lunedì 1 maggio 2017

Extinction - Sopravvissuti

Guardare film senza sapere assolutamente nulla di quello che si sta per vedere previene dalle delusioni e può portare a piacevoli sorprese ed è esattamente quello che mi è accaduto con questo sconosciutissimo film di Miguel Ángel Vivas. Sostanzialmente mi ci sono imbattuto cercando altro e mi sono fidato ciecamente del titolo.
La trama in breve.
Si parte con un prologo intenso. Un gruppo di sfollati spaventati è in un autobus, con due militari. Non si sa bene cosa sia accauto. Il mezzo si ferma, perché l'autobus che si trova davanti si è a sua volta fermato e si odono degli spari. Un militare scende per vedere cosa sia successo e... scoppia il casino. Il gruppo viene attaccato da degli zombi. La parola zombi non viene utilizzata, ma senza dubbio lo sono. Di quelli classici, che mordono e diffondono il contagio.
Nella mattanza generale, due amici, Patrick (Matthew Fox) e Jack (Jeffrey Donovan), insieme alla moglie di uno dei due (Emma) e alla figlia neonata Lu (Quinn McColgan), in un qualche modo riescono fuggire, ma Emma viene morsa a un avambraccio.
Quest'inizio è concitato e fatto veramente bene e ci si aspetta il più classico dei film di zombi. Ma la pellicola vira completamente.
Finito il prologo si assiste a un salto in avanti di ben 8 anni. L'umanità è quasi sterminata e noi vediamo solamente Patrick, Jack e Lu, Emma non ce l'ha fatta. I tre si sono ritirati in ciò che resta di un piccolo paese e sopravvivono come possono in due distinte case. In una abita Jack, con la figlia Lu, alle quale sta cercando di dare un'educazione e un'istruzione, anche se il mondo sembra finito. Nell'altra c'è Patrick, degenerato e trascurato, sporco e con barba e capelli lunghi. I due uomini non si parlano e Jack non vuole che nemmeno la figlia abbia rapporti col suo ex amico. Forse a causa di una non ben chiara catastrofe ecologica, antropica o altro, tutto è abbondantemente ricoperto di neve, il sole non si vede e pare che anche gli zombi siano scomparsi, eliminati dal freddo.
In pratica il film che ci accingiamo a vedere è un'altra cosa, rispetto a quello che il prologo lasciava intuire.
Ma comunque Extinction funziona. Funziona perché tutto il contorno scricchiola (poi scriverò il perché), ma la trama centrale, quella che vede coinvolti Patrick, Jack e Lu è solida, drammatica e anche sufficientemente misteriosa. Cos'è successo in quegli otto anni che ha così allontanato i due amici? Le supposizioni sono molte e i due sceneggiatori, l'italiano, ma noto solo in Spagna, Alberto Marini e Miguel Ángel Vivas, che è anche il regista, sono abili a svelarci l'accaduto solamente a piccoli passi, non facendo mancare anche qualche colpo di scena. Il tutto fino a un concitato finale, con gli zombi che, ovviamente, tornano.
Extinction è un film con una buona trama al netto di un'ambientazione piena di buchi ed errori.
Chiariamolo, QUI CI SONO DEGLI SPOILER.
Nell'improbabile ipotesi che qualcuno legga questo post e sia invogliato e vedere il film, gli consiglio di proseguire la lettura solo dopo la visione.
L'ambientazione è debole, perché chi l'ha scritta non sembra avere le idee chiare su che tipo di storia fare. O fai un film sugli zombi o fai un film con la Terra distrutta da un disastro ecologico/antropico di un qualche tipo. Le due cose buttate lì insieme non si sposano bene, soprattutto perché non c'è alcune legame fra esse.
Nel bellissimo 28 giorni dopo gli zombi iniziano a morire (oddio, morire non è il termine giusto, dato che sono dei non morti, diciamo che diventano inattivi) per inedia, perché non trovano più esseri umani da divorare. Qui gli zombi (chiamati sempre "mostri") sono morti di freddo. Di freddo? Degli zombi? Ma davvero?
Ma poi alla fine l'ambientazione sbrocca proprio. I mostri tornano e sono dei veri e propri mostri.
Nel dubbio lo ripeto: OCCHIO, SPOILER.
Come dice lo stesso Patrick, anche se non ne hanno avuto il tempo, si sono misteriosamente evoluti. Hanno imparato a resistere al freddo (OK, questo è passabile), hanno la pelle pallida e spessa, sono calvi, ciechi (???), ma dotati di un udito sensibilissimo e fortissimi. Il loro morso non trasmette più il contagio (perché?). Hanno zanne e artigli e uno strano potere rigenerante. E ringhiano.
Ma che cazzo c'entra?
Sono zombi, come hanno fatto a evolversi? I loro corpi si sono trasformati oppure... hanno fatto dei figli? Sono diventati praticamente una nuova specie e divorano anche gli animali, non solo gli esseri umani.
Andrebbe anche bene, peccato che abbia poco a che fare col resto.
Però, se non ci si sofferma troppo sul contorno, che serve in verità solo per creare le atmosfere e le situazioni necessarie a sviluppare la trama dei tre protagonisti, alla fine diventa anche accettabile.
Nel finale c'è anche qualche situazione tirata per i capelli.
Patrick, Jack, Lu ed Anne (Clara Lago), una sopravvissuta che incontrano verso la fine del film, sono rifugiati nella casa di Patrick, assediati da un numero apparentemente infinito di mostri. La bambina viene chiusa a chiave in cantina, perché lì sarà al sicuro, dato che le finestre sono troppo piccole per far entrare i mostri. Ovviamente appena la vediamo entrare in cantina sappiamo che i mostri, che evidentemente devono avere anche la capacità di infilarsi nelle finestre piccole, arriveranno. E infatti un mostro arriverà, anche se non si capisce come abbia fatto a entrare. Nel frattempo, mentre Jack al piano di sopra spara e lotta contro degli zombi che sono in casa, gli altri due, al piano terra, non sentono nulla e non pensano di andarlo ad aiutare.Per la miseria, il piano terra è protetto e le finestre sono state rinforzate con delle assi di legno, ma se i mostri ti entrano del piano primo sei fregato. Ma niente, Kack si deve arrangiare.
Non abbiamo un classico film sugli zombi, con le solite allegorie e i soliti simbolismi e nemmeno una trashata, solo un'onesta e drammatica storia ben raccontata.
Due parole sugli attori e sulla storia del film.
Matthew Fox non mi pare che abbia fatto il massimo. Forse il massimo l'ha anche dato, ma non è un attore particolarmente espressivo, forse questo è un suo limite. Non mi piacque nemmeno ai tempi di Lost, la serie TV che lo vide protagonista e lo rese famoso, fama che poi non ha saputo sfruttare a dovere. Va un po' meglio Jeffrey Donovan, anch'egli proveniente da serie TV, ma anche qui non si parla di un'interpretazione memorabile... Il compitino viene fatto, ma nulla più.
Anche se Extinction è una produzione spagnola e la maggior parte delle persone che hanno lavorato alla pellicola, a parte i tre attori principali, proviene dalla Spagna, il film è uscito prima negli Stati Uniti, poi nella stessa Spagna, ma la distribuzione deve essere stata quella di un film di serie B, dato che ha girato poco. In Italia non è nemmeno arrivato al cinema ed è stato distribuito solo per il mercato home video, cosa che mi stupisce. Considerando tutta la spazzatura che arriva al cinema, Estinction poteva benissimo fare la sua figura.
Peccato, perché se non fosse stato trattato come un film di serie B, avrebbe raccolto molto di più.
Io comunque lo consiglio. Senza troppe pretese, resta uno zombie movie un po' anomalo, con una storia che regge per le sue quasi due ore.

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