mercoledì 20 novembre 2019

Noi siamo infinito


Noi siamo infinito di Stepehn Chbosky sembra una delle tante pellicole sull'adolescenza, sull'amicizia e sui primi amori. E in effetti per buona parte del film è proprio questo. Ben fatto, ma pur sempre un film di quel genere lì.
Ma c'è qualcosa.
Perché Chbosky non ce la racconta tutta.
Almeno, ce la racconta, ma è abile a non svelare tutte le sue carte e lasciare quasi sullo sfondo quello che invece sarà l'elemento fondante della trama e che verrà svelato praticamente solo alla fine.
E quindi?
Descriviamola un po' quella trama, senza svelare nulla.

Charlie (Logan Lerman) inizia una nuova vita con l'ingresso al liceo. Charlie è un ragazzo molto timido e introverso, che non parla quasi con nessuno, fatica a inserirsi e osserva il mondo che gli scorre attorno, senza riuscire a interagire con esso. Ci sembra anche di capire che nel suo passato ci siano stati dei problemi, una malattia mentale, una forte depressione o qualcosa del genere. Per la verità di questo capiamo poco, perché Chbosky è molto accorto nel dosare le informazioni.
E così i primi giorni di liceo di Charlie trascorrono in solitudine. Il ragazzo osserva gli altri coetanei, ma praticamente non comunica con nessuno. L'unica persona con cui riesce a instaurare un legame sembra il professor Anderson (Paul Rudd).
Finché un giorno non conosce quasi casualmente Patrick (Ezra Miller), un estroverso ragazzo dell'ultimo anno e di lì a poco anche la sorellastra, Sam (Emma Watson), coetanea. Patrick e Sam, piuttosto diversi dagli altri ragazzi del liceo, provano subito simpatia per Charlie e lo inseriscono nel loro gruppo di amici, Mary Elizabeth (Mae Whtman), Susan (Julia Garner) e altri. Da qui in poi Charlie si sblocca, si lega sempre di più con Patrick e Sam, scoprendo che il primo è omosessuale e ha una relazione segreta con Brad (Johnny Simmons), il capitano della squadra di football della scuola, e innamorandosi della seconda. Peccato che Sam abbia invece una relazione con Craig (Reece Thompson) e lo stesso Patrick si ritrovi, quasi senza volerlo, fidanzato con Mary Elizabeth.
Insomma una classicissima storia di adolescenti.
E invece no.
Perché c'è sempre ciò che Chbosky abilmente ci ha accennato, ma non ci ha detto e furbamente non ci ha svelato completamente. Una rivelazione che invece arriverà solamente nel finale della pellicola, trasformando un buon film su una storia di adolescenti in un ottimo film drammatico.
Per non rischiare lo spoiler, più di così non posso scrivere. Chi sono io per svelare ciò che il regista ha sapientemente celato? Insomma guardatelo. 
Staphen Chbosky più che un regista è uno scrittore e sceneggiatore. Prima di questa pellicola, che è del 2012, aveva diretto solo, nel 1995, The four corners of nowhere (che non mi risulta mai arrivato in Italia) e successivamente solo Wonder nel 2017, ma nel mezzo ha lavorato per altre pellicole, come sceneggiatore e anche come produttore. Di Noi siamo infinito è autore anche del romanzo da cui è tratto (Ragazzo da parete, traduzione fedele al titolo originale) e della sceneggiatura e non ultimo anche produttore esecutivo. Qualche anno dopo Chbosky ci ha riprovato con Wonder, che è una sorta di nuova versione di Noi siamo infinito, ma molto più buonista e libera dalla drammaticità. Una pellicola che mi era sembrata molto buona, ma il cui giudizio lo devo rivedere al ribasso, dopo aver visto di cosa sia capace Chbosky.
Fra gli attori spicca senza rivali il versatile e straripante Ezra Miller, mentre non brilla Emma Watson, alle prime esperienze dopo i successi di Harry Potter e, se devo essere sincero, anche Logan Lerman non sempre mi ha convinto del tutto.
Noi siamo infinito sarebbe una pellicola da vedere anche se si riducesse a quel film che sembra essere per la maggior parte del suo svolgimento, ma è quel quarto d'ora finale che lo eleva a essere un ottimo film. Certo, forse qualche passaggio non regge del tutto e qualche dialogo mi è sembrato non del tutto riuscito (ma forse potrebbe essere un problema di traduzione), ma il suo modo di trattare con delicatezza i vari temi toccati è senza dubbio magistrale.
Trailer?


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