domenica 25 giugno 2017

Rogue One

Ma come si fa a fare una recensione di Rogue One a fine luglio 2017? In realtà questo film l'ho visto al cinema nel dicembre dell'anno scorso, ma ai tempi ne scrivevano tutti, due scemenze scritte da me non potevano certo aggiungere nulla. Dato che l'ho rivisto ora, perché non scriverne adesso? Che poi su questo Blog i film li recensisco sempre in ritardo, anche di anni, per cui sono anche in anticipo.
Partiamo da una premessa: non vado pazzo per la saga di Guerre Stellari. Mi piace la fantascienza e mi piace anche il fantasy (ho sempre pensato che Guerre Stellari s'inquadrasse più nel fantasy che nella fantascienza. L'ho sempre visto come un fantasy spaziale, con quelle menate sulla Forza e i poteri dei Jedi), ma il prodotto finale, in questo caso, non mi ha mai entusiasmato. Da bambino, quando guardai i primi tre, che poi erano Episodio IV, V e VI, rimasi affascinato, ma rivisti da grande... oddio, sto per scrivere un'eresia per i fan della saga, ma... mi è sembrato che facessero acqua da tutte le parti.

Gli Episodi I, II e III, quelli fatti dopo, invece, mi sono sempre sembrati non il massimo. Guardabili, ma nulla più. Dei film che tutti si aspettavano e andavano fatti. Ma forse si poteva fare meglio. Episodio VII, invece, mi è parso orribile, a metà fra un remake del IV e un reboot, in grado solo di innervosirmi. La trama riprende in maniera fin troppo fedele quella del IV, il villain non rende, il cattivone sullo sfondo sembra attaccato con lo sputo, i protagonisti sono uno ridicolo e l'altra poco credibile. Ma forse è proprio colpa del prodotto di base e della mia antipatia di fondo.
Fatta questa premessa ho dovuto accompagnare mio figlio a vedere Rogue One. Non che sia stato questo gran sforzo, ma avrei anche guardato altro. Mi aspettavo solamente un filmetto da due ore fatto solo per far contenti i fan e raccogliere altri soldi.
E invece...
E invece finalmente scrivo qualcosa del film, che fino ad ora ho scritto solo degli altri!
Già nella prima parte della pellicola vediamo uno dei due protagonisti principali, Cassian Andor (Diego Luna) uccidere a sangue freddo e alle spalle un suo informatore. Non ci volevo credere. Dietro la Lucasfilm, casa di produzione cinematografica fondata da George Lucas, il creatore della saga di Guerre Stellari, non c'è la Disney? E la Disney permette che un suo eroe si comporti in questo modo?
Ma non è finita. Vediamo anche che i ribelli sono divisi in numerose fazioni e uno di questi, Saw Gerrera (Forest Whitaker) è un estremista e il suo gruppo assomiglia molto a un gruppo di terroristi del giorno d'oggi. Eppure nel film non è un personaggio negativo e il resto dei ribelli... lo cercano! Hanno bisogno di lui, vogliono dialogare con lui per sostenere insieme la causa.
Il regista di Rogue One è un certo Gareth Edwards. Un signor nessuno diventato famoso nel 2014 per aver diretto uno dei tanti remake di Godzilla, grande successo al botteghino. Prima di Godzilla il suo unico lungometraggio era stato lo stupefacente Monsters, un incredibile monser movie, che monster movie non è, girato con 500.000 $ e tante idee originali. Oltre che l'intenzione di inserire in un film assolutamente di fantasia tanti riferimenti alla realtà.
E così Edwards riesce nell'impresa di creare una pellicola che s'inserisce millimetricamente nella trama principale di Guerre Stellari (esattamente prima del finale di Episodio IV) senza contraddizioni o errori e, nello stesso tempo, riesce a essere un film che si regge sulle sue gambe. Non dimentica di strizzare un occhio ai fan più accaniti della saga, ma ci proprina una storia che si allontana dai canoni di Guerre Stellari. Perché Rogue One è un film di guerra. Certo, anche tutti gli altri film principali della saga sono di guerra (altrimenti non si chiamerebbe Guerre Stellari), ma questo lo è nel vero senso della parola. Qui i protagonisti sono dei personaggi secondari (a tutti gli effetti, dato che sanno benissimo di compiere una missione suicida, per recuperare le informazioni necessarie ai veri protagonisti, Luke Skywalker e soci per distruggere la Morte Nera in Episodio IV. Non è uno spoiler, si sa già come andrà a finire) che compiono azioni di guerra epiche, veramente epiche, forse anche di più di quanto visto nella saga principale. Rogue One è una pellicola che nasce da una semplice frase. Quando i ribelli consegnano a Luke e soci, in Episodio IV, le informazioni per distruggere la Morte Nera, qualcuno dice "sono morte parecchie persone per recuperarle" (o qualcosa del genere. Non mi va di andare a rivedere Episodio IV per ricercare la frase!). Ecco, Rogue One descrive semplicemente cosa sta dietro quella frase.
Rogue One è anche un film in cui la maggior parte della componente "ma dai!" di Guerre Stellari viene eliminata (resta solo un mezzo Jedi cieco che fa cose improbabili) e ne rimane una pellicola cruda e intensa. Nessun robot idiota alla D-3BO o ridicolo alla C1-P8, ma con un tostissimo androide, K-2SO, il quale regge sì sulle spalle i pochi momenti comici, ma si rivela essere un personaggio intenso e drammatico come tutti gli altri personaggi. E decisamente più profondo dell'odioso D-3BO.
E c'è anche Darth Vader. Compare poco, la sua scena madre durerà non più di 5 minuti, però spezza schiene che è un piacere e... (vai con le cose che i fan della saga non accetteranno mai) rende moglio meglio qui che in tante parti ben più lunghe contenute nelle prime tre pellicole.
Leggendo nelle tante recensioni che si trovano in Internet ho trovato parecchie critiche ai due attori protagonisti, per il poco carisma. Ora, a parte il fatto che questi nascono per essere personaggi secondari e sacrificabili, Diego Luna, attore, regista e sceneggiatore politicamente impegnato (anche nella sua presenza vedo lo zampino di Edwards, ma potrei sbagliare) mi è sembrato perfettamente nella parte. Un uomo che ha perso tutto e fa tutto ciò che può per la resistenza, comprese azioni moralmente discutibili. Non so dire se Diego Luna abbia poco carisma, ma il suo personaggio piace poco agli altri e vuole comunque piacere poco. A me è sembrato riuscito. E anche Felicity Jones mi pare se la sia cavata bene. Certo, non è un'attrice che buca lo schermo, ma non credo che abbia fatto peggio della tanto acclamata (per me ingiustificatamente) Daisy Ridley, la Rey di Episodio VII. Certo, non stiamo parlando della compianta Carrie Fisher (la mitica Leia Organa/Skywalker) o di Natalie Portman (Padmé Amidala, la madre di Luke e Leia), ma il personaggio della Jones (Jyn Erso) mi è sembrato ben interpretato.
Sto per scrivere un'eresia, lo dico subito: per quel che mi riguarda Rogue One supera di gran lunga tutte le pellicole della saga principale. Diciamo che è il film di guerre stellari che avrei voluto vedere.
Chiudiamo con le parole di K-2SO: "C'è un problema all'orizzonte, non c'è orizzonte"

Nessun commento:

Posta un commento