11 gennaio 2026

Le strade del male

 

A volte s'incontrano dei film puramente per caso, come mi è successo con questo Le strade del male, che pensavo addirittura che fosse una pellicola horror. Non è la prima volta che mi succede e devo dire che spesso meno si sa di un film, meglio è. 

Un breve assaggio di trama.

Siamo nelle aree centrali degli Stati Uniti del dopo guerra. Willard Russell (Bill Skarsgård) è un soldato al ritorno dal fronte con al seguito i traumi che gli ha lasciato la guerra.

Mentre sta tornando a casa conosce la cameriera Charlotte (Haley Bennett) e se ne innamora, mentre la madre vorrebbe che sposasse la devota Helen (Mia Wasikowska), che invece è attratta dal folle predicatore Roy (Herry Melling). Nella stessa tavola calda in cui si incontrano Willard e Charlotte, si conoscono anche i futuri seriali killer Carl (Jason Clarke) e Sandy (Riley Keough).

La vita riserverà delle brutte e traumatizzanti sorprese un po' a tutti e nella seconda parte del film vediamo la seconda generazione, il figlio di Willard, Arvin (Tom Holland), la figlia di Helen, Leonora (Eliza Scanlen), il nuovo discutibile predicatore, il reverendo Preston (Robert Pattinson) e il vicesceriffo Lee (Sebastian Stan), il corrotto fratello di Sandy.
E anche la seconda generazione dovrà fare i conti con un destino tutt'altro che tenero.

Questo non è certo il primo film che descrive un'America (Stati Uniti) degradata e condannata e non sarà l'ultimo, ma in questo caso devo dire che oltre a un certo tipo di personaggi la trama mette in piedi un intreccio niente male. Inizialmente sembra un film sconclusionato e non si colgono i collegamenti fra i vari personaggi, ma col passare dei minuti i collegamenti diventano sempre più chiari e a un certo punto tutto s'incastra alla perfezione, con una convergenza praticamente perfetta.

La pellicola è inizialmente molto molto lenta, ma questo non pesa, perché gradualmente la trama accelera e va verso un finale intenso e l'accelerazione del ritmo è perfettamente coerente con la progressiva convergenza dei personaggi. 

Guardando Le strade del male viene da chiedersi come facciano certe zone degli Stati Uniti a non spopolarsi. Se i personaggi che vediamo nella pellicola descrivono la popolazione di quei territori di quegli anni, è un miracolo che gli Stati Uniti esistano ancora.

Il film dispone di un supercast, ma i bravi attori bisogna anche saperli dirigere e in questo caso il giovane Antonio Campos, autore anche della sceneggiatura, non sbaglia un colpo. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Donald Ray Pollock che nella versione in lingua originale è anche la voce narrante.

Un film che lascia il segno.




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