Non è che non sto guardando film, anzi. Il problema è che ultimamente ho poco tempo per il blog. Ma vi penso sempre e così ho deciso di dedicare i pochi istanti a disposizione a questa pellicola di Ridley Scott appena uscita al cinema, trasgredendo una delle regole di questo blog, ossia che salvo eccezioni si recensiscono film datati. Ecco, appunto, questa è un'eccezione.
E poi stiamo parlando di Ridley Scott, quello di Alien (!), di Blade runner (!!), di Thelma & Louise (!!!), del Gladiatore (!!!!). Solo per citarne alcuni, ma la lista sarebbe molto lunga. Poi è anche il regista di Prometheus, ma non ci voglio pensare.
Questa volta il buon Scott è tornato all'amata fantascienza, ma discostandosi dai suoi canoni e tuffandosi nel sottogenere dei sopravvissuti.
La pellicola, tratta da un poco noto romanzo di più di dieci anni fa di Peter Heller, descrive un mondo futuro in cui l'umanità si è quasi estinta.
Più o meno la trama la conoscono tutti, perché il trailer è abbastanza rivelatore, ma facciamone un riassunto.
L'umanità è stata falciata via da una pandemia ben più efficace di quella del Covid e invece sopravvissuti si contano sulle dita di una mano. Uno di questi è Hig (Jacob Elordi), un giovane ex meccanico che col suo piccolo aereo e l'inseparabile cane Jasper vola in cerca di provviste e aiuta una piccola comunità di mormoni, i quali, fra l'altro, vivono esattamente come prima della pandemia.
Hig vive in un aeroporto abbandonato insieme a Bangley (Josh Brolin), un ex marine, molto pratico, che siccome ha ben chiaro come giri il mondo, spara a tutti i soggetti che hanno l'ardire di avvicinarsi.
Hig però è molto più idealista e non sopporta più quella vita e infatti decide di superare una vicina catena montuosa oltre la quale si trova l'aeroporto di Grand Junction, dal quale ha ricevuto un messaggio registrato.
Dato che l'aereo non è proprio nuovissimo, parliamo di un Cessna degli anni '50, il viaggio si rivela più complicato del previsto e Hig è costretto a un atterraggio di fortuna. Qui incontra Jack (Guy Pearce), un contadino che sopravvive nella sua tenuta, insieme alla figlia Cima (Margareth Qualley) che, guarda caso, è anche un discreto passerino. E quello che può succedere più o meno ve lo immaginate. In più aggiungete anche dei predoni che arrivano quando alla trama serve che arrivino e poi anche Grand Junction, dove effettivamente Hig arriva, ma cosa trova non ve lo dico.
Il film è fatto bene?
Sì, senza dubbio. Anche perché dietro la cinepresa c'è appunto Ridley Scott che il suo mestiere lo sa fare eccome. Certamente lo sa fare dal punto di vista visivo.
Il problema purtroppo è la trama. Non che sia senza senso come il già citato Prometheus. Anzi, la trama c'è e il suo sendo ce l'ha. Il problema è che è troppo debole, banale. Telefonata.
Praticamente ogni cosa che avviene lo spettatore se l'aspetta. Non dico chd ogni storia debba stupire, non pretendo tanto. Ma nemmeno che una trama sia così scontata. Persino l'episodio di Grand Junction, che forse è la parte venuta meglio, seppur risolta con delle soluzioni un po' troppo rocambolesche e non del tutto credibili, alla fine si rivela essere esattamente quello che lo spettatore di immagina fin da subito.
Poi The dog stars è una pellicola che ammetto di aver guardato con una certa spensieratezza e un certo piacere, quindi non è che lo boccio completamente. Ma da uno che ha diretto alcuni film che sono entrati nella storia del cinema mi aspetto qualcosa di più. Qualcosa che vada oltre la semplice favoletta romantica alla fine del mondo,con l'inevitabile coppia e i due comprimari più anziani che, fra l'altro, si assomigliano sia visivamente, sia caratterialmente.
Posso anche consigliarlo, senza troppo entusiasmo. Ma è un film che non vi rimarrà certo impresso.


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