22 febbraio 2026

Le cose non dette


E anche Gabriele Muccino arriva su questo blog. Di suoi film ne ho visto parecchi, anche se non l'ho mai recensito. Ma non credo che il regista e sceneggiatore romano, famoso in Italia, ma anche oltre oceano, non ci dormisse la notte!

Per cosa è diventato famoso Gabriele Muccino?

Dai, è facile, almeno per quelli della mia generazione: L'ultimo bacio. Film di 25 anni fa, che ha fatto un po' la storia e che, fra l'altro, vide fra i protagonisti due dei protagonisti anche di questa nuova pellicola. E, non so se lo sapete, ne fu fatto anche un remake hollywoodiano nel 2006!

Comunque L'ultimo bacio nasceva da un soggetto dello stesso Muccino, mentre Le cose non dette è una trasposizione cinematografica del romanzo Siracusa di Delia Ephron, con protagonisti americani, ma si svolge, come fa capire anche il titolo, per lo più in Sicilia. Mentre Le cose non dette ha protagonisti italiani, ma si svolge per lo più in Marocco, a Tangeri. Non so se Muccino ha letto Siracusa o qualcuno glielo ha proposto, ma appena ha visto la trama deve aver pensato che quella era proprio adatta a lui.

Perché?

Perché in perfetto stile "mucciniano" abbiano coppie che non funzionano e che si tradiscono. Anche se, devo essere onesto, Muccino non è che ha scritto solo di questo. E poi questa volta c'è una variante. Quale? Mica ve la dico, che questo è un film che è ancora al cinema e starò molto attento anche a non fare spoiler. Comunque andiamo con un po' di trama.

Ci sono due coppie che sono quelle che vedete anche nella locandina e guardando gli attori si capisce che Muccino vuole andare a colpo sicuro. La prima coppia è formata da Carlo (un sempre ragazzo Stefano Accorsi che in realtà ha ormai 55 anni) ed Elisa (Miriam Leone). Brillante professore di filosofia all'università e autore di un libro di successo, ma in crisi creativa lui. Giornalista dell'edizione italiana di Vanity Fair, ma con pubblicazioni anche negli Stati Uniti lei. Anche lei in leggera crisi creativa. La loro relazione, idilliaca, è però in stallo, anche per via del non essere riusciti, in vent'anni, ad avere un figlio.

L'altra coppia, invece, è composta da Paolo (l'altro eterno ragazzo Claudio Santamaria) e Anna (Carolina Crescentini). Paolo è il miglior amico di Carlo e ha sviluppato una forte amicizia anche con Elisa. Questa seconda coppia invece una figlia ce l'ha, la tredicenne Vittoria (Margherita Pantaleo), in piena fase di ribellione adolescenziale e con una predilizione per Carlo. Paolo è un padre assente, troppo impegnato nella gestione del suo ristorante, mentre Anna è una madre ossessiva, iperansiosa e oppressiva nei confronti di Vittoria. E anche il loro rapporto è un po' in crisi.

E così, pensando di fare una cosa che faccia piacere a tutti, organizzano una vacanza a Tangeri, per uscire dalla quotidianità che li reclude. Solo che a Tangeri piomba anche Blu (Beatrice Savignani), una giovanissima studentessa di Carlo, che ha una relazione clandestina con l'affascinante professore da ben otto mesi e per il quale ha una vera e propria ossessione. E quindi ancora una volta Accorsi, non contento della bella moglie, 25 anni fa Giovanna Mezzogiorno, oggi Miriam Leone, si trova una giovanissima amante.

Ma quindi cos'è Le cose non dette? L'ultimo bacio dei giorni nostri?

Non proprio, perché non stiamo parlando di un regista che ha indovinato una volta nella vita il film giusto è sta continuando a rifare quello, perché questa volta la storia prende una piega diversa.

Starò attentissimo con gli spoiler, giuro.

Intanto la narrazione non è perfettamente lineare. La maggior parte della trama si volge infatti a Tangeri, ma spesso conosciamo il passato tramite delle analessi (sì, lo so, diciamo tutti flashback, perché siamo culturalmente influenzati, ma la nostra lingua è ricca di termini, perché non usarli?). E poi, a essere sinceri, lo si capisce strada facendo, tutto quello che vediamo è un'unica grande analessi fatta dai quattro personaggi principali. Perché spesso vediamo in una stanza Carlo, Elisa, Paolo o Anna che, da soli, stanno raccontando cos'è successo. Sulle prime ho pensato che fossero da uno psicologo, poi un po' alla volta un sospetto inizia a farsi strada e a verso l'intenso finale si capisce veramente dove sono e cosa stanno facendo.

E poi c'è proprio la questione di questo intenso finale. Perché questa non è una semplice storia di tradimenti. Cioè sì, è una storia di tradimenti, ma rispetto a L'ultimo bacio del 2001 questa volta andiamo a scavare più nel profondo.

Sarà che tendo ad avere più o meno l'età dei protagonisti di questi film, più giovani l'altra volta, con qualche inverno in più sulle spalle questa volta, ma mi sembra che le angosce che vivono siano particolarmente coinvolgenti. E oltretutto stiamo parlando di attori che un film così lo recitano con le mani legate dietro la schiena, gli occhi bendati e saltellando su una gamba sola. Se poi s'impegnano anche e il regista sa fare il suo mestiere, è fatta. E infatti tutta la pellicola risulta particolarmente intensa. Giuro, ho profondamente empatizzato con tutti e quattro, in momenti diversi del film. Anche Beatrice Savignani è molto brava, anche se quasi agli esordi, ma la differenza anagrafica ovviamente non può avermi fatto immedesimare come con gli altri. E devo dire che anche Margherita Pantaleo ha fatto un buon lavoro, segno che quando il regista sa ciò che fa e il cast è bene assortito, probabilmente ognuno dà il meglio di sé.

Comunque, malgrado l'abbia citato un po' troppe volte e lo stia facendo anche ora, non pensate più di tanto a L'ultimo bacio, perché questa volta, a parte due facce note e qualche analogia, si tratta di una storia ben diversa e con risvolti ben diversi. Fra l'altro L'ultimo bacio poteva essere classificato sia come un film drammatico, ma a tratti anche sentimentale o addirittura una commedia. Qui invece della commedia non c'è proprio niente.

Il titolo, Le cose non dette, assume varie sfumature e più significati. Apparentemente sembra descrivere i problemi di coppia dei protagonisti, ma assume un significato più profondo nel finale, quando ciascun personaggio si trova da solo davanti a uno specchio ed è costretto a fare delle scelte non scevre da conseguenze. E anche in questo caso, pur non trovandoci, per fortuna, nel dramma dei protagonisti della pellicola, tutti, a una certa età, ci troviamo a dover fare delle scelte fondamentali per la nostra vita. Scelte che a volte ci lasciano l'amaro in bocca. Come l'amaro in bocca ci lascia quest'ultima opera di Muccino. Ho notato infatti che tutti siamo usciti dalla sala del cinema in silenzio, ognuno perso nei suoi pensieri.

Sdrammatizziamo un po'?

Ora, caro Carlo/Stefano Accorsi, che ti becchi sempre la bellissima e giovanissima amante. Capisco l'energia di Blu/Beatrice Savignani e la sua indomabile sensualità, derivante anche dalla freschezza della giovane età. Capisco il rapporto ormai logorato dal mancato arrivo del figlio e le difficoltà della vita di coppia che col passare degli anni rischia di appiattirsi e diventare abitudinaria. Però, porca miseria, stavi con Miriam Leone! Da romagnolo a emiliano ti dico che i cappelletti li mangio da una vita (io, tu i tortellini), ma non è che non mi piacciono più. Stiamo parlando di Miriam Leone, dai!

Se avete voglia anche voi ogni tanto di uscire dal cinema pensierosi e cupi, questa pellicola fa al caso vostro.

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