05 gennaio 2026

Il rifugio atomico



È finito Stranger things e questo fa la recensione del Rifugio atomico? Stranger things l'avranno recensito in millemila, una in più non cambia nulla. Che poi a me già dalla quarta stagione aveva iniziato ad annoiarmi.

Io sono uno di quelli che hanno apprezzato La casa di carta e lo hanno trovato avvincente e originale, con una narrazione innovativa. La prima stagione almeno, perché poi le esigenze di mercato hanno portato a mungere un po' troppo la stessa vacca portando a un prodotto progressivamente inferiore. Però non ne trovate una recensione su questo blog, perché inizialmente non trovai il tempo per scriverla e poi me ne passò la voglia.

E quindi come molti ero curioso di vedere il nuovo prodotto degli stessi autori, questo Rifugio atomico di genere completamente diverso. Forse.

Il problema di chi raggiunge il successo è ripetersi. Succede anche nello sport. Ci sono atleti che riescono ad avere una grande prestazione che li fa entrare in una nuova dimensione, ma da quel momento le cose diventano più difficili anziché più facili. E infatti molti atleti rimangono famosi per quell'unica prestazione che non sono più riusciti a ripetere.

Ma stiamo divagando, torniamo all'ordine e al Rifugio atomico.

Siamo più o meno ai giorni nostri e una serie di super ricconi spagnoli ha comprato a caro prezzo delle quote di un rifugio atomico di lusso, in previsione di una possibile terza guerra mondiale, che i fatti recenti in effetti non la fanno sembrare così improbabile come poteva essere fino a poco tempo fa.

Tutte la famiglie entrano nel rifugio atomico e mentre i gestori svelano le magnificenze di quello che sembra un albergo di lusso, la terza guerra mondiale, con l'uso di armi atomiche, scoppia veramente e tutti rimangono lì intrappolati. E questo ovviamente farà sviluppare delle dinamiche di un certo tipo.

Ma come apprendiamo alla fine della prima puntata c'è qualcosa che non quadra e che poi sarà il fulcro di tutta la serie: non c'è nessuna guerra nucleare! È tutto un complotto, una truffa architettata ai danni dei "ospiti", la truffa più grande di sempre.

Già qui la serie si perde fra due diverse strade. Da un lato c'è la questione delle persone intrappolate nel rifugio, per quanto dorato sia che, ovviamente, non possono che andare giù di testa (guardatevi al riguardo The divide). Dall'altro lato invece c'è la megatruffa, in stile Casa di carta, dove scopriamo, un po' alla volta, cos'hanno architettato Minerva e suo fratello.

Devo dire che la prima puntata è praticamente perfetta. La narrazione parte da un personaggio, Max, che sarà il protagonista principale fino alla fine e che è un soggetto un po' anomalo rispetto agli altri e un po' alla volta conosciamo anche i comprimari, che fondamentalmente sono la famiglia di Max e la famiglia della sua ex compagna, morta in un incidente stradale mentre lui, ubriaco, era alla guida e per il quale è finito in carcere per tre anni. E appena è uscito dal carcere ha appena avuto il tempo per finire rinchiuso nel bunker. E poi c'è la banda che ha architettato tutto il piano, capitanata da Minerva e dal problematico fratello.

Ecco, finita la prima puntata finiscono anche tutte le cose buone. Nella casa di carta c'erano parecchi personaggi che evolvevano in un certo modo, ma un tratto distintivo di quella serie era che i protagonisti assoluti erano loro, la banda, i criminali. Qui invece non si riesce proprio a empatizzare con la "banda", fatta per lo più di personaggi non propriamente riusciti (e nemmeno approfonditi, a essere sinceri). Anche perché probabilmente non sono loro i protagonisti. E allora è inutile puntare a un'imitazione della Casa di carta. Anche perché il piano questa volta è oggettivamente esagerato e improbabile. Il problema è che non funziona nemmeno l'altra strada. Gli ospiti del rifugio atomico non degenerano come ci si aspetterebbe, non vanno fuori testa, sembrano solamente dei super ricchi ospiti di un resort di lusso, senza chiedersi più di tanto cosa ne sia del mondo fuori, anche se, da quello che sanno, il pianeta è stravolto da un'apocalisse nucleare. I protagonisti sono tutto sommato pochi, fondamentalmente due famiglie (disfunzionali) che trascorrono il tempo trombando e/o litigando l'uno con l'altro, cosa che però, si capisce chiaramente, lo facevano anche prima di entrare nel rifugio.

Probabilmente i due protagonisti principali sono Max e Asia. Uno, che sulla carta è anche il personaggio più interessante, è un po' troppo rigido e inquadrato nel figo del rifugio. L'altra oggettivamente ha una profondità di una ragazzina di 12 anni e spesso si limita a gemere guardando Max.

A tratti ho avuto l'impressione che la sceneggiatura l'avesse scritta un adolescente. In adolescente scarso peraltro. Non c'è praticamente niente che funzioni e col passare delle puntate peggiora solamente. 

Se vivere venuto voglia di guardarla, lasciate perdere.

In ogni caso Netflix ha annunciato che la seconda stagione non vedrà mai la luce.

Nessun commento:

Posta un commento

Powered By Blogger