mercoledì 17 giugno 2020

N. 8 - Il segreto degli Ubiqui (Dragonero n. 85)


Erano mesi che non recensivo un albo di Dragonero, anzi, nel nuovo corso Dragonero il Ribelle e finalmente ho trovato il tempo per scrivere qualche riga su questa grande impresa fantasy della Bonelli.
Già dal titolo s'intuisce che per il nostro ex scout imperiale è giunto il momento di riprendere in mano la trama lasciata a lungo in sospeso con lontanissimo n. 12, Minaccia dal profondo, uscito in edicola nel maggio 2014. Gli Ubiqui, infatti, sono un'antichissima popolazione che viveva nel mondo di Ian e soci in un lontanissimo passato. Chiamati Ubiqui proprio per la loro capacità di trovarsi facilmente in molti posti, si pensa che utilizzassero le pietre sonore (pietre che non sono un'invezione del creatori di Dragonero, ma sono fortemente ispirate alle creazioni dell'artista sardo Pinuccio Sciola) sparse in tutto l'Erondar per aprire dei portali in grado di facilitare i loro spostamenti.
Proprio nell'albo n. 12 Ian, Gmor e Sera, al seguito del bizzarro mappatore imperiale Radah' El Kremater, scoprirono una città sotterranea e abbandonata degli Ubiqui che si trovava sotto Solian. Il mappatore casualmente riuscì ad attivare una pietra sonora e finì trasportato altrove, non si sa bene dove, faccia a faccia con un insettone gigante con tanto di cavaliere.
Finalmente è arrivato il momento di scoprire quali sono state le sorti di Radah.
L'impero sta cercando le pietre sonore sparse per l'Erondar con lo scopo di distruggerle. Non avendo capito come funzionino e temendo che il funzionamento possa essere scoperto dai ribelli, per evitare che questi le possano utilizzare per spostarsi a piacimento nel continente, gli imperiali hanno appunto deciso di distruggerle. Curioso, perché fino ad ora i ribelli non avevano mai provato a utilizzare le pietre sonore e, a meno che anche quest'albo non diventi ancora una trama morta, proprio quest'azione dell'impero potrebbe indurre i ribelli a utilizzarle. Ma sto divagando.
Dicevamo, mentre l'impero agisce un po' a caso, Ausofer è in possesso in una mappa contenente l'indicazione di tutte le pietre sonore e così i nostri eroi partono alla ricerca di una di queste pietre. Nello specifico i protagonisti dell'albo sono Ian, Gmor e Aura, che chiamerò d'ora in avanti Sperochemuoiapresto.
Senza fare spoiler, che quelli li faccio dopo, ma prima avviso, ovviamente i nostri riusciranno a usare la pietra e finiranno catapultati in un altro luogo, dove avranno il loro bel da fare per riuscire a tornare indietro.
Diciamo subito che l'albo parte con una copertina niente male. Gianluca Pagliarani ha degnamente preso il posto del precedente copertinista Giuseppe Matteoni, aggiungendo una certa dinamicità alle immagini che forse prima non c'era. Ne è una prova anche l'anteprima della copertina del prossimo numero.
L'albo è stato disegnato da tre diversi disegnatori, Alessandro Bignamini, Alex Massacci e Luca Bonessi, cosa che era successa anche con gli albi precedenti. Devo dire che Bignamini, Massacci e Bonessi superano tutti abbondantemente la sufficienza e, anche se producono dei disegni che fondamentalmente non si discostano molto gli uni dagli altri, non apprezzo fino in fondo questa scelta di realizzare un albo a più mani. Come è noto ogni disegnatore fornisce una sua interpretazione dei personaggi, vedere un cambio di rotta all'interno dello stesso albo mi infastidisce. Comunque non si tratta di una cosa grave.
Torniamo però alla trama.

ATTENZIONE, SPOILER.
Se non avete letto l'albo, fermatevi qui!!!

Minaccia dal profondo era stato un albo con un'innegabile matrice comica caratteristica del suo sceneggiatore, nonché creatore della serie Luca Enoch. Enoch è un autore capace di creare storie estremamente drammatiche e ricche di pathos, ma anche di spaziare nella comicità. Purtroppo, ma è un'opinione personale, io non aprezzo più di tanto questa sua seconda qualità e l'albo, seppur in maniera limitata rispetto al n. 12, appartiene a questa categoria.
Complessivamente Il segreto degli Ubiqui mi è parso un'ottima idea che sostanzialmente è stata sprecata con uno sviluppo della trama eccessivamente leggero rispetto a quello che poteva comportare l'idea di fondo. Il ritorno di Radah è totalmente insignificante, tanto che al personaggio viene dedicata una piccolissima parte e, anzi, al suo posto, senza alcun approfondimento, viene inserito un nuovo personaggio, una certa Shote del popolo che vive nel primo mondo visitato da Ian e Gmor che non è chiaro che ruolo avrà in futuro. Sì, del primo mondo, perché ce n'è anche un secondo, messo così senza particolari utilità di trama, se non far vedere un popolo di selvaggi le cui donne sembrano particolarmente attratte dalle dimensioni di Gmor. In tutti i sensi. Con una comicità di fondo parecchio dozzinale alla quale avrei fatto volentieri a meno, in cambio di un approfondimento del primo mondo, quello degli insetti giganti.
Alla fine la trama si risolve in un: Speriamochemuoiapresto ha attivato una pietra-siamo finiti chissà dove-scappiamo, arrivano degli insetti giganti-guarda un po' c'è Radah' El-non vuole tornare con noi, ma ci scarica Shote-no, siamo finiti in un altro mondo-scappiamo, c'è una piova gigante del deserto-finalmente siamo tornati. Un po' poco per un albo che avrebbe potuto essere fondamentale per gli sviluppi futuri della ribellione. Per fare un paragone impietoso, mi viene da pensare al Viaggiare della saga letteraria de La Ruota del Tempo, dove poter utilizzare questa capacità viene visto in maniera un po' più seria.
Trovo inoltre sempre più fastidiosa Speriamochemuoiapresto. Era una ragazza salvata in gioventù da Ian, che ha scelto di intraprendere la strada della magia, un tempo vietata alle donne (che poi di donne che facevano uso della magia ne avevamo incontrate delle altre). Personaggio totalmente squilibrato rispetto agli altri, con un livello di potenza nemmeno lontanamente paragonabile al resto del gruppo (e pensare che una volta ci si lamentava dell'eccessivo potere di Ian di fermare il tempo!). Abbiamo scoperto che è una specie di vampira, scoperta fatta per caso all'interno di un albo, ma rivelazione che all'improvviso è diventata nota a tutti, senza particolari risvolti. Ora è un soggetto affamato di sangue che insidia tutti i personaggi che le capitano a tiro (o, almeno, è quello che fa in questo albo!).
Sinceramente avrei preferito continuare a vedere in azione la rinnovata Sera, ma evidentemente sono stata fatte scelte diverse.

Comunque l'albo si legge anche bene (salvo la fastidiosa presenza di Speriamochemuoiapresto, ma questo è più che altro un problema mio), solo che complessivamente di sembra una grossa occasione sprecata.

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