Li chiamano one location movies, o single location movies, sono film ambientati in un unico ambiente. Ogni singolo minuto della pellicola sempre nello stesso posto. Se la trama è scadente non funziona, ma se il regista ha del manico e gli attori ci sanno fare, diventa una bella sfida.
Sarà possibile ambientare un intero film, uno di più di un'ora e mezza, all'interno di un Taxi? Due attori, nessuna storia, solo un dialogo, chiusi in un taxi?
Sulla carta un film così dev'essere una palla pazzesca, però c'è Sean Penn che non è propriamente un dilettante. Dakota Johnson non lo so, non la conosco abbastanza.
Partiamo con pochissimi secondi fuori dal taxi. Una ragazza (Dakota Johnson) atterra all'aeroporto JFK, il principale aeroporto di New York e prende un taxi per tornare a casa. L'autista, Clark (Sean Penn) è un chiacchierone provocatore, che ha visto talmente tanti passeggeri nella sua carriera di tassista da essere in grado di capire le persone con un solo colpo d'occhio.
La ragazza è un po' sulle sue e a osservarla attentamente sembra avere un'ombra che l'ottenebra. Clark non è uno che riesce a stare zitto a lungo e dopo poco intavola una conversazione riuscendo a parlare un po' di tutto, nella quale psicoanalizza la ragazza con uno sguardo e non si vergogna ad affrontare discorsi intimi. Probabilmente nella maggior parte dei casi il passeggero si chiuderebbe in sé stesso, infastidito, ma la ragazza è incuriosita e sta al gioco, rispondendo alle domande personali di Clark e facendone lei delle altre. Il viaggio poi si allunga, perché durante il percorso i due rimangono bloccati a causa di un brutto incidente.
E basta, il film è tutto qui!
Quindi, veramente Christy Hall, la regista, è riuscita a farcela. La telecamera inquadra Clark oppure la ragazza oppure lo specchietto retrovisore col quale Clark scruta la ragazza. Qualche volta la telecamera inquadra anche lo smartphone della ragazza che chatta con l'uomo con cui ha una relazione, terzo personaggio della pellicola che in realtà non si vede mai, ma del quale si parla spesso.E così, fra una provocazione e l'altra, si parla di uomini e delle esigenze degli uomini, si parla di donne e delle esigenze delle donne. Si capisce che offrire a una persona l'opportunità di parlare e di essere ascoltata significa darle qualcosa che è molto rara al giorno d'oggi.
I due attori, molto diversi fra loro, danno origine a due personaggi molto diversi fra loro, ma che riescono a creare un'alchimia quasi magica, tanto che a un certo punto la forte e nello stesso tempo fragile ragazza trova in Clark quello che le manca e che le è mancato nella vita.
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Clark e la sua passeggera |
Sean Penn è sempre stato un ottimo e carismatico attore e anche in questo caso riesce a dare sfoggio delle sue qualità. Il tassista Clark è a momenti esagerato e quasi fastidioso, con le sue domande a carattere privato, ma riesce a impersonare una di quelle persone che, anche se le hai appena conosciute, ti sembra di conoscerle da una vita.
Dakota Johnson per me era un'incognita. Per me, fino ad ora, era famosa per essere la figlia di due attori, diventata celebre per la serie 50 sfumature di... Che poi con quei capelli biondi non l'avevo neppure riconosciuta! Un plauso anche a lei e al suo personaggio riuscito.
Una notte a New York non è proprio uno dei tipici film che trovano posto in questo blog eppure è di sicuro uno di quelli che si prendono una promozione piena
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