lunedì 9 luglio 2018

La riscossa di Ah-Toy - Dampyr n. 220

Ve la ricordate Ah-Toy, quella maestra della notte orientale, spesso mezza nuda, che già in altre occasioni era riuscita a farla franca nell'incontro/scontro col nostro terzetto?
Ecco, proprio a lei, lo dice anche il titolo, è dedicato quest'albo.
Dopo un trittico mica male, che ha visto lo scontro definitivo con Nergal, uno dei più antichi villain della serie, l'albo dedicato a Tesla, con il finale più teso di sempre e il suo controverso epilogo, si torna alla normalità, con un albo, però, che ci riporta un avversario già incontrato.
Claudio Falco, ormai sceneggiatore abituale di questa testata, non sbaglia il colpo...

ideando una trama che forse non conterrà particolari colpi di scena (a parte uno, nel finale, durato solo poche vignette, che in effetti fa il suo dovere) e si sviluppa seguendo canoni abbastanza consolidati, ma si rivela ugualmente avvincente fino all'ultima pagina.
Malgrado siamo arrivati all'albo 220 e i nostri eroi abbiano affrontato ormai innumerevoli nemici (e non ci aspettiamo certo che un maestro di secondo piano come Ah-Toy li possa sconfiggere), lo scontro si rivela tutt'altro che semplice e scontato e Harlan e soci dovranno faticare non poco per avere ragione della bella maestra orientale.
Anzi, mi sento di dover fare i complimenti a Falco, proprio per come è riuscito a gestire al meglio una storia che alla fine risulta piuttosto standard.
Se ci pensiamo, senza fare spoiler, La riscossa di Ah-Toy contiene tutti gli elementi tipici di molti albi passati: Caleb ha avuto per vie traverse del materiale che contiene degli indizi della presenza di un maestro; Harlan, Tesla ed Emil partono; indagano un po' e riescono trovare una traccia, malgrado il maestro sia abile a tenersi nascosto; trovano per strada qualche alleato; entrano nella tana del maestro; affrontano i suoi sottoposti... e qui mi fermo.
Gli elementi ci sono tutti eppure la storia fila via liscia, senza annoiare e rivelandosi avvincente e convincente. In un fumetto seriale come questo che esiste da così tanto tempo, non si può fare il botto in ogni albo, servono anche numeri come questo, che riproponendo una storia grosso modo standard, risultano comunque ottimi.
Ai disegni l'esordiente Vanessa Belardo, che non fa rimpiangere i più esperti colleghi e che offre una buona prima prova, dando vita a una sensuale Ah-Toy che mi sarebbe piaciuto poter vedere ancora. Forse è un po' insolito il volto di Harlan, ma ovviamente e giustamente ogni disegnatore interpreta a modo suo l'aspetto dei vari personaggi e comunque il risultato è più che buono.
Come capita spesso ultimamente, non male anche la copertina.

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