12 aprile 2026

Lasciami entrare


È già la terza volta che questa storia arriva su questo blog. Prima il film Lasciami entrare di Tomas Alfredson, poi il remake americano Blood story di Matt Reeves. Entrambi tratti dal romanzo originale di John Ajvide Lindqvist, protagonista di questo post. 

Durante la visione di Lasciami entrare avevo avuto l'impressione che Alfredson avesse voluto alleggerire la scabrosità e la durezza del romanzo di partenza, operazione ancora più spinta da parte di Reeves.

Ecco, leggendo il romanzo originale di Lindqvist mi rendo conto che ci avevo visto giusto. Il film di Alfredson aveva intrinseca un'anima sporca, che diventava più patinata nella versione hollywoodiana, anche se Reeves non era riuscito a lavare del tutto quell'alone opaco. C'è infatti in questa storia l'impressione che un lordume di un qualche tipo resti nascosto da qualche parte, ma sia pronto a uscire.

Bene, nel romanzo di Lindqvist questo lordume non è nascosto, è ben esplicito. La trama sostanzialmente è sempre quella, alla quale è ovviamente più fedele il film di Alfredson, un po' meno quello di Reeves che ha deciso di ambientarlo altrove. Però tutto è peggio. È peggio la vita della piccola vampira, che non vive certo positivamente il suo stato. È peggio la vita del piccolo protagonista e, soprattutto, è ben peggio quella Hakan, il "padre" di Eli, che nelle due pellicole era abbastanza marginale, per lasciare spazio al nascente rapporto fra i due ragazzini, mentre nel romanzo è molto più centrale. È sicuramente un personaggio deteriore. Anzi, un personaggio perduto. Così come sono molto più centrali gli altri personaggi. Nei due film sostanzialmente la trama si concentra su Oskar ed Eli (o su Owen e Abby nella versione patinata), qui invece tutto si allarga.

In sostanza ogni cosa che abbiamo visto nelle pellicole qui è più estrema. E più sporca, più degradata.
Anche al segreto di Eli (no, non mi riferisco al fatto che è una vampira) viene dato più spazio e più risalto. Un dettaglio, seppur inquietante, nella pellicola di Alfredson, che sostanzialmente scompare in quella di Reeves, qui diventa molto più rilevante.

Il romanzo di Lindqvist è un ottimo romanzo, non c'è che dire, ma un difetto glielo trovo. Qual è la cosa migliore di questa storia? Il rapporto fra Oskar ed Eli (sì, va bene o fra Owen e Abby). È riuscito perfettamente, non c'è dubbio. Pur nelle sue differenze fra romanzo e pellicole. Solo che spesso il romanzo segue altri personaggi,ma io ho letto quelle parti aspettando che arrivassero Oskar ed Eli. Ma magari è una cosa mia.

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