12 giugno 2026

Nell'erba alta


A un certo punto in questo film si parla di scelte che un personaggio può fare e in base alle scelte le cose possono andare in maniera diversa.
Ecco, per parlare di questa pellicola occorre fare una scelta. O proviamo a dare un senso ai paradossi temporali della trama o parliamo del film in sé e di quello che accade, senza cercare troppe spiegazioni.
Dato che la prima scelta rischia di portare a parecchi spoiler, partiamo dalla seconda e con le spiegazioni ci proviamo magari alla fine.

Un'azienda agricola che si trova a una quindicina di chilometri da dove abito io già da parecchi anni, per arrotondare le entrate economiche, ha deciso di fare un labirinto effimero. Fra l'altro il più grande d'Europa. Sapete cos'è?
È un labirinto, a tutti gli effetti, ma realizzato in un campo di mais. Effimero perché con la raccolta del cereale ogni stagione viene raso al suolo e rifatto, diversamente, l'anno dopo.
Considerato che il mais adulto è alto fra i 2 e 3 metri, muoversi in un labirinto come quello significa perdere quasi subito l'orientamento. Le piante sono tutte uguali e non si riesce a vedere quasi niente all'esterno, quindi ci si perde letteralmente. Tanto è vero che i proprietari all'ingresso ti danno il loro numero di telefono, così se te la vedi brutta ti vengono a prendere. Ci sono stato una volta, molto bello. Una volta sola, perché per un allergico alle graminacee, passeggiare per delle ore dentro un campo di mais non è proprio il massimo...

Bene. Se provate ad andare in un labirinto effimero provate quella sensazione che trasmette Nell'erba alta. Ed è fatta molto bene.
E allora introduciamo un po' la trama.
Ci sono un fratello e una sorella, Cal (Avery Whitted) e Becky (Laysla De Oliveira) che stanno andando in auto... non si sa dove, si scoprirà solo dopo e non ve lo dico. Lei è incinta e siccome ha la nausea si fermano. Dove? In un posto che già di suo è inquietante: un'infinita strada dritta in cui non passa nessuno e che attraversa un campo altrettanto infinito di... non è ben chiaro quale pianta sia, forse miscanto. E lì c'è anche una chiesa. In mezzo al nulla.
Quando scendono dall'auto sentono subito un bambino che, dal campo, chiede aiuto, perché si è perso e non riesce più a uscire.
Ovviamente vanno in suo aiuto e si fiondano nell'erba alta, per di più separandosi subito. Per poi finire per perdersi.
Arriveranno anche Travis (Harrison Gilbertson), Tobin (Will Buie jr.), il bambino e la sua famiglia. Come, ma il bambino non era già lì? Avete visto le etichette del post? Quello che avviene prima o dopo lì in mezzo all'erba alta ha poco significato, perché l'intero campo è un'unica anomalia spazio-temporale dentro cui i personaggi resteranno imprigionati in un loop senza fine.
Basta, non scrivo di più, ma più o meno è quello che traspare anche dal trailer.
Bene l'inquietudine funziona eccome. Oggettivamente se sei dentro un campo come quello come fai a uscire? Come fai a orientarti? E se poi le anomalie spaziotemporali ti spostano, le possibilità di salvarsi si riducono parecchio.
E anche la trovata che le anomalie non sono solo spaziali, ma anche temporali, coi personaggi che entrano nel campo più volte non è affatto male, anche se, va detto, di loop temporali ne ho visti organizzati molto meglio dal punto di vista logistico. Anzi, se vogliamo questo non è neppure un loop, è proprio solo un'anomalia spaziale.
È un film perfetto quindi?
Insomma.
Perché una pellicola di un'ora e mezza circa con delle persone che tentano di orientarsi in un campo di graminacee dopo un po' diventa noiosa. È evidente che bisogna aggiungere qualcos'altro. Non ho mai letto il testo originale di Stephen King da cui è tratto il film, pur cui non so se le idee siano tutte sue o se siano anche farina del sacco di Vincenzo Natali, il regista (quello del Cubo!), ma a un certo punto di carne al fuoco inizia ad essercene un po' troppa.

Attenzione, non escludo che d'ora in avanti ci siano degli spoiler.

Oltre alle anomalie spaziali ci sono anche quelle temporali, come abbiamo già detto. Poi c'è la pietra nera. Cos'è? Un meteorite? Una pietra sacra di una popolazione del passato? La causa di tutto, un oggetto mistico che corrompe tutti coloro che la toccano e influenza tutti coloro che le si avvicinano?
O tutto questo messo insieme?

Poi c'è l'incapacità del campo di spostare le cose morte. Perché? C'è una logica in questo? Se sì non verrà mai chiarito.

Ci sono quelle strane figure che forse vivono lì dentro. Che forse hanno delle maschere di erba, ma che forse sono proprio le loro facce. E forse è solo un sogno di Becky. Altra cosa buttata lì senza spiegazioni (e al netto di tutto neppure utile e funzionale alla trama).

C'è la corruzione di quel luogo. Ma è una corruzione un po' random, perché qualcuno degenera, mentre qualcun altro intraprende un percorso di espiazione. E tutto ciò a prescindere dal fatto che abbiano toccato o meno la pietra.

C'è anche un locale abbandonato in mezzo al campo, forse perché King o Natali si era stufato di riprendere solo dell'erba.

Ma molte di queste cose non trovano una spiegazione o una correlazione col resto del film che non sia che lì può succedere tutto.

E poi possiamo provare a dare una spiegazione ai paradossi temporali. Quello che sembra si sviluppi nel film è una sorta di loop temporale, anche se in realtà non è proprio compiutamente un loop. Diciamo che volendo prendere questa strada serviva un po' più di rigore per poter giocare in maniera efficace coi paradossi temporali. Tanto per fare un esempio di loop temporale molto riuscito guardatevi l'ottimo Triangle (purtroppo mai doppiato in italiano) dove addirittura di loop ce ne sono due, uno dentro l'altro.
In ogni caso cerchiamo di dare un senso al finale.

Spoiler - spoiler - spoiler- spoiler - spoiler 

Cosa fa Travis? Toccando la pietra sa tutto del campo (vabbè, delle incongruenze ne abbiamo parlato prima) e grazie a quelle riesce a mandare fuori Tobin. Che culo, proprio mentre stanno arrivando Becky e il fratello. E Travis riesce a spiegare a Tobin come convincere Becky a non entrare.
E quindi?
E quindi se i due non vanno dentro al campo, non entreranno mai nel loop. Attenzione, perché questo ha una conseguenza interessante, perché se Becky non entra nel campo, non ci entra mesi dopo nemmeno Travis, che c'è andato proprio perché si sono perse le notizie della sua ex ragazza. Ma se Travis non ci va, chi riesce a mandare fuori Tobin? E se nessuno manda fuori Tobin, che a sua volta convince Becky e il fratello a non entrare, ripartiamo dall'inizio.
Più che un film con viaggi nel tempo e con un loop temporale, io lo definirei una pellicola in cui è stato inventato un luogo in cui il tempo non scorre in modo regolare e gli eventi possono ripetersi più volte in modo diverso. In base a cosa fa comodo al regista.

È un film che fa pensare e quindi sicuramente è un film valido. Però onestamente ci sono un po' troppi punti deboli.






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