lunedì 3 luglio 2017

Doctor Strange

Doctor Strange è il quattordicesimo lungometraggio di quello che è diventato noto come il cosiddetto Marvel Cinematic Universe. Ripetiamolo insieme: quattordicesimo film! Oggi quelli dei Mavel Studios, poi acquisiti dal gruppo Disney, staranno ancora santificando l'idea avuta nell'ormai lontano 2008 di lanciarsi nell'avventura della trasposizione cinematografica dei personaggi Marvel Comics. Facendo un bilancio che tiene conto solo degli incassi al botteghino, a fronte di 2,76 miliardi di dollari spesi (considerando anche il quindicesimo, Guardiani della Galassia Vol. 2)
sono stati incassati in tutto 11,77 miliardi di dollari in tutto il mondo. E questo senza considerare i giochi, le maglie, il materiale scolastico (ho un figlio di 8 anni, so di cosa sto parlando...) e chi più ne ha, più ne metta, tanto che mi aspetto di vedere in vendita anche la carta igienica degli Avengers (la carta igienica forse non c'è ancora, ma i fazzoletti da naso sì...). Il tutto in appena una decina di anni.

Ma non è tutto qui. Quale serie di film si può vantare di aver raggiunto così tanti episodi, peraltro tutti di successo? Non dimentichiamo che al botteghino hanno potuto festeggiare anche pellicole create su personaggi semisconosciuti, come Ant-Man (519 milioni di dollari incassati a fronte di 130 spesi), o quasi, proprio come Doctor Strange (678 milioni di dollari incassati contro 165 milioni spesi). Senza dimenticare i due film dei Guardiani della Galassia, sconosciutissimi personaggi che hanno portato alle casse Marvel, sommando entrambi i film, 1,6 miliardi di dollari, a fronte di 396 milioni spesi!
E' con queste premesse (Guardiani della Galassia Vol. 2 è uscito dopo, ma tutto il resto è valido) che Doctor Strange è arrivato al cinema.
Ma di che film si tratta?
E' senza dubbio un film strano, come il suo personaggio (se l'hanno chiamato Strange, un motivo ci sarà...). In un universo narrativo in cui abbiamo: umani superintelligenti che creano armature tecnologiche in grado di fare tutto, superuomini può o meno creati con la scienza, esseri che vengono da altri mondi, ecc., qui abbiamo un mago.
Ma partiamo dal personaggio, Stephen Strange (e dall'ottimo attore che l'ha interpretato, Benedict Cumberbatch), il miglior neurochirurgo del mondo, un uomo egocentrico e pieno di sé, amante della vita lussuosa che il suo lavoro gli consente, che si troverà a cambiar vita a causa di un incidente automobilistico che gli danneggerà i maniera irreparabile le mani. L'uso delle mani lo recupererà, ma non potrà più operare (tutti questi non sono spoiler, è già tutto nel trailer e, comunque, l'origine del personaggio è abbastanza nota).
Se vogliamo Stephen Strange è un personaggio che a suo modoricorda un po' l'altro grande egocentrico di casa Marvel, il riuscitissimo Tony Stark di Robert Downey jr. Forse Cumberbatch non raggiunge le vette di Downey, lì siamo forse in un altro livello, ma svolge comunque più che egregiamente il proprio dovere.
Ma Doctor Strange, con le sue immagini in cui gli scenari cittadini vengono deformati in giochi visivi deliranti è anche il film Marvel più lisergico. Una gioia per gli occhi che, seppur ripetuta in molti punti del film, non stanca e contribuisce a rendere più interessante la trama.
Quello che non manca è, come sempre, l'ironia, elemento fondamentale del successo delle pellicole del Marvel Cinematic Universe, ironia che, soprattutto nelle ultime uscite abbiamo visto sempre più presente.
Apparentemente Doctor Strange si pone come un film fuori continuity, ma in una delle scene dei titoli di coda (ormai non è più un segreto) vediamo Strange incontrare niente meno che Thor, in una piccola introduzione del terzo film dedicato al dio asgardiano. Così come scopriamo dell'esistenza di una delle restanti Pietre dell'Infinito.
Insomma, dopo ogni film resta la voglia di continuare a vederne altri...

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