domenica 11 novembre 2018

Triangle

Finalmente ce l'ho fatta, sono riuscito a vedere Triangle di Christopher Smith, pellicola del 2009 ormai divenuta un cult dei viaggi nel tempo. La visione non è stata semplice, compreso anche un clamoroso errore che mi ha portato a vedere Mistero alle Bermuda, filmetto di 8 anni prima, uscito col titolo THE Triangle!
Comunque facciamola breve e andiamo con la trama.
Greg (Michael Dorman) ha organizzato una gita in mare sulla sua barca a vela, Triangle, alla quale partecipano il suo aiutante Victor (Liam Hemsworth), la coppia di suoi amici Downey (Henry Nixon) e Sally (Rachel Carpani) i quali hanno invitato anche Heather (Emma Lung) con lo scopo di presentarla e Greg e Jess (Melissa George), una ragazza della quale Jess è invaghito. Dopo alcune ore vengono sorpresi da una tempesta che rovescia la barca e si ritrovano naufraghi. Pochi istanti dopo avvistano una nave da crociera che viene nella loro direzione e riescono a salire a bordo...

Peccato che sulla nave, Aeolus, non ci sia nessuno.
O quasi...
Diciamo la verità, è impossibile parlare di questo film senza spoilerare, tanto che la stessa copertina contiene uno spoiler non da poco.
Per chi cerca altri dettagli, eccoli qua.


Dato che è impossibile non spoilerare, a questo punto lo faccio e siccome ho avvisato, sono a posto:

DA QUI IN POI SONO PRESENTI SPOILER.

Colleghiamoci proprio a quell'obbrobrio di Mistero alle Bermuda che, chissà, forse Smith (che un anno dopo dirigerà Black Death – Un viaggio all’inferno recensito anch'esso in questo blog) ha visto, dato che l'inizio è anche simile. Diciamo che Smith ha tolto tutte le scemenze che sono nella pellicola di Teague del 2001 ed è riuscito a scrivere quella trama che in The Triangle manca. Forse Smith ha visto anche l'altro grande cult recente dei viaggi nel tempo, Timecrimes del 2007 e da questo ha preso spunto per la sua trama (compreso l'uomo bendato!), ma i due film sono in realtà molto diversi.
Se vogliamo Timecrimes è un film molto scientifico in cui il paradosso dei viaggi nel tempo, ossia la possibilità di poter influire sul proprio passato, viene messo in scena in maniera perfetta, creando una serie di incastri impeccabili.
Triangle, invece, pur facendo qualcosa di simile, risulta un film più intimista, soprattutto alla luce di quel finale che fornisce una chiave di lettura che durante la visione della pellicola non potremmo avere.
Ma andiamo con ordine.
Triangle non è solo un film sui viaggi nel tempo, è uno di quelle storie in cui il viaggio nel tempo crea un loop temporale in cui i personaggi sono costretti a ripetere all'infinito un certo periodo di tempo. Ma anche qui Smith non si ferma, perché il loop temporale di Triangle a sua volta è contenuto in un altro loop! Quando noi crediamo di vedere la fine del loop e lo crede anche Jess, la protagonista, in realtà ci rendiamo ben presto conto di ritrovarci in realtà in un altro loop più grande. E la cosa incredibile è che, malgrado la complessità, tutti i particolari sono al posto giusto. Qualche perplessità o buco logico potrebbe anche esserci, poi ne scrivo, ma diciamo che nel complesso è tutto accettabile.


Triangle è un film dove tutto funziona. Funzionano le scene della tempesta. Accidenti, mi sono sentito lì con loro con il timore di morire! Funzionano le scene di esplorazione dei corridoi della nave, quando, pur non accadendo nulla, la tensione è quella di un buon film horror. Funzionano e sono credibili le scene d'azione o comunque concitate. Funziona l'interpretazione degli attori. Certo, nessuno è un dilettante, ma io credo che una buona regia abbia aiutato molto. Funzionano le scelte fatte da Smith per narrarci la sua storia, che portano il film ad avere continui colpi di scena, praticamente fino alla fine.
Se proprio vogliamo fare i pignoli, qualche incongruenza potrebbe anche esserci. Quando Jess arriva sul molo per salire sulla barca a vela chiede scusa a Greg. Non ha motivo di chiedere scusa e lo stesso Greg, come noi, non capisce. E invece il motivo c'è, perché lei sa cosa accadrà, dato che lo ha appena vissuto. Però quando i superstiti salgono sulla Aeolus Jess sembra non ricordare più nulla e ha solamente una sensazione di déjà-vù. Non sta fingendo, perché lei stessa è stupita e non sa spiegare ciò che sta accadendo. L'unica giustificazione è che il passaggio nella tempesta (attenzione, possiamo supporre di trovarci nel Triangolo delle Bermuda e la tempesta ne è un classico, ma questo non viene detto esplicitamente) le abbia fatto perdere la memoria. Poi la nave non si "riazzera", sono i naufraghi che ritornano in continuazione, ma allora come fa ad avere carburante infinito?



Anche il loop temporale all'interno della nave da crociera ha qualche particolare che non s'incastra perfettamente. Jess getta in mare i cadaveri (e questo spiega perché non li vediamo, tranne uno, anzi una, in una scena pazzesca che ho messo nell'ultima immagine della recensione) ed è sempre Jess a scrivere col sangue nel vetro di un bagno di una stanza il messaggio che spinge Downey e Sally ad andare nel teatro, ma perché ogni volta che compie quell'azione il vetro è pulito? La catenina, i biglietti di carta e i cadaveri di Sally ci fanno capire che ciò che accade sulla Aeolus rimane, come ho già scritto, la nave non si "riazzera", sono i personaggi che viaggiano nel tempo prima di salire.
Comunque sono dettagli e la sospensione dell'incredulità ci può sostenere.
Perché io a Smith qualche errore lo posso anche perdonare. Quando vediamo il loop temporale della nave da crociera terminare e, come Jess, pensiamo che tutto sia finito, Smith prima ci fa capire che quello che fino a quel momento sapevamo della ragazza, della sua vita e di suo figlio è in realtà diverso e poi, con un pugno nello stomaco non da poco, ci ritroviamo in un loop temporale ben più grande dal quale, è evidente, è impossibile uscire.


Ma c'è un particolare, forse un dettaglio, che fornisce una chiave di lettura che rende questa pellicola ancora più straordinaria e, soprattutto, in grado di andare oltre ai paradossi temporali.
Il dettaglio per me sono stati i vestiti di Jess.
La Jess prigioniera del doppio loop temporale è vestita in un certo modo (la vediamo nella locandina e nelle altre foto che ho messo), mentre la Jess che viene uccisa da lei stessa indossa vestiti diversi.

Ecco le due Jess

E quindi?
E quindi Jess nel loop non ci entra mai.
Non si verificano delle vicende al termine delle quali Jess entra nel loop, perché quella che va a fare il viaggio in barca, con tutto ciò che accadrà, è la stessa che dal naufragio è tornata, dal futuro.
E questo probabilmente ha un significato ben preciso.
La Jess del loop è una mamma che ama il suo bambino, per quanto sia un bambino problematico (capiamo che è autistico) e tutto il tempo vuole tornare da lui. Mentre la Jess che viene uccisa, lo capiamo alla fine, non lo sopporta più. E' praticamente un'altra persona.
Quando la Jess del loop uccide l'altra, la mette in un sacco nero (ed è proprio un sacco nero per cadaveri, come fa ad averlo in casa? Anche questo è un particolare che ha un significato) e la chiude nel baule dell'auto. Ma dopo l'incidente l'altra Jess è fuori dall'auto e non c'è traccia del sacco nero. Mentre la Jess del loop è incredibilmente illesa. Non ha nemmeno un graffio.
Da qui l'interpretazione (che non è solo mia, dato che in Internet va per la maggiore) che il loop sia una sorta di inferno in cui Jess precipita dopo l'incidente per espiare le sue colpe con il tassista che funge da Caronte.

Questo è un superspoiler, ma tanto ho avvisato, no?

Non a caso i ragazzi dentro la Aeolus trovano una targa che richiama il mito di Sisifo (figlio di Eolo, appunto), condannato a trasportare per l'eternità una roccia sopra una montagna, per poi vederla immancabilmente rotolare di nuovo a valle, in quello che forse è il primo loop temporale di sempre. Allo stesso modo Jess capisce che solo tornando nel passato (quindi facendo il viaggio in barca a vela) ha la possibilità di salvare il figlio morto nell'incidente stradale, dato che, naufraga, torna nel passato (la roccia spinta sulla montagna), ma ogni volta gli eventi la portano a rivivere l'incidente stradale (la roccia che rotola a valle).
Triangle è probabilmente uno dei migliori film sui viaggi nel tempo che abbia mai visto.

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