05 febbraio 2026

La leggenda di Druss


Abbiamo conosciuto Druss nel primo romanzo della Saga dei Drenai, La leggenda dei Drenai. Siccome i romanzi di David Gemmell non sono scritti in ordine, in quel libro abbiamo conosciuto Druss, il più grande eroe dei Drenai, ormai vecchio e impegnato nell'ultima impresa della sua vita.

In quel primo romanzo Druss era già famoso in tutto l'impero Drenai e non solo e aveva già combattuto eroicamente nel Passo di Skeln. Era già noto al mondo come Morte che cammina.

Poi Gemmell si è divertito ad andare avanti e indietro nel tempo per raccontare altri episodi della lunga storia dell'ambientazione da lui inventata, lasciando un po' da parte Druss per dedicarsi ad altri personaggi. 

Ecco in questo sesto romanzo della serie, considerando l'ordine di pubblicazione (considerando l'ordine cronologico sarebbe il quarto), Gemmell finalmente ci racconta come un grosso ragazzone che faceva il boscaiolo in un villaggio di frontiera sia diventato Morte che cammina.

La leggenda di Druss in realtà, a differenza degli altri volumi della saga, non è un romanzo unico, ma la raccolta di quattro romanzi brevi, Nascita di una leggenda, Il Demone dell'Ascia, Il Guerriero del Caos e Druss la leggenda.

Quindi dimentichiamoci del vecchio, eroico ed esperto Druss e viaggiamo indietro nel tempo di vari decenni. Il Druss di questo romanzo è un giovane, appena maggiorenne, che insieme al padre Bress si è trasferito in un villaggio di frontiera per fuggire dall'infausta fama del nonno, Bardan, che, impazzito, impugnando la demoniaca ascia bipenne Snaga, aveva compiuto un massacro. Qui, dove la vita è dura e ciascuno vale per ciò che fa, Druss e Bress sperano di poter vivere lontano dalla loro eredità. 

Druss è un ragazzo possente che deve tenere a bada i suoi scatti d'ira. Scatti che il padre teme siano stati tramandati a Druss dal nonno Bardan. C'è una sola persona che riesce a tenere sotto controllo il possente Druss, la sua giovane moglie Rowena.

Un giorno, mentre Druss sta lavorando nei boschi, il villaggio viene attaccato da dei razziatori che uccidono la maggior parte degli abitanti, compreso Bress e rapiscono le donne più giovani, compresa Rowena, per venderle come schiave. Da qui inizia la lunga ricerca di Druss, che armato di Snaga, la malefica ascia del nonno che il padre aveva segretamente conservato, cercherà di ritrovare l'amata moglie e nel frattempo scoprirà il suo lato più oscuro, trasformandosi in Morte che cammina. Anzi, trasformandosi in Druss dell'Ascia, perché Morte che cammina, poi lo vediamo, ha un'altra storia.

Sembra che io stia raccontando tutto, ma in realtà questo è appena l'incipit.

Dico la verità, col precedente romanzo avevo percepito un po' di stanca, che forse ci può anche stare in una serie di grande respiro. E invece in questo nuovo romanzo Gemmell si è completamente ripreso e nuovamente le sue trame sono diventate incalzanti tanto da spingere il lettore a divorare il libro tutto d'un fiato.  Anzi, i quattro libri, perché effettivamente leggendo il volume si percepiscono dei veri e propri maxicapitoli.

Non sempre quando uno scrittore va a scrivere un libro che narra le vicende del passato, di una storia che a grandi linee è già nota, il prodotto finale risulta adeguato. Per rimanere nel fantasy, ad esempio, ho già affrontato il caso del romanzo Il primo re di Shannara, di Terry Brooks, che a mio avviso fu completamente privo di mordente, ma lì forse le cause erano più complesse. Per quando Gemmell sia definibile un autore "rozzo" (ma non lo scrivo come un'offesa), la sua ambientazione è decisamente più ampia, dettagliata e coerente di quella di Terry Brooks il quale, probabilmente sfruttando un'idea avuta da adolescente, ci ha costruito sopra un'intera carriera.

Ma torniamo a Gemmell e al suo Druss giovane. Qui le cose sono un po' diverse, perché sì, il passato di Druss già lo conosciamo, ma Gemmell è stato abbastanza bravo, nel primo romanzo, da farci avere varie informazioni senza però rivelarci più di tanto. E quindi questa odissea di Druss alla ricerca di Rowena alla fine ci racconta episodi nuovi. A tutto questo si aggiunge il percorso di crescita della Leggenda, perché effettivamente il Druss giovane non è esattamente come lo avevamo conosciuto.

Fra l'altro l'odissea della ricerca di Rowena caratterizza solo i primi tre romanzi brevi di questa raccolta, perché il quarto, che comunque in un qualche modo va a chiudere il cerchio riprendendo trame e personaggi dei primi tre, di svolge molto tempo dopo rispetto agli altri e in nessuno dei quattro vengono narrate le vicende della guerra contro i Nadir nella quale Druss guadagnò il nome di Morte che cammina. In compenso il quarto romanzo ci racconta cosa accadde al Passo di Skeln (se avete letto il primo romanzo sapete di cosa sto parlando, ma non avete mai saputo come si sviluppò quella battaglia epica), dove Druss divenne noto come la Leggenda.

Per il resto Gemmell si conferma essere quello che conosciamo già. I personaggi sembrano tagliati con l'accetta (anzi, in questo caso con un'ascia bipenne demoniaca...) eppure funzionano e Gemmell continua a sfornarne dei nuovi con le loro caratteristiche peculiari.

Gemmell non è uno che inventata e descrive personaggi psicologicamente fragili. I suoi personaggi, i principali almeno, sono sempre delle rocce quasi senza punti deboli. E se vogliamo questo suo modo di scrivere risulta pure originale, perché oggi ormai quasi sempre i personaggi sono fragili. Ma l'eroismo esplorato e narrato da Gemmell è un eroismo duro e puro, probabilmente stereotipato e per questo non lascia spazio alle debolezze.

Credo che con questo volume Gemmell abbia ridato slancio alla saga e nuova linfa vitale per tutti i lettori.

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