte è un romanzo sostanzialmente diviso in due parti. Nella prima parte vediamo cos’è diventato l’Impero Letherii dopo la conquista dei Tiste Edur e nella seconda parte… arrivano i Cacciatori di Ossa Malazan…
La conquista dell’Impero da parte degli Edur non ha prodotto i risultati voluti, perché se la guerra è stata militarmente vinta dai Tiste seguaci di Padre Ombra, in realtà l’Impero Letherii è rimasto quello di sempre. Sono solo cambiati i vertici. Ora sul trono siede un Edur, l’ormai pazzo Rhulad Sengar, l’Imperatore dalle Mille Morti, colui che impugna la spada del Dio Storpio e grazie al Dio Storpio è ritornato dalla morte.
I Cacciatori di Ossa
Chi sono i Cacciatori di Ossa? Sono un esercito dell’Impero Malazan. E già questo sarebbe abbastanza per renderli, all’interno di questa saga, temibili. “Cosa rende tanto pericoloso un soldato Malazan? Il fatto che gli sia concesso di pensare”. Così ci spiegava Duiker nella Dimora Fantasma. I Cacciatori di Ossa sono quell’esercito formato per lo più da reclute, ma anche da qualche veterano che, al comando dell’Aggiunto Tavore Paran, l’Impero Malazan invia sul Continente di Sette Città in risposta alla ribellione letta nel secondo romanzo della saga.
Maree di mezzanotte
Ma andiamo a un breve riassunto della trama. Il continente è quello di Lether che si trova sostanzialente dalla parte opporta del pianeta in cui si svolgono le vicende della saga lette fino ad ora. La maggior parte degli eventi di questo romanzo riguardano l’Impero, umano, di Lether e le tribù dei Tiste Edur, razza molto simile a quella dei Tiste Andii conosciuta nei romanzi precedenti, ma, a differenza di questa, legata all’ombra anziché all’oscurità. L’unico personaggio noto che troviamo in questo romanzo è il Tiste Edur Trull Sengar, che avevamo conosciuto nella Casa delle Catene. In effetti la Casa delle Catene termina con Trull che inizia a raccontare la sua storia al T’lan Imass Onrack e quindi Maree di Mezzanotte potrebbe essere visto come il racconto di Trull, anche se solo una piccola parte del romanzo è dal suo punto di vista.
La Casa delle Catene
09 gennaio 2017
Memorie di ghiaccio
Dopo esserci spostati nel nuovo continente di Sette Città, la narrazione abbandona tutti i nuovi personaggi e ritorna a seguire le vicende della prima macrolinea narrativa che si stava svolgendo sul continente di Genabackis. E così rivediamo personaggi del calibro di Anomander Rake, Wiskeyjack e ciò che resta degli Arsori di Ponti, Ganoes Paran, Kruppe e tanti altri. Erikson, però, come suo stile, non perde tempo in cose inutili. Ci aveva lasciato col pirotecnico, ma anche un po’ confuso, finale del primo romanzo, con quello che doveva l’assedio di Darujhistan che sostanzialmente fallisce, il Tiranno Jaghut Raest che ritorna, la nascita di un Azath (qualsiasi cosa sia…), demoni che scorrazzano per la città e scontri finali.
Memorie di Ghiaccio non riparte dalla fine dei Giardini della Luna, ma fa un salto avanti. I soldati Malazan (traditi o no dall’imperatrice? Traditi o no dal potente mago Tayschrenn?) hanno messo in piedi una fragile alleanza con la resistenza di Genabackis, resistenza che già conteneva al suo interno fazioni non proprio in pace fra loro, per affrontare un nemico comune e misterioso, proveniente dai poco conosciuti territori del sud, l’abominevole Dominio di Pannion. Un regno folle, al seguito di una oscura figura, che si espande divorando (letteralmente…) tutto ciò che incontra.
La Dimora Fantasma
Con il primo romanzo abbiamo iniziato a conoscere una serie piuttosto ampia di personaggi e ci siamo addentrati in una storia complessa, con un assedio a due città del continente di Genabackis. Ma ora Erikson ci mette subito in difficoltà. La Dimora Fantasma si svolge cronologicamente subito dopo al romanzo precedente, ma qui siamo in un altro continente, con una linea narrativa completamente diversa e tantissimi personaggi nuovi. Dei personaggi conosciuti nei Giardini della Luna, solo Kalam, Crokus, Apsalar e il Violinista (Fiddler nella vecchia edizione) ci accompagnano in questa nuova avventura.
I Giardini della Luna
Erikson, con questo primo di dieci volumi della saga inizia a delineare un’ambientazione molto complessa, vasta e curata. S’intravvedono continenti, stati, razze originali (niente elfi, nani e orchi) popoli, usi e costumi.













