martedì 20 febbraio 2018

Warm bodies

Lo so, questo è un film che è stato realizzato con l'intenzione di produrre qualcosa che si avvicinasse al successo commerciale della saga di Twilight, un'operazione che ha tradotto un classico tema horror (ai tempi i vampiri, qui gli zombi) in salsa sentimentale per ragazzini. Mi scuso, l'ho scoperto solo dopo averlo visto. Per fortuna...
Va anche detto che quest'operazione con i vampiri è stata facile, quelli sono da sempre o quasi, letterariamente e cinematograficamente, dei fighi. Ma come ottenere lo stesso risultato con dei cadaveri ambulanti semidecomposti?
Comunque Warm bodies nasce da un racconto breve di Isaac Marion, un racconto basato sull'idea originale di uno zombie che s'innamora di una donna viva e che ha raccolto in Internet un incredibile successo, spingendo l'autore a farne un romanzo.
Da qui è nata l'idea di replicare Twilight. La regia è stata affidata a Jonathan Levine, uno che prima (Warm bodies è uscito nel 2013) aveva diretto solo cortometraggi, un episodio di una serie TV e un paio di film, di cui il secondo, 50 e 50, di un certo successo. Per quanto riguarda gli attori si è scelto un bravo Nicholas Hoult (che, tanto per citare altre pellicole in cui ha fatto un ottimo lavoro, si possono ricordare Il cacciatore di giganti e Mad Max: Fury Road) che avrebbe dovuto reggere sulle sue spalle l'intera pellicola, Teresa Palmer (L'apprendista stregone) a svolgere il ruolo della bella umana (la quale a momenti assomiglia pure, credo non a caso, a Kristen Stewart) e un insolito John Malkovich.
Ma qualcosa della trama lo scriviamo o no?
La storia è molto semplice. L'umanità è stata devastata da un'apocalisse zombi. E' un classico. Non se ne conosce la causa esatta, ma quel che conta è il risultato: il pianeta è ormai ricoperto da zombi affamati mangiacervelli e i pochi umani superstiti si rifugiano terrorizzati all'interno di cittadelle fortificate. Per la verità qui abbiamo due tipi di zombi. Ci sono quelli come R, il ragazzo protagonista del film che, pur essendo zombi a tutti gli effetti, compreso l'aspetto da cadavere, l'andatura e i movimenti tipici dello zombi e la fame di carne umana, sono ancora in grado di pensare e, malgrado non abbiano più un ricordo della vita passata, per quella vita provano una certa nostalgia. E poi ci sono gli zombi che hanno ceduto totalmente all'essere zombi, nel film sono chiamati ossuti, dall'aspetto di scheletri con un po' di carne marcia attaccata addosso, e che vivono (si fa per dire) unicamente per mangiare umani vivi.
Qui nell'esplorare il mondo degli zombi andiamo anche oltre. Quando mangiano i cervelli umani rivedono e rivivono i ricordi delle proprie vittime e ciò li porta a rimpiangere ancora di più la perduta vita umana.
E poi avviene il fulcro del film. R e altri zombi incontrano un gruppo di ragazzi umani in cerca di medicinali al di fuori della cittadella fortificata e li aggrediscono. R, che già resta colpito da Julie appena la vede, nel conflitto uccide il suo ragazzo (Dave Franco) e gli divora il cervello, rivivendo l'innamoramento per la ragazza. R potrebbe uccidere anche Julie, rimasta ormai indifesa, ma invece di farlo la maschera da zombi sporcandole il viso di sangue e la conduce via, salvandola dagli altri zombi scatenati e sotto gli occhi di Nora (Analeigh Tipton), l'altra sopravvissuta dello scontro.
E così R si porta a casa (che è una vera e propria casa, realizzata dentro un aereo abbandonato all'aeroporto dove "vivono" molti altri zombi) Julie dicendole (R e altri zombi riescono a fatica a pronunciare qualche parola) che la terrà al sicuro per qualche giorno.
E così R s'innamora di Julie e la stessa ragazza non disdegna l'insolita compagnia. Seguiranno le vicende improbabili dei novelli innamorati. Viene quasi da pensare a R(omeo) + Julie(t), una pellicola del 1996 che ha rivisitato in chiave postmoderna Romeo e Giulietta di Shakespeare, altro prodotto per ragazzini. Tra l'altro in Warm bodies abbiamo anche la celebre vicenda del balcone, seppur rivista in maniera piuttosto comica...
Diciamolo chiaramente, anzi, scriviamolo. Questi zombi qui sono molto diversi dagli zombi canonici che siamo abituati a vedere. Uno zombi è di solito un cadavere non morto che mangia esseri umani vivi e all'interno di tutte le storie di zombi si limita a vagare senza meta e mangiare esseri umani vivi. Qua, invece, le cose sono molto diverse, anche perché se così non fosse tutta la trama salterebbe. Il film parte subito con R, che è anche l'io narrante di tutta la vicenda. R vaga come un vero zombi, non riesce a comunicare (se non lo scambio di qualche parola e qualche grugnito con M, Rob Corddry, un altro zombi), ma pensa. Non ricorda il suo passato e nemmeno il suo nome, ma ha coscienza di sé. Ha dei desideri e, malgrado la sua condizione, anche delle speranze. Oltre a divorare umani, raccoglie anche oggetti che attirano la sua attenzione e che porta all'interno del suo aereo-casa. Ascolta anche la musica, rigorosamente vinili, perché con quelli la musica si sente meglio. La colonna sonora nel film è protagonista tanto quanto la trama e per lo più azzeccata. Nel complesso Marion e Levine, che dal romanzo ha scritto la sceneggiatura del film, hanno rivisitato (per la prima volta? Non saprei) la figura dello zombi, facendoci vedere il mondo dal suo punto di vista, anche se fino ad ora era facile pensare che... gli zombi non avessero un punto di vista!
Tra l'altro mi viene da pensare che Marion sia il classico soggetto che ha acquistato il biglietto giusto della lotteria. Dopo essersi autoprodotto alcuni romanzi, come riporta Wikipedia in italiano e in inglese, ha trovato la fama sviluppando in un romanzo una storia di successo nata come racconto breve. E da allora ha scritto solo di quello.
La pellicola, pur partendo da un tema classico dell'horror, vira ben presto verso altri generi, anche se le scene horror rimarranno fino alla fine. Il film si sviluppa sui pensieri di R, sulla reciproca conoscenza con Julie (che vuole essere il fulcro del film) e sulle scenette comiche, perché non si può immaginare una storia d'amore fra uno zombi e un'umana senza virare sul comico.
Siamo molto lontani dallo zombi visto come puro espediente orrorifico o, al più, sfruttato per la sua simbologia sociale (Romero qui ha fatto storia), ma non mancano comunque numerosi riferimenti in po' più impegnati. E in ogni caso, al di là di Twilight in salsa zombi, io ho voluto vedere in questa pellicola una serie di riferimenti all'accettazione del diverso e della malattia e anche all'incomunicabilità. O forse sono io che ho voluto vederci più in là degli autori. Ciò che appare evidente, comunque, è che alla fine Warm bodies risulta ben altro rispetto a Twilight con gli zombi, malgrado voglia esserlo.
Certo, la pellicola non è esente da difetti, leggerezze e punti deboli.
Ad esempio...

FERMI TUTTI, QUESTO E' UN MEZZO SPOILER

La gestione del personaggio di Julie non è proprio il massimo. Non tanto la prova di Teresa Palmer, che risulta più che sufficiente, quanto la caratterizzazione del personaggio stesso. Julie in pochi giorni sostituisce il suo ragazzo (si badi bene, non un ragazzo innamorato di lei, ma il SUO ragazzo) con uno zombi, che fra l'altro è proprio colui che l'ha ucciso e ne ha mangiato il cervello. Così, senza porsi nessun problema. Una cosa del genere (zombi-cannibalismo a parte) avrebbe retto se Julie avesse avuto 12 anni! Anzi, appena tornata nella cittadella confessa a Nora di sentire la mancanza di R. Ma per la miseria, pochi giorni prima ha spaccato la testa al tuo ragazzo e ha banchettato col suo cervello e tu accetti il tutto, perché ormai ti sei convinta che in un mondo di questo tipo si possa morire da un giorno all'altro. Ma dai...

FINE MEZZO SPOILER

Poi c'è la missione dei ragazzi. Ci sono soldati iperarmati ovunque, ma il Generale Grigio (John Malkovich) chi invia nella città infestata di zombi e ossuti a cercare medicinali? Ma certo, un gruppo di ragazzotti poco più che adolescenti e scarsamente armati, fra cui la sua stessa figlia! Va bene la sospensione dell'incredulità, ma a volte i dubbi vengono... E poi lo stesso Generale Grigio risulta un personaggio poco approfondito e sostanzialmente sprecato.
Anche per quanto riguarda gli effetti, siamo un po' scarsi. La città abbandonata è stata realizzata abbastanza bene (ma a ben vedere non sono poi così tanti gli scenari utilizzati), ma gli ossuti fanno veramente ribrezzo e non lo scrivo nel senso orrorifico del termine. Sembrano appiccicati alla pellicola a posteriori. Cioè, sicuramente lo sono, ma si vede un po' troppo! E dire che comunque il film è costato 35 milioni di dollari.

La parte migliore della pellicola resta l'inizio, quando scopriamo che gli zombi pensano e seguiamo gli arguti pensieri di R, che permettono al regista/sceneggiatore di giocare col suo personaggio migliore e con vicende che vuole mettere in scena. Anche la prima parte del rapporto fra R e Julie non è male, con molta ironia e trovate più che riuscite. I problemi iniziano proprio quando il film diventa quello che voleva essere, ossia quando si sofferma sul rapporto fra i due ragazzi che si stanno conoscendo e s'innamorano. Perché qui finisce l'originalità del film e quanto di buono si era visto fino a quel punto.
Per quanto riguarda il finale, invece, probabilmente quello messo in scena è il più ovvio fra tutti i finali possibili per una storia come questa. Diciamo che accade quello che ci si poteva aspettare (anzi, nemmeno tutto, dato che la presenza di R nella cittadella poteva portare allo sviluppo di molti più episodi rispetto a quelli che effettivamente sono stati girati), ma alla fine va anche bene così.

Per concludere, sicuramente Warm bodies non è un film che farà la storia, nemmeno del cinema horror, ma l'ho trovato comunque a suo modo originale e piacevole. Alla fin fine piuttosto lontano dal classico film di zombi e molto più vicino a una favola dark, ma assolutamente guardabile, anche per me che non ho più sedici anni.

Resta solo un dubbio: va bene la storia d'amore, ma R come fa a...

Nessun commento:

Posta un commento