mercoledì 20 novembre 2019

N. 1 - I ribelli dell'Erondar

Dopo un lunghissimo mese di attesa, è arrivato in edicola questo attesissimo nuovo numero 1 della rinnovata serie Dragonero il ribelle.
Sì, perché come è stato confermato anche dagli autori, la testata è stata oggetto di un vero e proprio reboot, con tanto di variazione del titolo, della numerazione che appunto riparte da 1 e addirittura dell'ormai storico copertinista. Il tutto ovviamente affiancato da una variazione dell'ambientazione non da poco.
Come ormai avevamo capito dall'albo scorso, l'intera serie è stata rivista, senza però stravolgerla totalmente. Si tratta infatti di un reboot perfettamente in continuity.
Ma un po' di trama la vogliamo mettere o no?
Che poi di trama non ce n'è molta, perché trattandosi di un numero 1, è importante fare le presentazioni.
Leario, grazie al suo potere e all'ancora misteriosa capacità di poter comandare una divinità antica ha di fatto preso il controllo dell'impero (o di ciò che ne restava), ripristinando un nuovo ordine. Un nuovo ordine che mira a ricostruire l'impero, facendolo diventare, se possibile, ancora più grande e potente di prima, ma si tratta di un impero che fonda le sue radici sulla violenza, sul sangue e sulla sopraffazione.
A opporsi ai piani di Leario resta un manipolo di coraggiosi ribelli, capitanati dall'ex eroe Ian Aranil, oggi guerriero assetato di vendetta e guidati dal potente luresindo Alben e dall'ex cancelliere imperiale Ausofer.
Tutto qui. Il resto è ciò che ci si può aspettare da un numero 1.
Assistiamo infatti a una lunghissima presentazione del protagonista, dalle origini del primo romanzo a fumetti, alla serie young, dalla serie Senzanima agli avvenimenti più recenti legati alla Guerra delle Regine Nere.

Questo reboot e, soprattutto, questo cambio della numerazione ha fatto infuriare molto i lettori della prima ora, che da circa un mese si sfogano su Internet. Io credo sia indispensabile spiegare alcune cose.
Intanto è solo un numero. Per la miseria, è così fondamentale che il numero sia 78 e non 1??? E poi nella seconda di copertina c'è scritto che Dragonero il ribelle n. 1 corrisponde al n. 78 della serie Dragonero. Non capisco come questo possa rappresentare un problema per i collezionisti.
E poi non dimentichiamoci di una cosa: Dragonero, seppur di livello piuttosto elevato, è pur sempre un prodotto commerciale. E' un prodotto che deve vendere. E se non vende ci rimettiamo tutti, perché finisce il giochino. Da quel poco che trapela la serie non sta andando male, ma è inevitabile fare alcune considerazioni su una serie caratterizzata da una così pesante continuity come Dragonero. Perché inevitabilmente il numero dei lettori rischia di diminuire col tempo. C'è chi non l'apprezza più, chi cambia e cerca cose diverse, chi non ha più il tempo per leggerlo, chi deve fare dei tagli per problemi economici. E quando una serie sforna degli albi sempre in continuity, non so quanti lettori ci siano disposti ad acquistare un albo in cui quello che accade viene spiegato nei settanta albi precedenti. E quindi forse serviva un rinnovamento, la possibilità, per nuovi lettori, di ripartire dall'inizio.
E infatti questo I ribelli dell'Erondar strizza un po' gli occhi a tutti.
La continuity coi vecchi c'è tutta, perché ciò che accade è la conseguenza diretta di ciò che è accaduto negli ultimi albi precedenti. Ma nello stesso tempo l'ambientazione è stata stravolta e anche il ruolo del protagonista è cambiato completamente, come si confà a un reboot. Questo nuovo inizio cita un sacco di vecchi avvenimenti (che chi ha letto il fumetto in questi anni conosce benissimo), ma nello stesso tempo è stato scritto in modo da essere perfettamente leggibile da un lettore che voglia cimentarsi con la lettura di Dragonero solo da questo momento.
Certo, è dura abituarsi, ma personalmente mi piacciono i cambiamenti.
E poi, è un'opinione mia, la serie si stava un po' fossilizzando, con un'ambientazione che era diventata ormai un po' troppo rigida e non lasciava forse troppo margine d'azione. Questa rivoluzione offre innumerevoli nuove opportunità. Molte di più di quelle che avrebbero dovuto scaturire dalla fine della Guerra delle Regine Nere che, anzi, aveva avuto il difetto di avere la pretesa di cambiare tutto senza cambiare niente.
E quindi, è proprio questa continuity pressante, che rappresenta uno degli elementi qualificanti della serie, a spingere verso il rinnovo. Mi piace immaginare che questo sarà il destino di Dragonero, una serie fatta da varie sottoserie o lunghe stagioni. E chissà cosa ci aspetterà nella prossima!
Vedremo da prossimo albo come sarà questa serie rinnovata.

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