domenica 7 gennaio 2024

50 km all'ora


50 km all'ora è un film emiliano-romagnolo, diretto dal santarcangiolese Fabio De Luigi e recitato in coppia, oltre che dallo stesso De Luigi, anche dal bolognese Stefano Accorsi.

Strana la storia di De Luigi e Accorsi. Malgrado siano nati a un centinaio di chilometri in linea retta l'uno dall'altro (ed è proprio una linea retta, dato che le due città sono collegate dalla Via Emilia), abbiano quasi la stessa età (De Luigi è del '67, mentre Accorsi è del '71) e siano due attori ampiamente affermati, non avevano mai lavorato insieme e quasi non si conoscevano. Eppure l'alchimia fra i due sembra essere perfetta.

La trama senza spoiler, che il film è appena uscito al cinema.

Rocco (Fabio De Luigi) e Guido (Stefano Accorsi) sono due fratelli inseparabili. Ma la vita li ha divisi. Prima la madre ha divorziato dal padre, lasciando anche i due fratelli, poi, raggiunta la maggiore età, Guido, in rotta con lo scorbutico padre Corrado (Alessandro Haber) se n'è andato, tagliando tutti i ponti con la famiglia.La pellicola inizia con Corrado malato terminale e Rocco, ormai cinquantenne, che vive ancora con lui. La morte dell'anziano padre sarà l'occasione per i due fratelli per rivedersi e intraprendere un bizzarro viaggio su e giù per l'Emilia-Romagna coi motorini del passato, il vecchio Ciao di Rocco e il vecchio Califfone di Guido, con l'obiettivo di disperdere le ceneri del padre sulla tomba della madre a Cervia, ultima richiesta di Corrado contenuta in una lettera lasciata a Guido.

Il viaggio riprende un progetto immaginato dai due fratelli quando erano ancora adolescenti, ma mai portato a termine, anche a causa della separazione forzata. Un viaggio che permetterà a Guido e Rocco, ormai cinquantenni e giovani fuori tempo massimo, di riscoprirsi e rendersi conto di essere rimasti alla fine i due bambini inseparabili che sono stati. Rocco e Guido, infatti, finiranno per combinare le stesse cose che combinavano da adolescenti e anche qualcosa di più, rivedendo, ciascuno a modo suo, la propria vita attuale.
Il film, che attraversa un'Emilia-Romagna senza tempo, si affida all'estro dei due attori, capaci di dar vita a uno strambo road movie di formazione, con due attempati protagonisti, che sulle ali della nostalgia riescono a far ridere di gusto, non senza qualche pensiero più profondo qua e là.

I due attori, infatti, "gigionano" ampiamente per tutta la pellicola mettendo al servizio della riuscita finale del film tutta la loro esperienza, che permette di interpretare alla perfezione i due personaggi di Rocco e Guido.

A essere sinceri il film non è originale, è un remake abbastanza fedele della pellicola tedesca 25 km/h del 2018 e ne ripropone in pratica quasi la stessa storia, ma Fabio De Luigi è comunque stato bravo a riadattare il film di Markus Goller all'Emilia-Romagna. Anche la locandina, riportata qui sotto, è quasi identica.


In sostanza 50 km all'ora non tocca picchi particolari e molto spesso ciò che avviene è abbastanza telefonato e banale, così come sono banali i buoni sentimenti legati all'evoluzione della trama per quel tipo di vicende, ma non per questo si tratta di un film debole, che, anzi, si fa forza della sua semplicità. A tratti 50 km all'ora sembra quasi essere un film slegato, fatto più di gag comiche attaccate le une alle altre, cosa che forse deriva anche dalle origini di De Luigi, ma devo dire che non disturba affatto la visione.

Molto spesso il realismo viene lasciato da parte, per lasciar spazio alle esigenze di trama, come ad esempio quando i due fratelli si separano, per poi ritrovarsi pochissimo dopo, magari in delle sperdute stradine di collina o di campagna, non si sa bene come. Ma anche questo, alla fine, non è particolarmente importante.

Attenzione! Se abitate in Emilia-Romagna e, soprattutto, in Romagna, vi divertirete a riconoscere gli ambienti in cui si svolgono le vicende della pellicola, ma non aspettatevi che il percorso di Rocco e Guido sia coerente con la geografia. Le uniche località che vengono nominate mi pare siano Bagnacavallo (ma i due fratelli non ci vanno mai) e Cervia (il cui cimitero, che viene fatto vedere, è in collina!!!) e tutti gli altri luoghi restano anonimi. Di fatto Rocco e Guido attraversano vari scenari emiliani e romagnoli, per lo più poco noti, ma senza soluzione di continuità.

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