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27 giugno 2025

Ritorno della Guardia Cremisi


 
Sembra che a differenza della saga di Erikson, Il libro Malazan dei Caduti, trattato male da Armenia, casa editrice che poi è fallita prima della fine della pubblicazione e che, una volta ricostituita, è finalmente riuscita a portare in stampa tutti volumi (non senza fatiche), la saga di Esslemont, Storie dell'Impero Malazan, passata a Fanucci Editore abbia un po' più di fortuna.

Peccato che la pubblicazione sia stata così difficile, perché il lavoro dei due scrittori canadesi è veramente ciclopico e dettagliato e le loro saghe esplorano a fondo il complessissimo mondo che hanno creato. Ricordo, infatti, che oltre a Il Libro Malazan dei Caduti di Erikson (dieci romanzi, tutti tradotti in Italia) e alle Storie dell'Impero Malazan di Esslemont (due romanzi tradotti, sei in totale), ci sono anche la Trilogia di Kharkanas (non ancora tradotti e il cui terzo e ultimo romanzo, annunciato dal 2017, non è ancora stato scritto) e la Trilogia del Testimone (ferma purtroppo al primo capitolo dal 2021) sempre di Erikson e la saga Path to Ascendancy di Esslemont (giunta al quarto volume, ma ancora inedita in Italia).

17 luglio 2023

Notte dei coltelli

Era il lontano 1982 quando l'archeologo e antropologo Steve Rune Lundin, poi noto col nome d'arte di Steven Erikson e l'amico Ian Cameron Esslemont archeologo pure lui iniziarono a elaborare un'ambientazione fantasy per giochi di ruolo. Ai tempi avevano rispettivamente 23 e 20 anni. Dopo 4 anni l'ambientazione era diventata sempre più ampia e articolata e i due futuri scrittori avevano provato a ricavarci una sceneggiatura per un ipotetico film, che chiamarono I giardini della Luna. Tuttavia chi poteva essere interessato a una sceneggiatura del genere edita da due perfetti sconosciuti? E infatti il tentativo fallì. Ma questo non arrestò l'elaborazione dell'ambientazione e non fermò le ambizioni dei due aspiranti scrittori che, anzi, decisero di iniziare a scrivere ciascuno una serie di romanzi ambientata nel complesso mondo che avevano inventato.

Il più veloce dei due a pubblicare il primo romanzo fu certamente Erikson che nei primi anni '90, basandosi sulla stessa bozza di sceneggiatura, scrisse I giardini della Luna, primo romanzo della sua serie che poi chiamerà The Malazan Book of the Fallen, Il Libro Malazan dei Caduti. Ma siamo ancora agli albori di quello che sarebbe successo, perché Erikson riuscì a far pubblicare il suo libro solamente nel 1999.

20 gennaio 2023

Il dio indifferente

 

Dopo la lettura dei dieci tomi del Libro Malazan dei Caduti (e nel mio caso, come per molti altri lettori, dopo la rilettura), molti si sono chiesti cos'avrebbero letto. Anche perché non sono tantissime le saghe fantasy veramente valide e, per lo più, chi ha amato questa saga, le altre in genere le aveva già lette tutte. 

Ecco che i fan di Erikson sono stati accontetati con questo primo volume della trilogia del Testimone. Per la verità tutti avremmo voluto leggere la Trilogia di Kharkanas, che racconta le vicende dei Tiste nel passato, trilogia già scritta dall'autore (l'ultimo volume è in via di ultimazione) oppure la saga di Ian C. Esslemont, le Storie dell'Impero Malazan, più o meno parallele e concatenate con quelle di Erikson, ma l'Armenia ha pensato di proseguire diversamente con le traduzioni. Per fortuna per la saga di Esslemont ci ha pensato la Fanucci e la farà uscire in Italia a breve, mentre per Kharkanas chissà...

07 marzo 2017

Il Dio Storpio

Finalmente dopo dieci libri, che per me che ho letto i primi sette nella vecchia edizione, quella poi abbandonata con il fallimento e la rinascita della casa editrice Armenia, sono stati in tutto tredici volumi, dato che il terzo, il sesto e il settimo furono divisi in due, dopo oltre 10.000 pagine, termina l'incredibile e mastodontica saga del Libro Malazan dei Caduti dello scrittore canadese Steven Erikson.
Si tratta di una chiusura col botto, senza dubbio, con le tre macrolinee narrative e le loro innumerevoli trame e sottotrame, almeno la maggior parte, che convergono nel gran finale, dove assistiamo a epiche battaglie e al tanto atteso risveglio del Dio Storpio.
Ne è valsa la pena?
Per rispondere a questa domanda basta dire che il Libro Malazan dei Caduti è (per me, s'intende!) la miglior saga fantasy di sempre. Una saga che ha donato ai lettori un nuovo, originale e unico mondo fantasy con razze, popoli, continenti, culture tanto aprofonditi e curati da sembrare reali.

11 gennaio 2017

La polvere dei sogni

Con il romanzo La polvere dei sogni inizia il ciclo conclusivo della lunghissima saga di Steven Erikson, Il Libro Malazan del caduti. Come annuncia lo stesso Erikson nell’introduzione, a differenza di tutti gli altri volumi della saga che potrebbero essere considerati autoconclusivi, in questo due caso gli ultimi due romanzi andrebbero intesi come un unico lunghissimo libro.
Ma se il lettore si aspetta di trovare le varie macrotrame che si vanno a fondere nel gran finale, ancora una volta Erikson riesce a stupirlo. Certo, le macrotrame ci sono e la superconvergenza inizia ad arrivare, ma Erikson si mantiene e inserisce nuove sottotrame, come quella del Serpente, una lunga carovana di bambini che fugge nel deserto delle terre dolate del continente di Lether, inseguiti da… non si sa cosa.

I Segugi dell’Ombra

I Segugi dell’Ombra, ottavo libro della saga Il Libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson è un romanzo che riprende la prima linea narrativa, conosciuta nel primo romanzo e letta, per l’ultima volta, nel terzo. Finalmente, con questo romanzo, ritornano personaggi del calibro di Anomander Rake, gli Arsori di Ponti superstiti, Caladan Brood e tanti altri. I Segugi dell’Ombra è anche un libro che, se vogliamo, va a chiudere alcune delle trame della prima linea narrativa e fa partire definitivamente quella che sarà la chiusura della saga.
Parlare della trama non è semplice, senza incorrere, in questo caso, in spoiler clamorosi. Siamo tornati nel continente di Genabackis, nel quale vediamo come tutto si sta evolvendo dalla caduta del Dominio di Pannion. Leggiamo di Anomander Rake, il sovrano dei Tiste Andii, dall’animo irrequieto e come in attesa di qualcosa di tragico che deve avvenire.

Venti di morte

Eccoci arrivati a Venti di Morte, settimo libro della lunga e innovativa saga fantasy dello scrittore canadese Steven Erikson Il Libro Malazan dei Caduti, il mio preferito (ma al momento sto terminando il nono e devo ancora leggere il decimo).
Con questo romanzo, che unisce la seconda linea narrativa (La Dimora Fantasma, La Casa delle Catene, I Cacciatori di Ossa) con la terza (Maree di Mezzanotte) inizia definitivamente la convergenza finale. Venti di Morte è un romanzo sostanzialmente diviso in due parti. Nella prima parte vediamo cos’è diventato l’Impero Letherii dopo la conquista dei Tiste Edur e nella seconda parte… arrivano i Cacciatori di Ossa Malazan…
La conquista dell’Impero da parte degli Edur non ha prodotto i risultati voluti, perché se la guerra è stata militarmente vinta dai Tiste seguaci di Padre Ombra, in realtà l’Impero Letherii è rimasto quello di sempre. Sono solo cambiati i vertici. Ora sul trono siede un Edur, l’ormai pazzo Rhulad Sengar, l’Imperatore dalle Mille Morti, colui che impugna la spada del Dio Storpio e grazie al Dio Storpio è ritornato dalla morte.

I Cacciatori di Ossa

Con I Cacciatori di Ossa inizia a volgere al termine la lunga saga di Steven Erikson, il Libro Malazan dei Caduti. Con il precedente Maree di Mezzanotte ormai le tre macrolinee narrative sono tutte aperte e il terreno è quindi stato magistralmente preparato per quella che sarà la convergenza finale. Ma non è tutto qui. I Cacciatori di Ossa e il successivo Venti di Morte sono due romanzi assolutamente epici e avvincenti che ci faranno conosce e amare uno degli eserciti più tosti che siano mai stati descritti in una saga fantasy.
Chi sono i Cacciatori di Ossa? Sono un esercito dell’Impero Malazan. E già questo sarebbe abbastanza per renderli, all’interno di questa saga, temibili. “Cosa rende tanto pericoloso un soldato Malazan? Il fatto che gli sia concesso di pensare”. Così ci spiegava Duiker nella Dimora Fantasma. I Cacciatori di Ossa sono quell’esercito formato per lo più da reclute, ma anche da qualche veterano che, al comando dell’Aggiunto Tavore Paran, l’Impero Malazan invia sul Continente di Sette Città in risposta alla ribellione letta nel secondo romanzo della saga.

Maree di mezzanotte

Eccoci finalmente al romanzo che ci conduce alla “metà” della lunga saga del Libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson, Maree di Mezzanotte. Romanzo che, come sempre quando si ha a che fare con Erikson, ci stupisce. Dopo 4 romanzi pubblicati abbiamo due macrolinee narrative che si svolgono su due continenti diversi e se dopo la Casa delle Catene ci aspettiamo di tornare su Genabackis per riprendere le vicende di Anomander Rake, Paran e i restanti Arsori di Ponti sopravvissuti, Kruppe, Gruntle, ecc., lo scrittore canadese ci spiazza con un nuovo continente, una nuova macrolinea narrativa e decine e decine di nuovi personaggi. Per di più Maree di Mezzanotte si svolge prima dei romanzi letti fino ad ora.
Ma andiamo a un breve riassunto della trama. Il continente è quello di Lether che si trova sostanzialente dalla parte opporta del pianeta in cui si svolgono le vicende della saga lette fino ad ora. La maggior parte degli eventi di questo romanzo riguardano l’Impero, umano, di Lether e le tribù dei Tiste Edur, razza molto simile a quella dei Tiste Andii conosciuta nei romanzi precedenti, ma, a differenza di questa, legata all’ombra anziché all’oscurità. L’unico personaggio noto che troviamo in questo romanzo è il Tiste Edur Trull Sengar, che avevamo conosciuto nella Casa delle Catene. In effetti la Casa delle Catene termina con Trull che inizia a raccontare la sua storia al T’lan Imass Onrack e quindi Maree di Mezzanotte potrebbe essere visto come il racconto di Trull, anche se solo una piccola parte del romanzo è dal suo punto di vista.

La Casa delle Catene

Con questo quarto romanzo della saga, la Casa delle Catene, Steven Erikson ci riporta nel continente di Sette Città, riprendendo in mano la macrotrama iniziata nel secondo romanzo. Il lettore che si accinge a leggere questo romanzo conosce ormai molto bene Erikson e sa molto bene che lo scrittore canadese non è facile da affrontare, con il suo insolito stile di scrittura, i tanti, tantissimi personaggi, la trama complessa all’ennesima potenza. Eppure, ancora una volta, Erikson riesce a stupire. Ci aspettiamo che dopo la rivolta di sfondo religioso scoppiata nel continente di Sette Città, con i cittadini Malazan perseguitati e in fuga, la narrazione ci descriva la risposta dell’Impero Malazan. In effetti il romanzo contiene tutto questo, ma l’inizio è tutt’altra cosa.

09 gennaio 2017

Memorie di ghiaccio

Eccoci al terzo capitolo della corposa saga di Stephen Erikson, “Il Libro Malazan dei Caduti”, Memorie di ghiaccio.
Dopo esserci spostati nel nuovo continente di Sette Città, la narrazione abbandona tutti i nuovi personaggi e ritorna a seguire le vicende della prima macrolinea narrativa che si stava svolgendo sul continente di Genabackis. E così rivediamo personaggi del calibro di Anomander Rake, Wiskeyjack e ciò che resta degli Arsori di Ponti, Ganoes Paran, Kruppe e tanti altri. Erikson, però, come suo stile, non perde tempo in cose inutili. Ci aveva lasciato col pirotecnico, ma anche un po’ confuso, finale del primo romanzo, con quello che doveva l’assedio di Darujhistan che sostanzialmente fallisce, il Tiranno Jaghut Raest che ritorna, la nascita di un Azath (qualsiasi cosa sia…), demoni che scorrazzano per la città e scontri finali.
Memorie di Ghiaccio non riparte dalla fine dei Giardini della Luna, ma fa un salto avanti. I soldati Malazan (traditi o no dall’imperatrice? Traditi o no dal potente mago Tayschrenn?) hanno messo in piedi una fragile alleanza con la resistenza di Genabackis, resistenza che già conteneva al suo interno fazioni non proprio in pace fra loro, per affrontare un nemico comune e misterioso, proveniente dai poco conosciuti territori del sud, l’abominevole Dominio di Pannion. Un regno folle, al seguito di una oscura figura, che si espande divorando (letteralmente…) tutto ciò che incontra.

La Dimora Fantasma

Chi legge Erikson deve essere pronto a tutto, perché ha scelto di leggere un autore che sempre e comunque e stupirà. Se terminare i Giardini della Luna (660 pagine nella nuova edizione) può essere sembrata un’impresa, soprattutto per l’insolito stile dell’autore, La Dimora Fantasma (860 pagine nella nuova edizione) non è da meno.
Con il primo romanzo abbiamo iniziato a conoscere una serie piuttosto ampia di personaggi e ci siamo addentrati in una storia complessa, con un assedio a due città del continente di Genabackis. Ma ora Erikson ci mette subito in difficoltà. La Dimora Fantasma si svolge cronologicamente subito dopo al romanzo precedente, ma qui siamo in un altro continente, con una linea narrativa completamente diversa e tantissimi personaggi nuovi. Dei personaggi conosciuti nei Giardini della Luna, solo Kalam, Crokus, Apsalar e il Violinista (Fiddler nella vecchia edizione) ci accompagnano in questa nuova avventura.

I Giardini della Luna

Da storico lettore di saghe fantasy, finalmente con “Il libro Malazan dei caduti” ho trovato pane per i miei denti. Dopo anni di letture fantasy, molti autori iniziano a sembrare ripetitivi e spesso certi romanzi non riescono a lasciare il segno. Ma non è il caso de “I Giardini della Luna”.
Erikson, con questo primo di dieci volumi della saga inizia a delineare un’ambientazione molto complessa, vasta e curata. S’intravvedono continenti, stati, razze originali (niente elfi, nani e orchi) popoli, usi e costumi.
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