domenica 24 marzo 2019

Invisible

Invisible (The invisible nell'edizione originale inglese) è un film del 2007, remake di una pellicola svedese, Den osynlige del 2002, che in pochi devono aver visto. In Italia, distribuito dalla Walt Disney Pictures (!) incassò ai tempi poco meno di 13 mila Euro. La pellicola, costata in tutto circa 30 milioni di dollari, ne incassò in totale meno di 27.
Insomma, non proprio un successone.
Tanto che il film di David S. Goyer, alla terza opera come regista (la precedente fu la trasposizione del terzo capito di Blade), ma famoso già da anni come sceneggiatore cinematografico (tra i suoi lavori spiccano Il Corvo 2, Dark City e i tre Batman di Nolan) e di fumetti (Doctor Strange e Ghost Rider) venne presto dimenticata.
Descriviamo un po' la trama, senza paura di spoiler, che tanto il trailer spoilera già quasi tutto.
Nick Powell (Justin Chatwin) è un ragazzo fortunato: ricco, bello, bravo a scuola, la sua vita è praticamente perfetta. Ma dietro all'apparente perfezione si nasconde ben'altro. Il padre è morto quando era un bambino e la madre ha gestito il lutto per il marito e la crescita del figlio con estrema freddezza. Nick sente di non vivere veramente la sua vita, perché tutto è controllato.
Il ragazzo, all'ultimo anno delle superiori, è un aspirante poeta e vorrebbe trasferirsi a Londra, per frequentare una prestigiosa scuola che dovrebbe far crescere le sue ambizioni letterarie. Lo deve fare, però, all'oscuro della madre, che ha altri progetti per lui.
Il suo alter ego è Annie Newton (Margarita Levieva) una ragazza coetanea che frequenta lo stesso liceo di Nick. Annie è una disadattata, arrabbiata col mondo e sulla via della delinquenza. Annie ha perso la madre e il padre, ex poliziotto, vive con una donna alla quale non interessano Annie e il fratello minore Victor.
Ed ecco il fattaccio. Una sera Annie è con il suo fidanzato, Marcus, un ladruncolo in libertà vigilata. Mentre Marcus sta cercando di rubare un'auto, Annie rompe una vetrina e ruba dei gioielli, col disappunto di Marcus che reputa l'azione imprudente.
Annie nasconde il bottino nel suo armadietto a scuola, ma qualcuno fa la spia e viene scoperta. E così la ragazza decide di vendicarsi. A capo della sua piccola gang, se la prende inizialmente con Pete, il quale, per non farsi massacrare di botte, rivela che il colpevole è il suo migliore amico Nick. In realtà Nick non sa nulla, ma Pete, sapendolo in viaggio per Londra, spera di salvarsi. E invece Nick, per non contrariare la madre, non è partito. Viene raggiunto da Annie e soci che, davanti agli occhi di Pete, lo riempiono di botte. Ma Annie esagera e Nick muore o, almeno, viene creduto morto. I ragazzi, quindi, decidono di gettare il cadavere in un tombino.
Da qui inizia la storia dello spirito di Nick che non sapendo di essere morto (in realtà in coma) riprende la sua vita normale, ma... nessuno interagisce con lui, perché è solo un fantasma.
E così Nick dovrà indagare su cosa gli è accaduto e perché e facendolo iniziare a conoscere meglio la sua presunta assassina, Annie, iniziando anche una corsa contro il tempo, perché Nick capisce di essere rimasto in questo strano stato fra la vita e la morte proprio perché il suo corpo non è morto. Ma come può lui riuscire a farlo ritrovare, se non riesce a interagire con gli altri esseri viventi?
Insomma, eccolo qua.


La trama è un po' pasticciata, nel senso che non è ben chiaro dove gli sceneggiatori volessero andare a parare, se fare un nuovo film tipo Il sesto senso, un thriller, una pellicola young adult o altro. Bella la parte in cui Nick crede di essere ancora vivo, ma alla fine è per forza di cose limitata a una porzione tutto sommato piuttosto breve del film.
Ciò che funziona è la descrizione dei due personaggi e la loro evoluzione parallela con quest'evento tragico che li ha legati. Nick vittima ignara di ciò che è accaduto, lo scopre strada facendo solamente tramite il suo fantasma e iniziando a conoscere Annie. Annie, invece, certamente colpevole, ma vittima anch'essa e protagonista di una spirale che non può far altro che portarla sempre più a fondo. Anche Annie inizierà a conoscere un po' più a fondo Nick. Fra l'altro i due in realtà non interagiscono mai, anche se Nick è quasi sempre appresso alla ragazza. Per la verità più ci si avvicina al finale e più Annie inizia a percepire la presenza di Nick e ciò ha anche un senso, ma preferisco non dirlo, altrimenti sarebbe uno spoiler.
I due sembrano quasi destinati a innamorarsi l'uno dell'altra, malgrado non s'incontrino e non interagiscano mai, ma la cosa viene lasciata in sospeso e non detta, permettendo allo spettatore di intuirlo e, anzi, quasi desiderarlo, senza mai vederlo sullo schermo.
Devo dire che malgrado lo scarso successo e anche le notevoli stroncature che si trovano in Internet, alla fine questa pellicola non mi è dispiaciuta. Tarata per un pubblico giovanile, cosa che si deduce sia dalla scelta dei protagonisti, sia dalle musiche, fra l'altro ottimamente inserite nel film, sono riuscito ad apprezzarla malgrado io abbia un'età tale da doppiare il pubblico per cui è stata fatta.
Perché gli elementi inseriti nella trama saranno anche un po' troppi e pasticciati, ma alla fine è proprio la trama a reggere fino alla fine, con le scene che si susseguono senza troppi scossoni, ma anche senza maldestri scivoloni.
Una curiosità.
Nel trailer si vedono scene che nel film devono aver tagliato!
I due protagonisti principali, Justin Chatwin e Margarita Levieva (nessun picco degno di nota nella loro carriera o, almeno, niente che abbia visto io) alla fine sono piuttosto in parte e reggono sulle loro non troppo esperte spalle tutta la pellicola in maniera dignitosa, rivelando alla fine anche una certa alchimia.
Insomma, non una pellicola memorabile, ma nemmeno così male come si poteva temere.
Da vedere senza impegno e senza pretese.

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