domenica 9 giugno 2019

Ancora auguri per la tua morte

Auguri per la tua morte fu un vero colpaccio. Dalle menti di Christopher Landon e Scott Lobdell, il primo anche regista, uscì quest'idea di unire l'ormai inflazionato slasher giovanile tipico del cinema di questi anni non solo con l'umorismo, come avevano fatto già altri colleghi, ma anche con il tema dei viaggi nel tempo anzi, nello specifico col loop temporale giornaliero. In pratica una versione slasher del classico Ricomincio da capo, di Harold Ramis con Bill Murray e Andie MacDowell che dal 1993 a oggi ha ispirato numerosi remake e rivisitazioni. Il tutto buttato sulle spalle di una istrionica e sorprendente Jessica Rothe.
E siccome Hollywood è ormai diventato un mostro sempre alla ricerca di spunti per produrre nuove pellicole, quando qualcosa funziona è inevitabile l'arrivo di un sequel.

Ma quando si parla di sequel la strada si fa subito impervia. Perché se la trama della prima opera nasce già come parte di una trama più lunga e complessa, il sequel è già scritto, ma se il sequel deve essere inventato per bissare il successo del primo film, non è detto che si riesca nell'intento. Perché sì, Auguri per la tua morte era perfettamente riuscito, ma il successo derivava da alcuni elementi chiave sfruttati da Landon e Lobdell. Elementi chiave che dovevano per forza essere nel sequel, ma che inevitabilmente rischiavano di annacquare la loro forza sorprendente del primo capitolo.
E quindi Ancora auguri per la tua morte doveva per forza di cose essere un trasher con l'assassino con la maschera da bimbominkia, doveva esserci la comicità, doveva esserci il loop temporale. Solo che tutto questo equivaleva a rifare la prima pellicola. Insomma, i rischi di fare un film già visto c'erano tutti.
Ma il regista Christopher Landon, questa volta sceneggiatore in solitaria, è stato furbo e ha deciso di andare oltre, perché sì, il film doveva riprendere il primo in tutto, ma non poteva essere identico. Errore che fu commesso, ad esempio, col sequel del celebre e spassosissimo Una notte da leoni di Todd Phillips. Una notte da leoni 2 riprese il primo film riproponendo le stesse gag comiche, semplicemente ambientandole altrove, tanto da essere definito una copia carbone della prima pellicola. Landon invece ha ridotto al minimo indispensabile il trasher, tanto ormai non si poteva ripetere all'infinito ciò che già nel primo film si era ripetuto per tutta la durata della pellicola con effetti sempre meno coinvolgenti, ha pigiato l'acceleratore sulla comicità ed ha virato sulla fantascienza offrendoci una spiegazione credibile (si fa per dire...) per quello che era avvenuto nel primo film e aprendo la strada delle realtà parallele. Un bel pastrocchio di generi, forse anche più caotico del precedente, ma che anche questa volta riesce nei suoi scopi. In pratica Tree doveva riprendere a ripetere la sua giornata che ormai conosciamo in tutti i dettagli e in tutte le possibili variabili, senza farci rivedere tutto il primo film.

Un po' di trama, ma non troppo.
Avevamo lasciato Tree che finalmente era riuscita a smascherare e a sconfiggere il suo assassino, rompendo il loop temporale e fidanzandosi con Carter. Da qui parte Ancora auguri per la tua morte, anche se questa volta la storia non parte con Tree, ma con un personaggio minore, una comparsa del primo capitolo: Ryan (Phi Vu), il ragazzo orientale compagno di stanza di Carter che ogni volta che Tree si risvegliava incontrava uscendo dalla stanza. Costretto a dormire in macchina a causa della presenza di Tree, è Ryan a entrare nel loop temporale ripetendo esattamente il giorno successivo al loop di Tree e finendo per essere ucciso, ogni sera, dal solito misterioso assassino mascherato. Ryan chiederà aiuto a Tree e Carter, i quali scopriranno che il ragazzo, insieme a Samar (Suraj Sharma) e Dre (Sarah Yarkin) ha avviato nei laboratori dell'università un bizzarro esperimento scientifico che ha portato alla creazione di una strana macchina che si rivelerà la causa dei loop temporali. Tuttavia, attivando nuovamente la macchina, sarà Tree a ricadere nel loop temporale del giorno prima, ma... in una dimensione parallela, in cui tutto è quasi uguale, ma diverso, rispetto a come Tree lo conosce. E così Tree ricomincerà a svegliarsi nella stanza di Carter e rivivrà infinite volte la stessa giornata del primo film, ma con significativi cambiamenti rispetto al primo capitolo e, ovviamente, con un nuovo assassino.
Questa trovata ci permette di farci vedere nuovamente il loop di Tree, aggiornandolo e giocando non solo sull'effetto della ripetizione e della possibilità di riprovare a fare le stesse cose ma in modo diverso, cambiando quindi il presente, ma anche con un passato leggermente diverso. Tutto questo permette a Landon di lasciare ancora di più la possibilità a Jessica Rothe di sfogare il suo innato overacting e generare situazioni improbabili, comiche e coinvolgenti.
Non manca una scena, in mezzo ai titoli di coda, che richiama un possibile ulteriore sequel, già ipotizzato dal regista, ma che verrà realizzato solo in caso di successo del secondo capitolo.
Auguri per la tua morte, costato appena 4,8 milioni di dollari, ne incasso 125! Il suo sequel, costato 9 milioni, ne ha incassati 64, sempre un successo, ma nettamente inferiore al primo (col doppio del budget gli incassi sono stati la metà!), tanto da rendere al momento incerta l'uscita del terzo e ultimo capitolo.
Landon ha dichiarato che il terzo capitolo avrebbe spiegato tutto ciò che rimane irrisolto, chiudendo il cerchio e incastrandosi perfettamente con gli altri due. In effetti un questo secondo capitolo resta un mistero, legato all'identità dell'assassino di Ryan, che viene svelata praticamente all'inizio del film, ma non spiegata.
Vediamo che prima o poi arriverà il terzo capitolo.

Ecco qua il trailer del secondo.


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