mercoledì 31 gennaio 2018

Life Zero

Le storie che parlano di zombie, se vogliamo, si assomigliano un po' tutte. Abbiamo un fenomeno di un qualche tipo che fa trasformare gli esseri umani in zombie, abbiamo una città dove pochi superstiti cercano di sopravvivere a orde di non morti che se li vogliono mangiare, sparatorie, sangue, violenza. Però, che volete farci, a me piacciono sempre.
E poi questa volta c'è anche Stefano Vietti alla sceneggiatura, autore che ho imparato a conoscere e apprezzare prima sulle pagine di Nathan Never, poi su quelle di Dragonero. E prima o poi bisogna che qualche recensione di Dragonero arrivi anche su questo blog. Per il momento è arrivato solo Dragonero Adventures, la recente serie derivata per bambini.
Ma andiamo con ordine, di cosa parla Life Zero?
Mah, le solite cose, zombie che mangiano umani, città devastate, sopravvissuti che muoiono, violenza, sangue. Ecco, appunto, un classico.
E funziona.

La partenza è prepotentemente in medias res (che se non sapete cosa significhi, cliccateci sopra e andate al dizionario del blog). Si parte dal capitano Derek Shako (che ha un po' l'aspetto di Nathan Never, ma, credetemi, è tutt'altra persona!), che si trova in prigione. Nel frattempo leggiamo anche qualche dialogo che lui ricorda risalente all'episodio che lo ha fatto finire in carcere (capiremo solo dopo cos'è successo) e i riferimenti a una certa nube che... cos'avrà fatto mai? Ha dato il via all'infestazione degli zombie.
Il secondo personaggio a comparire è una misteriosa donna che si muove solitaria e silenziosa in una città devastata e infestata. Dopo poche pagine sapremo che si tratta di Laura.
E chi è?
Ma dai, mica vi devo scrivere tutto, no?
Ancora poche pagine e arriva la squadra, i soldati di Derek, che vanno a recuperarlo dalla prigione. Zak, Mitchell, Helena e Roney. E i personaggi principali ci sono già tutti. Il resto è una storia... di zombie!
E che volete da una storia di zombie?
Perché in questo tipo di storie succede che gli zombie non hanno nulla da fare se non fiondarsi addosso al primo essere umano vivo che trovano.
Per divorarlo.
E gli zombie hanno un vantaggio. Loro sono tanti e non hanno paura di morire. Quindi ne uccidi (si fa per dire) uno, cinque, dieci, ma dietro ce ne sono sempre altri cinquanta che arrivano.
Intanto iniziamo a fare la conoscena di Derek, della sua squadra e della moglie Laura che sì, a un certo punto si scopre che è la moglie. E' un piccolo spoiler, ma in effetti viene detto quasi subito. Il gruppo dovrà prima cercare di scappare dalla prigione, senza lasciarci la pelle (letteralmente, dato che gli zombie mangiano tutto, carne, tendini, pelle) e poi cercare di recuperare la figlia di Derek (che si chiama Anna. Così i riferimenti a Nathan Never sono completi. Però direi che tutto questo si tratta più che altro di un omaggio di Vietti, dato che Derek è molto diverso dal personaggio Bonelli), sempre che sia ancora viva, che si trova insieme a un assistente sociale. Assistente sociale?
Sì, perché anche se sei un eroe, non è detto che la tua vita vada per il meglio.
Che poi, chi l'ha detto che Derek e la sua squadra siano degli eroi? Sono dei soldati speciali che fanno delle cose... speciali ossia fanno il lavoro sporco. Cosa che non sempre si fa con delle azioni eroiche.
Ma qui mi fermo, perché poi arrivano gli spoiler. Comunque scopriremo come si sono formati gli zombie, scopriremo che hanno qualcosa di diverso dai soliti zombie e che, ma si è già capito, Derek e soci non sono proprio degli stinchi di santo.
E poi c'è Vietti.
Sì, perché Vietti, oltre alla trama che ci ha raccontato, ha creato anche una sua ambientazione curata e credibile. Come al solito, Vietti si rivela non solo un ideatore di trame, ma vero e proprio creatore di mondi, che il lettore vorrebbe conoscere meglio.
Il fumetto che io ho letto e che qui presento in realtà è un libro con copertina rigida con un epilogo inedito che ha raccolto più albi distinti, direi tre in tutto pubblicati nel 2015, con l'aggiunta, appunto, del nuovo epilogo. Il libro è del novembre 2017. Ogni albo, che qui diventa un capitolo del libro, descrive una storia distinta, anche se la seconda inizia esattamente dove finisce la prima e la terza è comunque il seguito e, quindi, di fatto il tutto si presta a costituire un'unica storia.
Per rimanere sul tema zombie, direi che qui, più che nel simbolismo di Romero (che gli dei dell'horror l'abbiano in gloria) siamo dalle parti dell'ottimo 28 giorni dopo, film che pone allo spettatore una semplice domanda: chi sono i cattivi, i non morti o i vivi?
All'ottimo lavoro di sceneggiatura di Vietti si affianca un'altrettanto ottimo Checchetto (è uno che di solito lavora per la Marvel...) che dà vita a delle vignette adrenaliniche, colme di violenza, sangue e odio.
Life Zero è un prodotto per adulti, pieno zeppo di parolacce e temi adulti trattati da adulti, meglio avvertire. Il fatto che sia un fumetto non significa che si tratti di un prodotto per bambini.
Già il terzo albo si concludeva con un "FINE...?" che faceva pensare a un ipotetico ritorno dei personaggi (almeno quelli ancora in vita), ipotesi che non si può non sostenere leggendo il nuovo epilogo. Chissà se Vietti tornerà a scrivere le storie di Derek Shako.
Comunque la promozione è a pieni voti.
Una sola cosa, non leggetelo pensando che si tratti di un fumetto rilassante...

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