17 maggio 2026

Apex


E' da un po' che sto trascurando il blog, ma un po' gli impegni, un po' la scarsa visione della televisione o la scarsa frequenza al cinema, hanno fatto il resto. In più ultimamente mi sto dedicando a un altro progetto, un mio blog di racconti. Lo potete trovare qui.

Comunque mi sono casualmente trovato a guardare la TV e la scelta è stata questo film prodotto e distribuito da Netflix, con protagonisti Charlize Theron ed Eric Bana, mica due attori qualunque e quindi, anche se la sinossi non mi convinceva, ho provato.

L'inizio è in medias res, anche se all'interno di un episodio del passato. Sasha (Charlize Theron) è un'alpinista esperta che sta scalando col marito Tommy (Eric Bana), ancora più esperto di lei, la ripidissima e pazzesca Parete dei Troll. Mentre si accampano con una tenda appesa lì nel vuoto, Tommy le confessa che vorrebbe smetterla con queste folli imprese, ma Sasha è determinata e hanno una discussione. Poi hanno un po' di sfiga e a causa di un incidente muore.
È un po' un classico, ma andiamo avanti.

Qualche mese dopo ritroviamo Sasha in Australia, in cerca di nuove imprese per cercare di esorcizzare la morte di Tommy (ma Sasha non lavora?). E subito la donna, dopo aver scoperto che in quella zona selvaggia sono scomparse molte persone, si imbatte in alcuni cacciatori buzzurri che la infastidiscono.

Sola, in mezzo ai boschi, mentre scenderà in canoa lungo un fiume, dovrà avere a che fare con uno di questi, che in realtà è uno psicopatico. E da qui in poi il film sbrocca completamente. 

Perché sbrocca? Perché non ha alcun senso. Perché la trama è fine a sé stessa, con una serie di eventi che accadono solo perché devono accadere e sono messi insieme solamente per farci vedere Sasha che deve barcamenarsi per sopravvivere alla caccia del pazzo. Purtroppo però una trama deve avere anche un senso e deve essere credibile, cosa che Apex non è. 

Charlize Theron, che ormai ha superato la cinquantina, è ancora una bellissima donna e sceneggiature come queste le recita ormai a occhi chiusi, ma questo non è sufficiente per salvare la pellicola. Anche se, oggettivamente, wuello che fa è tutt'altro che credibile. Il povero Eric Bana, invece, è ancora lì che si chiede perché l'abbiano chiamato per fare quello che è poco più di un cameo. E forse, un po' risentito, non ha dato proprio il massimo. Taron Egerton, invece, riesce ad interpretare bene il pazzo, anche quando quello che deve fare regge veramente poco.

Il film ha due aspetti positivi.

Gli scenari, veramente mozzafiato. E la lunghezza. Fortunatamente dura solo un'ora e mezza e l'agonia finisce in fretta. Anche perché sarebbe stata dura farlo durare di più. 

Sinceramente se trovate altro è facile che sia meglio. 








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