mercoledì 5 febbraio 2020

Maze runner: la rivelazione


Questo blog non era morto, tranquillizzo i milioni di utenti che lo seguono assiduamente. È che, semplicemente, quanto si fanno le cose a tempo perso e il tempo non c'è, non si riesce a fare nulla.
È così mi capita, ahimè, di celebrare la ripresa dei post con una pellicola che rientra nel recente filone della cinematografia cosiddetta young adult, per lo più tratta da romanzi del medesimo genere. Un genere che, tutto sommato, mi piace poco, ma che, avendo un figlio preadolescente, non posso ignorare.
Se devo essere sincero la trilogia di Maze runner, fra tutta questa paccottiglia young adult, è senza dubbio quella che mi è piaciuta di più.
Il primo film, Maze runner: il labirinto era stato quello più originale.
Con quel misterioso, inquietante e letale labirinto nel quale i protagonisti si trovavano a essere prigionieri, in una situazione che richiamava di sicuro volutamente le disturbate atmosfere del Signore delle mosche, ma anche quelle del mitologico labirinto di Creta. Un primo capitolo in cui dall'inizio alla fine, seppur con alcuni episodi veramente telefonati e prevedibili, il mistero del perché i ragazzi si trovassero nel labirinto e come potessero fare a uscirne risultava decisamente indecifrabile.
Inevitabilmente il secondo episodio, Maze runner: la fuga, seppur complessivamente valido, pagò l'uscita dei ragazzi dal labirinto. Perché il primo film aveva funzionato? Per il labirinto, protagonista tanto quanto Thomas (Dylan O'Brien), Newt (Thomas Brodie-Sangster), Mino (Ki Hong Lee), Teresa (Kaya Scodelario) e gli altri ragazzi. Ma nel secondo film il labirinto non c'era più. Ugualmente per buona parte della pellicola la trama rimase misteriosa e si aggiunse la presenza degli zombie (gli spaccati, come vengono chiamati in questa saga, che mi pare che la parola zombie non venga mai usata). Ma alla fine, non senza colpi di scena, tutto si chiarisce e le parti in campo diventavano finalmente ben definite.
Come gestire questo terzo e ultimo capitolo, quando ormai l'aspetto fondante dell'intera saga era già stato sfruttato al massimo?
E invece devo dire che Maze runner: la rivelazione funziona e sostanzialmente non perde colpi come forse avrebbe potuto.
Non ci sono praticamente più misteri e anche la cosiddetta rivelazione del titolo è qualcosa che ci si poteva aspettare. Fra l'altro la rivelazione è il sottotitolo della traduzione italiana; il sottotitolo originale sarebbe the death cure. Chissà perché in Italia ci sia da sempre questa tendenza a modificare i titoli dei film. Se l'autore ha pensato a un certo titolo, noi vogliamo sempre fare meglio di lui! Sarà, ma in questo caso era più adatto il titolo dell'edizione inglese originale che, fra l'altro, riprendeva anche il titolo del romanzo.
Ma le diciamo due parole sulla trama?
Avevamo lasciato il Braccio Destro decimato a causa del tradimento di Teresa, Mino rapito dalla W.C.K.D. insieme ad altri immuni e un incazzatissimo Thomas deciso a chiudere i conti e uccidere Ava. Che se non ci avete capito niente, è normale, prima vi dovere guadare gli altri due episodi. Non si può pretendere di guardare l'ultimo capitolo di una serie e sperare di capire tutto, dai!
In realtà fra il secondo e il terzo capitolo sono trascorsi circa 6 mesi in cui i ragazzi hanno incessantemente cercato Mino. Finalmente pensano di averlo trovato e il film inizia con un roccambolesco, emozionante e improbabile assalto a un treno in corsa e prosegue col tentativo di entrare nell'unica città rimasta, dove si trova la sede della W.C.K.D., ove vengono eseguiti gli esperimenti per estrarre dagli immuni il siero per la malattia degli spaccati che sta portando l'umanità all'estinzione.
Se il primo episodio e il secondo erano una continua corsa dei protagonisti per scappare dall'avversario di turno, i mostri del labirinto, piuttosto che gli spaccati o i paramilitari di W.C.K.D., questa volta i ragazzi, che ormai hanno svelato tutti i misteri, sono incazzati neri e stanno combattendo la loro guerra. Guerra per che cosa? Intanto per sopravvivere. Per eliminare ciò che immaginano essere il loro nemico. Per salvare un amico. Ragazzi che sono i protagonisti assoluti della pellicola, tanto che, salvo pochissimi casi, la maggior parte degli adulti svolgono un ruolo sostanzialmente negativo.
Va detto che Maze runner: la rivelazione non è esente da difetti. Se nei precedenti episodi molti eventi erano telefonati, qui molto di quello che sta per avvenire non è difficile da prevedere. Il culmine viene toccato quando i ragazzi sono in viaggio verso la città e stanno per entrare in un tunnel stradale buio e ovviamente abbandonato. Nell'istante in cui si sono fermati davanti all'ingresso del tunnel per chiedersi cosa fare, già ho visto nella mia mente esattamente tutto quello che sarebbe successo. Però devo dire che a volte vedere quello che si è già immaginato non risulta poi così deludente, perché è quasi quello che vorremmo vedere!
Altri passaggi della pellicola presentano punti deboli, con personaggi abbozzati o inseriti nella trama, ma poi rapidamente abbandonati, dimenticati o fatti fuori, anche se ho il sospetto che questo sia più che altro un problema del film, non del libro, tanto che si diceva, prima dell'uscita della pellicola al cinema, che c'era la possibilità che venissero prodotti due lungometraggi tratti dall'ultimo romanzo, com'è stato fatto in altri casi dello stesso genere.
E anche la trama, ma questo tempo sia un problema del romanzo, non del film, ha dei veri punti deboli. Ripetutamente i ragazzi si trovano in un vicolo cieco e tutte le volte c'è un qualche personaggio che interviene con un salvataggio miracoloso. Come se gli autori avessero voluto giocare con gli spettatori, facendo credere che i protagonisti fossero spacciati. E ci può stare. Solo che utilizzare più volte lo stesso espediente alla lunga perde l'effetto che dovrebbe avere. Perché tanto lo sappiamo che per quanto siano messi male, avviverà qualcuno per fare un salvataggio improbabile.
Anche la gestione della malattia non mi è del tutto chiara e ho nasato qualche buco logico. O forse sono solo spiegazioni che nel romanzo sono state date, ma nel film non c'è stato il tempo. Nel secondo film scopriamo che l'infezione si propaga coi morsi quando Brenda viene ferita. Proprio come se gli spaccati fossero dei veri e propri zombie. E invece qui sembra che ci siano altre vie di contagio. Com'è stato contagiato... no, non lo dico, comunque è uno degli amici di Thomas. Una ferita causata dagli spaccati? Non è chiaro. Ma poi alla fine, da quello che viene detto dentro la W.C.K.D. sembra che ci siano anche altre vie di contagio, non a caso anche uno degli antagonisti (non rivelo chi) ha contratto la malattia. E quindi?
Comunque al netto di tutto Maze runner: la rivezione si rivela piacevole e chiude in maniera positiva una serie che, mi secca ammetterlo, non è poi così male.

Un assaggio?


Nessun commento:

Posta un commento