lunedì 9 gennaio 2017

Prometheus. Ovvero cose che succedono a caso

Ridely Scott che torna a dirigire un film di fantascienza? Ottimo! Per di più si tratta di un prequel (più meno) della saga di Alien? Fantastico! Pieno di alieni gigeriani? Stupendo! La sceneggiatura è stata affidata a Damon Lindelof? Ecco come demolire gli entusiasmi.
Ma chi è Damon Lindelof? Uno che riesce a trasformare qualche ottima idea iniziale in una gigantesca voragine logica, inserendo misteri su misteri che alla fine non riesce più a gestire. Si veda la serie TV Lost. Così viene pensato anche Prometheus.
Occhio che da qui in poi è pieno di spoiler. Anche questa volta le premesse sono buone. Si vuole indagare sui grandi misteri dell’universo. Siamo soli? Come è nata la vita sulla Terra? Si parte da un alieno molto simile agli umani (ma pallido e palestrato) che, lasciato su un pianeta Terra vergine, beve un liquido scuro e in pochi secondi si disgrega a livello molecolare, rilasciando il suo DNA.
Ingegneri palestrati
Poi si arriva a due archeologi che scoprono l’ennesima raffiguazione dell’antichità nella quale è ritratto un alieno antropomorfo gigante che indica una costellazione.  Raffigurazione fatta in altri luoghi, in altri tempi, da popolazioni che non si sono mai incontrate (nota: uno degli archeologi è Noomi Rapace, che se assomigliasse un minimo al personaggio di Lisbeth Salander che l’ha resa celebre, potrebbe essere un’epigone della cazzutissima Sigourney Weaver, alias Ellen Ripley, della saga orinale, ma invece niente, delusione totale. E poi cosa si è fatta agli zigomi?).
Finiti i due brevi prologhi inizia il film. E l’agonia. Su questi studi un’azienda, la Weyland Corporation (come non pensare alla Weyland-Yutani di Alien) finanzia e organizza una super spedizione spaziale raccogliendo per l’occasione un branco di idioti cui non affiderei nemmeno il taglio dell’erba del mio piccolo giardino.
Io, spettatore qualunque, dovrei credere che una missione importante e complessa come questa (entrare in contatto con la razza aliena che molto probabilmente ha creato l’umanità!) non è stata miminamente preparata e buona parte dei membri scopre cosa dovrà fare solo dopo essersi svegliati dopo 2 anni di viaggio in stato criogenico? Ma dai! Che poi il suddetto branco di idioti non si capisce nemmeno da chi sia comandato. C’è Charlize Theron che si dovrebbe occupare della sicurezza, c’è Idris Elba che è il capitano dell’astronave, ci sono i due archeologi che dovrebbero guidare l’aspetto scientifico, c’è l’androide che segue solo le indicazioni del finanziatore della missione, il vecchio Weyland e ci sono tutti gli altri membri, che fanno un po’ quello che vogliono.
Androide, antropologa, antropologo, tizia a caso, geologo

La missione incomincia e s’inizia a sorvolare (a caso!) la superficie del pianeta. A caso l’archeologo uomo vede una strana e minacciosa costruzione e a caso si decide di entrare. Uno dei tanti capi, non ricordo chi, dice che è tardi, è meglio aspettare il giorno dopo, ma niente, entrano ugualmente. E qui inizia l’apoteosi della cialtroneria.
L’androide, vero deus ex machina del film, che si è studiato le scritture dei primi popoli che hanno raffigurato gli alieni sulla Terra durante il viaggio di due anni, sa leggere le iscrizioni trovate in quell’edificio (più avanti dimostrerà anche di saper parlare con gli alieni!) e spingendo cose a caso fa partire dei bruttissimi ologrammi che ci fanno capire che in quella struttura è accaduto qualcosa di non tanto bello. Mentre una parte del gruppo di idioti sta ammirando i manufatti e i cadaveri alieni cercando di capirci qualcosa, due dei suddetti idioti decidono di andarsene. Uno è un geologo che si lamenta del fatto che non ci siano pietre da studiare (e ha pure ragione. In effetti non si capisce cosa ci stia a fare un geologo in quel gruppo. Così impara ad accettare incarichi a scatola chiusa!) e l’altro è un idiota a caso. La base è stata tutta mappata con delle sonde e dall’astronave riescono a vedere tutti i percorsi e la posizione di tutti i membri della spedizione che sono all’intero. Ma i due fenomeni riescono ugualmente a perdersi e dall’astronave non se ne accorgono nemmeno!
Ecco l’espediente straforzato. C’è una gigantesca tempesta di sabbia, via tutti entro 15 minuti. Tranne i due fenomeni che, essendosi persi, restano dentro. A questo punto succede che: i due fenomeni si fanno uccidere come due cretini da un verme gigante alieno che si è generato dal contatto del liquido nero con dei vermetti; l’androide, con motivazioni del tutto imponderabili, fa bere con l’inganno all’archeologo uomo del liquido nero che ha trovato nella struttura; l’archeologa donna ci fa sapere che è sterile, dopo di ché i due archeologi hanno un rapporto sessuale; l’archeologo uomo sta male e si fa bruciare da Charlize Theron; l’archeologa donna scopre di portare in grembo un polpo alieno (il liquido nero ha effetti piuttosto random). Che poi si espianterà (ok, questa scena è buona) con una super macchina chirurgica che si trova nella suite di Charlize Theron (ma che è programmata per operare solo uomini!). La macchina chiude il taglio dell’intervento chirurgico con una puntatrice… Mentre l’archeologa appena operata vaga a caso per l’astronave… colpo di scena: scopre che il vecchio Weyland finanziatore della missione, che tutti credevano morto, è all’interno dell’astronave e ha finanziato il tutto perché vuole che gli alieni (chiamati Ingegneri) gli diano la vita eterna. Ed è pure il padre di Charlize Theron che, invece, sta aspettando con ansia che schiatti.
Guy Pearce truccato malissimo

Il non sense continua. Il vecchio Weyland (interpretato da Guy Pearce) si fa uccidere dall’unico alieno ancora vivo (era in una specie di stasi, ma è stato svegliato dall’androide, che non deve aver usato le parole giuste). Ma perché prendere un attore famoso di 45 anni, per truccarlo malissimo (è l’effetto peggiore del film) da ultranovantenne che vuole ringiovanire, se poi non viene fatto ringiovanire? Misteri di Hollywood.
L’Ingegnere fa partire un’astronave gigante con l’obiettivo di arrivare sulla Terra e distruggere la razza umana (perché?). L’archeologa dice a Idris Elba di fermarlo. Idris Elba si ricorda che l’astronave della Weyland non è da guerra, quindi l’unico modo per fermarlo è suicidarsi schiantandosi contro l’astronave aliena. Idris Elba dice: “ma non mi sono nemmeno fatto Charlize Theron, che è dall’inizio del film che ci provo!” (secondo me non è vero, perché ogni tanto scompaiono entrambi…), ma niente, il dovere chiama. I due inutili sottoposti gli dicono che lui è una merda a pilotare le astronavi, per cui si sacrificano anche loro (comunque bastava andare dritto, ce la faceva anche il suddetto pilota di merda). Charlize Theron viene espulsa insieme alla sua suite e… boooom!
L’astronave aliena precipita sul pianeta e si rovescia al suolo cadendo su Charlize Theron e l’archeologa coi punti di puntatrice che stanno lì a guardare. Quando iniziano a scappare, quella addetta alla sicurezza inizia a correre nella stessa direzione dell’astronave che si sta rovesciando, mentre quella coi punti di puntatrice pensa: “e se mi scansassi?” E si salva.
L’unico Ingegnere ancora vivo, che la collisione con l’astronave umana e la caduta sulla superficie del pianeta non l’hanno ucciso, ma solo fatto incazzare, va a cercare l’unica donna ancora viva (punti di puntatrice permettendo) per dirgliene quattro. Il polpo alieno espiantato che si trova ancora dentro la suite e che l’archeologa coi punti della puntatrice non ha avuto l’accortezza far fuori, è diventato magicamente gigantesco e inserisce un embrione dentro l’Ingegnere incazzato e alla fine del film ne nascerà una specie di alieno xenomorfo (quelli di Alien).
Ingegnere e polpone

Ricapitolando:
Ingengere + liquido nero = distruzione dell’Ingegnere.
Frammenti del DNA dell’Ingegnere + anni e anni trascorsi sulla Terra = esseri umani.
Essere umano uomo + liquido nero = essere umano uomo malato con pelle grigia e occhi rossi.
Essere umano malato uomo ecc. + rapporto sessuale con donna umana = polpo alieno.
Polpo alieno + Ingengere = xenomorfo ???
L’archeologa puntata prende un’altra astronave aliena che si trova in un’altra struttura del pianeta (?) e con l’aiuto dell’androide che precedentemente l’Ingegnere aveva decapitato va… sul pianeta degli Ingegneri (perché l’androide decapitato sa guidare le astronavi aliene e sa raggiugnere il pianeta degli alieni) per chiedere spiegazioni sul film in cui ha appena recitato, perché dalla trama di Lindelof non ci ha capito nulla nemmeno lei. Titoli di coda.
Scott aveva in mente di fare 4 film e questo doveva essere solo il primo. Ora voglio vedere chi avrà il coraggio di prendere in mano la sceneggiatura, dopo questo casino!
Per favore, trovate un altro lavoro per Lindelof. Tipo spaccare pietre, pelare patate, pulire bagni o qualcosa del genere. Con rispetto per chi svolgere i suddetti lavori.

4 commenti:

  1. Le mie preghiere sono state ascoltate.
    Prometheus, il prequel di Alien, che non è il prequel di Alien, ma cerca di esserlo senza dirlo, avrà un sequel, che forse sarà il vero prequel di Alien.
    S’intitolerà “Alien: Covenant”.
    Forse Scott si è deciso a fare un vero prequel.
    Ora è in fase di produzione e uscirà in sala indicativamente nell’ottobre 2017.
    La sceneggiatura è stata data a Jack Paglen (Trascendence) e Michael Green (Green Lantern, Heroes)

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  2. Ahahah!!! GiuroLo: tra tutti i commenti su Prometheus, questo è il best ever xD!

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  3. p.s Ops! Volevo dire RECENSIONE (quella in alto in alto, per i più duri°°°° u.u). Auguri, eh? XD!

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    1. Grazie per gli auguri, altrettanto!
      E grazie per il passaggio sul blog

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